F.1 ENI torna nel circus ecco quali sono le sfide tecnologiche di una parternship strategica

DI ROBERTO CECERE

L’ultima volta che si è visto il logo italiano era con la Benetton (dal WEB no credits)

Lo shakedown della McLaren McL39 in quel di Silverstone ha catalizzato le attenzioni dei fan e addetti ai lavori. Il debutto della nuova monoposto del team campione del mondo in carica anche in abito camouflage inevitabilmente ha catalizzato l’attenzione, tuttavia nella giornata di ieri c’è stato un annuncio molto importante. Il ritorno nella classe regina del motorsport del colosso italiano del petrolchimico in qualità di partner del team Alpine testimonia quanto sia ancora importante la Formula 1 quale impareggiabile laboratorio per la ricerca e lo sviluppo di prodotti innovativi.

La partnership col Gruppo Renault è mirata all’individuazione e sviluppo di future opportunità di collaborazione nel più ampio processo di decarbonizzazione del settore dei trasporti. I due gruppi lavoreranno per valutare percorsi di sviluppo in vari ambiti, tra cui infrastrutture per mobilità elettrica e soluzioni di fornitura energetiche a sostegno del percorso di transizione energetica. Il primo step sarà l’acquisto di veicoli Renault per il servizio di car sharing di Enilive, Enjoy. Eni torna in Formula 1 dopo un quarto di secolo. All’epoca era partner del team Benetton, guarda caso diretto da Flavio Briatore.

Il marchio Eni sarà visibile su A525, che correrà per la scuderia nel Campionato del Mondo FIA di Formula 1 2025, nonché sulle tute da gara e sui caschi di tutto lo schieramento di piloti, oltre che i membri dello staff e dell’ambiente gara.Va ricordato che con i regolamenti tecnici del 2026, le unità di potenza turbo-ibride di seconda generazione saranno completamente diverse rispetto a quelle attuali. L’apporto di potenza della componente elettrica sarà triplicato e, almeno nelle intenzioni, dovrà essere paritetico rispetto a quello della parte endotermica. E proprio nell’area dei propulsori a combustione interna si giocherà la sfida tecnologica più importante.

Sulla Alpine spunterà il giallo di Eni

Gli attuali carburanti sono di tipo E10, ovvero con una percentuale di Etanolo pari al 10% e quando furono introdotti nel 2022 i costruttori di Power Unit ebbero grandi problemi nel recuperare performance. Nelle vetture 2026 la portata della benzina verso l’ICE non sarà più vincolata dal quantitativo di carburante per ora (100 Kg/h, nda) bensì dal flusso di energia fissato a 3.000 KJ/h. Il RON del combustibile, ovvero il potere antidetonante della benzina non sarà più illimitato ma fissato a 102. Rispetto alle benzine commerciale è un valore comunque elevato.

Ad esempio proprio la Eni produce un carburante per vetture stradali chiamato RON 95ottenuto utilizzando diversi componenti di raffineria contenente composti ossigenati (eteri come MTBE, bio-ETBE, TAME o alcoli come il bioetanolo) in misura tale da rispondere alle specifiche tecniche.

Per ridurre la potenza del V6 1.600 cc è stato modificato il rapporto di compressione che potrà avere un valore massimo di 16:1. Molto della competitività delle powerunit di seconda generazione dipenderà dalla bontà degli e-fuel. Per l’azienda italiana la sfida sarà duplice in quanto il team Alpine dal prossimo anno utilizzerà propulsori Mercedes in luogo dei Renault che venivano prodotti nel polo tecnologico di Viry-Chatillon.

Pertanto ENI svilupperà per la sola stagione 2025 carburanti E10 rispondenti all’attuale quadro normativo per poi sviluppare il biocarburante che sarà utilizzato su Power Unit della stella a tre punte. Situazione simile a quella di Aramco in quanto Aston Martin a partire dal 2026 avrà in esclusiva i propulsori Honda. Descalzi, AD di ENI, ha sottolineato come l’accordo sottoscritto con Alpine abbia “rilevanza industriale” per i trasporti del futuro. Secondo il CEO della azienda italiana la sperimentazione biocombustibili in Formula 1, fornirà l’opportunità di misurarsi sul terreno dell’eccellenza tecnologica assoluta nell’ambito dei motori.

Come è giusto che sia anche i vertici Renault accolgono con soddisfazione la partnership: “Il bello del settore automotive è che è uno sport di squadra. È più vero che mai in questo momento in cui dobbiamo reinventare la mobilità. Per sviluppare soluzioni innovative, niente batte l’unione delle competenze e talenti di grandi aziende. Ecco perché sono entusiasta di questa partnership che stiamo stringendo con Eni, in Formula 1, ma anche per approfondire le nuove opportunità di una mobilità condivisa ed efficiente. Insieme abbiamo il potenziale per spingere i limiti oltre”. a cui fanno eco le parole di Flavio Briatore, Executive Advisor, BWT Alpine Formula One Team: “È con immenso orgoglio che celebro il ritorno di Eni in Formula 1 con BWT Alpine Formula One Team.

Eni, in passato, è stato un importante partner della Formula 1. Condividiamo gli stessi obiettivi, soprattutto a livello di efficienza energetica, sostenibilità e prodotti futuri a base di bio benzina. È fantastico ritrovarli a bordo di BWT Alpine Formula One Team e non vediamo l’ora di realizzare insieme in futuro tanti progetti entusiasmanti, in pista ma non solo”. Eni prenderà il posto di BP, colosso britannico che nel 2026 diventerà fornitore ufficiale del team ufficiale Audi.

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