TESTO E FOTO DI BEPPE MAGNI

Quelli precedenti furono giorni di pioggia, bigi come solo certi scorci di gennaio sanno essere a queste latitudini, sferzati da un freddo pungente, quanto fastidioso, ad alimentare una malinconia, quasi uno sconforto che ti inchioda in casa, al calduccio, senza nessuna voglia di incontrare alcuno. Anche quella mattina una pioggerellina gelida scendeva dal cielo e ti penetrava dritta nelle ossa, agghiacciando sentieri, afflati, pensieri. Sul far del pomeriggio, d’improvviso, uno squarcio di azzurro, sempre più ampio e luminoso, iniziò a ridare speranza, sorriso, respiro, baldanza. E fu con questa rinnovata forza che intrapresi il mio viaggio.

QUEL VIAGGIO NELLA NEBBIA PADANA
Mi aveva invitato Stefano Rumi, il boss della Fondmetal, rinomata azienda specializzata nella ideazione e realizzazione di cerchi per auto prestigiosi, per automobili nobili, da strada e anche da corsa. Non è un invito che giunge tutti i giorni, così, durante il viaggio, mi lasciai trascinare in quella emozione, in quel languore tipico dell’avvicinamento ad un autodromo, per assistere ad una corsa di Formula 1. Giunto a destinazione, al cancello si possono già intravedere i gioielli custoditi in teche ai lati del cortile dell’azienda: la prima che si può ammirare è la Minardi M02 del 2000, quella di Marc Gené e Gastòn Mazzacane, meravigliosa nel suo caratteristico giallo limone. Ma non c’è tempo per fare il giro del Museo, entro.
UN MUSEO NELL’AZIENDA DI PALOSCO
Una gentilissima signora mi fa accomodare in una sala d’attesa. Attesa brevissima, dopo poco arriva Stefano, che mi accoglie sorridente, con un pacchetto tra le mani.
“Senti, Beppe, come appassionato collezionista, questa abbiamo deciso di donarla a te.”
Toglie il coperchio del pacchetto, scopre l’accurato involucro protettivo, appare una stupefacente Fondmetal GR02 scala 1/43, costruita in soli 30 esemplari da Elephant Model in Giappone, commissionati a suo tempo da Fondmetal per celebrare il trentennale dalla discesa in pista di questa meravigliosa creatura dell’Ingegnere Sergio Rinland. Sono rimasto senza parole, quasi senza fiato.
“Perché proprio a me?” “Perché sei un appassionato che ha manifestato già altre volte l’attaccamento a questa vettura, per cui abbiamo deciso di assegnarne una a te.”
E’ vero: sono sempre stato innamorato della GR02. Ogni tanto vengo qui, senza disturbare nessuno, ad ammirarla da fuori, anche se ora è un po’ più difficile vederla, perché l’hanno spostata più indietro nella teca delle Fondmetal Formula 1 e anche perché nel campo dove mi addentravo per vederla più da vicino stanno costruendo qualcosa.
UN MUSEO FONDMETAL SAREBBE STUPENDO
“Stai per caso realizzando un Museo per le tue Formula 1?” Chiedo a Stefano.
“No, però ci sto pensando, mi è arrivata della documentazione che devo valutare.”
Sarebbe davvero un regalo magnifico per gli appassionati un Museo con tutte le Formula 1 che hanno gareggiato spinte dall’incredibile cuore di Gabriele Rumi, il grandissimo papà di Stefano.
“Realizzeresti una cosa bellissima!” Lo incalzo. “Sì, sarebbe una bella celebrazione per queste, che sono le sole Formula 1 bergamasche.”

“Formula 1 bergamasche? Ma questi sono opere mirabolanti di livello mondiale, la GR02 è stata celebrata come una delle più belle Formula 1 di sempre da una prestigiosa rivista internazionale specializzata nel settore!”
Andiamo avanti così, per una ventina di minuti, parlando anche della Ferrari e di Hamilton, che Stefano vede davvero di buon occhio al volante della Rossa.
LA PASSIONE DI GABRIELE RUMI VIVE NEI FIGLI
Poi il telefono inizia ad incalzarlo, lui, con un fare d’altri tempi, accorcia tutte le chiamate, ma capisco che non posso rubare altro tempo ad un capitano d’industria che deve mandare avanti la prestigiosa azienda di famiglia. Così mi congedo, non prima che la sorella Alessandra, gentilissima, ci scatti una commovente foto ricordo. Sono davvero emozionato, nel viaggio di ritorno mi viene in mente quando vidi la Fondmetal GR02 a Monza, passare a Lesmo e poi all’Ascari, e il groppo che mi si era formato in gola si trasforma in qualche lacrima. Sgorga sincero dal cuore tutto l’amore per questa bellissima creatura…

Spero davvero che l’idea del Museo possa andare in porto. Sarebbe un modo davvero bello di perpetuare il ricordo di Gabriele Rumi e della sua fantastica avventura da corsa, che solo le grandi menti e le anime belle come la sua hanno potuto sognare e incredibilmente realizzare. Credo che ne prenderei l’abbonamento, potrei addirittura pensare di viverci dentro, tanto sarebbe bello…









