DI PAOLO CICCARONE

JEDDA – Poco da dire e poco da fare. Quando Max Verstappen becca il momento giusto, non ce ne è per nessuno. Ottenere la pole position con appena 10 millesimi su Piastri con la McLaren, grazie a un giro mostruoso (veramente ne aveva fatto un altro nel primo tentativo) dimostra ancora una volta lo spessore dell’olandese, visto che Tsunoda, stessa auto, non è andato oltre l’ottavo posto ma staccato di quasi un secondo o giù di lì (è appena tre millesimi più lento di Hamilton!).
Russell, terzo, conferma quanto di buono c’è sulla Mercedes e si trascina dietro il compagno Kimi Antonelli al quinto posto su una pista che il bolognese sta imparando giro per giro. Detto dei primi, le note dolenti si chiamano Ferrari, nella fattispecie Hamilton, e Norris. L’inglese della McLaren ha stampato la macchina al muro nel primo tentativo di qualifica, rovinando il duello con Piastri che fino a quel momento lo ha visto prevalere di poco. Per Hamilton, invece, il capitolo diventa più scottante. Perché se Leclerc tutto sommato porta la rossa in quarta posizione, a poco più di 3 decimi dalla pole, Lewis non è mai stato in palla.

FERRARI CAMBIA MOLTO PER NON CAMBIARE NIENTE
Certo, rispetto al venerdì (era 13…) ha migliorato e il settimo tempo, dietro a Sainz…, limita i danni. Ma il distacco da Verstappen è di oltre 9 decimi e oltre mezzo secondo da Leclerc. La Ferrari, prima delle qualifiche, ha cambiato tutto quello che poteva a livello di accessori sulla power unit, ma alla fine non è cambiato molto rispetto al venerdì. Su un tracciato che è una via di mezzo con Montecarlo per i muretti e Monza per le velocità, con una serie di curve stile Suzuka, dove se sbagli la prima le perdi tutte, ti ritrovi ad annaspare. La differenza, vista in pista, fra Leclerc ed Hamilton era evidente alla curva 13, il tornantone dopo la serie veloce di curve.
CURVA 13 HAMILTON A DUE METRI, LECLERC A DUE CENTIMETRI

Il monegasco passava a filo dei muri, Lewis era a due metri. In una curva sola si gioca la differenza fra i due. Segno che manca la fiducia di Hamilton nel mezzo e che si deve lavorare per amalgamare tutto. In Cina c’è stato lo sprazzo, difficile capire come si possa passare da una vittoria e pole position ad annaspare sempre con la stessa macchina. In ogni caso, pur con distacchi risicati (ce la giochiamo sui millesimi) la Ferrari è la quarta forza dopo McLaren, Red Bull e Mercedes. E alla quinta gara è evidente che serve un salto di qualità. Al momento manca. In McLaren si può dire per fortuna che c’è Piastri, perché l’errore di Norris è proprio il frutto della rivalità interna fra i due piloti. E come spesso accade, fra i due litiganti il terzo… Sarà così anche domenica in gara?






