Brembo 2026 Formula 1 Preview Mexico GP

Comunicato BREMBO

 

Per il quinto anno di fila, una settimana dopo il GP Usa va in scena il GP Città del Messico: nelle ultime 3 edizioni gli spettatori sono sempre stati superiori a 400.000, segno di interesse enorme da parte dei messicani per la Formula 1. 

Sono 25 i GP disputati all’Autódromo Hermanos Rodriguez – il cui nome è un omaggio ai piloti locali Ricardo e Pedro Rodriguez – ma i primi 20 erano battezzati come GP Messico.

I dati del GP

Secondo gli ingegneri del gruppo Brembo che lavorano a stretto contatto con tutti i piloti di Formula 1, l’Autódromo Hermanos Rodríguez da 4.304 metri di lunghezza rientra nella categoria dei circuiti impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 4 pur avendo solo 7 frenate al giro per poco meno di 16 secondi complessivi. Tre delle frenate sono della categoria Hard, una è Medium e 3 Light. Le decelerazioni a cui sono soggetti i piloti sono però tutte inferiori ai 3,7 g.

Carta d’identità del circuito

19 F1 2026 Messico

La curva più dura

Dalle simulazioni effettuate la curva più dura dell’Autódromo Hermanos Rodríguez per l’impianto frenante è la prima: le monoposto vi arrivano a 340 km/h e scendono a 114 km/h in 3,51 secondi durante i quali percorrono 193 metri. Lo sforzo richiesto ai piloti è di 3,6 g e il carico che esercitano sul pedale del freno è di 107 kg, mentre la potenza frenante è di 1.668 kW.

 

Mezzo secondo in più

Rispetto al GP Messico 2025, per effetto delle peculiarità delle attuali monoposto lo sforzo richiesto a piloti e freni è inferiore. Alla curva 4 un anno fa i piloti erano soggetti a 4,1 g di decelerazione ed esercitavano un carico di 131 kg sul pedale del freno, mentre quest’anno questi valori dovrebbero essere rispettivamente di 3,5 g e 102 kg. Si dovrebbe allungare anche lo spazio di frenata in quel punto, da 129 metri a 175 metri, così come aumenterà il tempo di frenata, da 2,76 secondi a 3,33 secondi.

 

La lunga attesa

Questo fine settimana Andrea Kimi Antonelli potrebbe laurearsi campione del mondo, interrompendo un’astinenza che per i piloti italiani dura dal lontano 1953 quando Alberto Ascari si aggiudicò il titolo. E pensare che nelle prime 4 edizioni del Mondiale furono 3 i titoli vinti dai piloti italiani: nel 1950 con Giuseppe Farina, nel 1952 e 1953 con Ascari, mentre Brembo sarebbe nata solo nel 1961. Il che significa che non c’è mai stato un pilota italiano campione del mondo Formula 1 con pinze Brembo. Finora.

 

Meno spesse con le ali

La minora potenza frenante delle monoposto di quest’anno si riverbera in un inferiore consumo del materiale d’attrito rispetto al passato. Di conseguenza le pastiglie in carbonio Brembo che fino al 2025 avevano uno spessore di 22 mm vengono rimpiazzate in molti casi da pastiglie con spessore di 20,5 mm. Al fine di evitare la trasmissione di calore alla pinza, le pastiglie Brembo sono dotate di alette di raffreddamento, essendo i fori sulle pastiglie vietati dal regolamento.

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