DI RODOLFO INTELISANO

Rubrica volutamente polemica e fuori dal coro per dare voce a chi la pensa in maniera diversa e non vuole perdere occasione per dirlo. Scrivete a redazione@rmcmotori.com per dire la vostra
Le (tele) cronache dal mondo di Fantàsia Dalla telecronaca sky di domenica 27 giugno, GP della Stiria. Vanzini: “che macchina oggi”, Gené: “in questo momento é la migliore macchina in pista”. Pensate stessero parlando della Red Bull? No! Stavano parlando della Ferrari, in quel momento a un giro dal pilota di testa e quindi doppiata con entrambi i piloti, anche con Sainz, indipendentemente dall’incidente di Leclerc al primo giro. Questi commenti dei telecronisti Sky oramai sono semplicemente indisponenti perché si beffano dell’intelligenza del telespettatore.
VOGLIO TOGLIERE IL SONORO!
Ho pensato seriamente più volte di togliere il sonoro. Sentire “l’aziendalista” Gené che dice che oggi la Ferrari è la migliore macchina in pista è stato insopportabile. Pagare per sentire commenti di questo tipo non è accettabile. E poi c’è Vanzini che imita Meda con le sue urla e nel ripetere sempre le stesse cose: “pole position, pole, position, pole position!” finendo con l’essere unicamente fastidioso. E vogliamo parlare dei noiosissimi commenti prima della gara? per oltre un’ora lo spettatore deve sorbirsi la Masolin fare domande scontate e sorbirsi risposte ancora più scontate da Valsecchi, Gené & company.
ARIDATEMI POLTRONIERI E LE SUE CRONACHE SOPORIFERE!
Una sofferenza, uno stillicidio, tanto che oramai accendo solo pochi minuti prima della partenza per non sentire ore di aria fritta. Rimpiangiamo il caro vecchio Mario Poltronieri con il suo “Renò Arnoux su Renè” ripetuto per tutta la telecronaca di quel GP di Gran Bretagna a Silverstone nell’ormai lontanissimo 1981, oppure quella capacità unica di parlare di tutt’altro mentre in pista succedeva di tutto. Ma chi ricorda le telecronache di Poltronieri e pensa fossero soporifere, non è abbastanza vecchio da ricordare le telecronache di Casucci che ti stendevano sul divano in un sonno profondo. Ma almeno non avevi pagato! Rodolfo Intelisano






