FORMULA E, LE PAGELLE DEL 2020

Testo e foto MARCO FERRERO

 

Come consuetudine, ad ogni fine stagione è tempo di fare qualche bilancio sui protagonisti in pista, piloti e vetture, per una stagione che chiude un’era ed apre un’epoca nella quale il prossimo vincitore della serie acquisirà la titolazione iridata di “Campione del Mondo”, con un “pagellino” che segue, rigorosamente, l’ordine delle classifiche finali.

 

Per quanto relativo ai piloti, queste le valutazioni:

Antonio Felix Da Costa – 9,5

La perfezione non esiste, ma il portoghese ci è andato vicino; doveva essere il suo anno, è stato il migliore, e tutto sommato, a parte le due gare in Arabia Saudita, la dea bendata ha fatto sì che gli episodi sfortunati finissero ad altri. Già alle prove di Valencia era arrivato col “coltello tra i denti”, troppo determinato, troppo veloce, ha trovato subito il feeling giusto con una vettura altrettanto quasi perfetta, col senno del poi, difficile pensare che potesse finire diversamente.

Stoffel Vandoorne – 6,5

Nulla di personale, ma Vandoorne non appare come uno dei piloti migliori della stagione, nonostante il secondo posto finale; poteva e doveva, con una vettura top come la Mercedes, fare molto di più, e la seconda piazza finale è più per demerito altrui che per merito suo. Ha preso paga da buona parte dei suoi avversari, compagno di squadra incluso, una vittoria, qualche buona prova, altre gare completamente anonime; spiace dirlo, ma non è il pilota su cui la Mercedes possa fare affidamento per la conquista del titolo.

Jean Eric Vergne – 7,5

Il re ha abdicato ma, Da Costa assatanato a parte, non è neppure stato proprio fortunato, nonostante ci abbia provato sino alla fine e mettendocela proprio tutta, con un finale di stagione più che positivo; evidentemente questa non era la sua annata, ma rimane sempre e comunque uno dei migliori, uno da tenere in seria considerazione per il prossimo campionato nel quale, si può esserne certi, arriverà imbestialito e con la voglia di rifarsi.

Sebastien Buemi – 7

Il “vecchio” campione è sempre un protagonista ed il suo nome è sempre in evidenza; quest’anno ha patito, ad inizio di stagione, una Nissan non proprio efficiente che doveva trovare una soluzione al non poter più usare il “doppio motore”, ma con la sua bravura ha sempre lottato con le unghie e con i denti ed alla fine ha ottenuto ottimi risultati. A fine stagione la Nissan “girava” a dovere e Sebastien è sempre stato tra i primi, lo si attende al riscatto la prossima stagione.

Oliver Rowland – 7

Rimane sempre un po’ un’incompiuta, più che buon pilota, con talento, veloce ed aggressivo, alterna prestazioni egregie ad altre assolutamente inconsistenti ed incolori, il momento che acquisirà regolarità sul suo livello “alto” sarà un cliente duro per tutti. Alla fine, con una Nissan in crescita, ha mostrato le sue doti vincendo anche gara 5.

Lucas Di Grassi – 7,5

E’, per certi aspetti, uno dei “fenomeni” della serie; il più “completo”, intelligente, veloce, un computer al volante, da solo può fare la differenza, da solo ha sopperito alla carenze della sua Audi, tenendosi, nonostante tutto, nelle zone alte della classifica. Chapeau! Una domanda… siamo proprio sicuri che resterà in Audi?…

Mitch Evans – 5

Arrivato secondo in classifica, a Berlino si è completamente perso, causa una Jaguar poco efficiente e qualche errore, pur evidenziando qualche bella rimonta in alcune gare; comunque poteva e doveva fare di più, non ha dimostrato quella maturità di chi punta al titolo; il prossimo anno avrà come compagno Bird, che è un ottimo collaudatore, e potrà essere per lui un valido supporto per crescere.

Andrè Lotterer – 8

Ha, ancora una volta, dimostrato tutto il suo valore, caricandosi sulle sue sole spalle tutto il lavoro di sviluppo e messa a punto, e portando la debuttante Porsche ad ottimi risultati, con ottime prestazioni in prova e grandi risultati in gara; con la sua aggressività e la sua esperienza ha entusiasmato e si è divertito, se la Porsche salirà un pelo di livello il prossimo anno il tedescone sarà una brutta gatta da pelare per tutti. Una certezza!

Maximilian Gunther – 5,5

Il talento non si discute ma, e Frijns lo insegna, non si può vincere la serie con il “tutto o niente”; due vittorie, troppi errori, la macchina non lo ha assecondato se non a corrente alterna, se è pur vero che questa era la prima annata con un top team l’occasione si poteva e si doveva sfruttare meglio. Questo pilota vincerà sicuramente nel medio termine il titolo, troppo bravo per non riuscirci, ma tra lui ed il team per riuscirci dovranno correggere più di qualcosa.

Sam Bird – 6

Ha iniziato bene per poi perdersi malamente, come altri, nel decisivo finale di stagione, complice una Envision che quest’anno ha evidenziato una serie impressionante di problemi, costringendo i piloti a metterci del proprio per sopperirne, anche se nel complesso la stagione è stata tutto sommato sufficiente, pur se nelle ultime prove è apparso, comprensibilmente “scarico”; il passaggio in Jaguar non potrà che dargli nuovi stimoli per puntare in alto.

Nick De Vries – 7,5

Il ragazzo ha talento, è veloce, aggressivo, intelligente, gli manca solo l’esperienza; al suo primo anno è stato ampiamente il migliore dei debuttanti, mettendo più volte in riga anche il suo compagno di squadra Vandoorne e permettendosi il lusso di “regolare” anche piloti più esperti. La Mercedes se lo tenga stretto, il prossimo anno questo pilota potrebbe essere uno dei protagonisti, e nel medio termine chissà…

Robin Frijns – 5,5

L’olandese, complice una Envision che è apparsa la brutta (ma proprio brutta!) copia della vettura dello scorso anno, ha trascorso la prima metà dell’anno tra mille problemi, ed a Berlino ha iniziato in gara 1, letteralmente, col botto, dopo un contatto con Gunther. Un paio di buone prestazioni lo hanno in parte riscattato ma, come si suol dire “troppo poco, troppo tardi”. Potrebbe essere “l’uomo mercato” per un grande colpo (Audi / Mercedes?).

Alexander Sims – 5,5

Dopo essere stato prima “scartato” e poi “riesumato” da BMW, Sims ha fatto tutto sommato una prima parte di stagione dignitosa, migliore di quella dello scorso anno, più continua, più consistente, pur con il fardello di avere un compagno come Gunther, un quasi predestinato, per poi scomparire arrivato a Berlino quando contava esserci, non sarà un fenomeno ma potrebbe rimanere nella serie anche il prossimo anno, magari partendo con qualche certezza in più.

Edoardo Mortara – 6,5

Buona stagione, nell’insieme più regolare di quella passata, è mancato il grande acuto ma la vettura non era di quelle da consentirglielo e, tutto sommato, si è comportato bene per quanto ciò che avesse a disposizione gli potesse consentire; buono e incoraggiante il finale di stagione in terra tedesca in vista della prossima stagione, dove avrà un nuovo compagno di squadra.

Renè Rast – 6,5

A dire che questo sia un ottimo professionista si scopre l’acqua calda, non è, forse, il pilota su cui Audi punterà, né sarebbe quello che potrebbe lottare per la conquista del titolo, ma tutto sommato ha svolto il suo compito con diligenza e merita una sufficienza piena, con il bel podio di gara 5 a Berlino che ne ha messo la ciliegina sulla torta del suo ingresso in Audi.

Jerome D’Ambrosio – 5

Non si riesce mai a capire quanto sia Jerome a non essere un “top driver” e quanto in questo la vettura lo aiuti; per metà stagione è parso un ex pilota, poco competitivo, assente, demotivato, svogliato, poi a Berlino si è svegliato, specie in prova, con un paio di acuti da grande pilota; se il problema fosse Mahindra (e questo spiegherebbe perché Wehrlein se n’è andato), magari un cambio di squadra o una nuova esperienza potrebbero rinvigorirlo.

Alex Lynn – 6,5

Se con la HWA Racelab (ora Mercedes) aveva fallito, con la Mahindra, di certo non una vettura top, pur se con la tecnologia Mercedes, che lo ha “ripescato” per sostituire il partente Wehrlein, ha fatto vedere, specie in prova, cose egregie, con un paio di piazzamenti in superpole, patendo poi in gara, nonostante lottasse come un leone, il calo di prestazioni che la vettura evidenziava. Il 5^ posto di gara 5 a Berlino lo premia per la sua tenacia. Di più non poteva fare…

Pascal Wehrlein – SV

Dopo un inizio di stagione altalenante, non adeguatamente supportato dalla vettura, la rescissione del suo sodalizio con Mahindra lo ha tenuto fuori per le ultime sei gare; impossibile da giudicare, il prossimo anno con la Mercedes sarà l’opportunità per giudicare correttamente quello che appare un più che buon pilota.

James Calado – 6

Al suo primo anno ha svolto il suo compito ed il suo apprendistato in maniera diligente, magari senza particolari acuti ma anche senza errori clamorosi o prestazioni disastrose; onestamente meriterebbe un’altra chance, ma la Jaguar per il prossimo anno ha già preso Bird…

Daniel Abt – 4,5

Il giudizio è frutto in parte di quanto fatto vedere nella prima, opaca, parte della stagione, e, “ingenuità“ compresa che gli è costata il sedile in Audi, e della seconda, dove non era la NIO che poteva dargli modo di riscattarsi. Un’annata da dimenticare, non è questo il suo standard, con l’obbiettivo di trovare una squadra che gli consenta di esprimersi.

Neel Jani – 2

La più grossa delusione dell’annata, solo nelle due ultime gare 5 a Berlino è sembrato un pilota “vero”, con lui di fatto la Porsche ha corso tutta la prima parte della stagione con un pilota solo (Lotterer) per poi, giustamente, pensare ad un pilota più consistente (Wehrlein) per il 2021.

Felipe Massa – 4,5

L’impressione, spiacevole, era che la carriera di questo pilota fosse giunta al termine, e l’annuncio a fine gara 6 dell’abbandono lo ha confermato; se lo scorso anno c’era stato qualche acuto (es. il 3^ posto a Montecarlo), quest’anno Felipe ha racimolato la miseria di 3 punti, troppo pochi per uno del suo valore, per giunta incorrendo in troppi errori per uno della sua esperienza. Rimane uomo immagine e tutti gli vogliamo bene, grazie Felipe per averci provato.

Brendon Hartley – 2

Non ha mai dimostrato di essere pilota per questa categoria, navigando perennemente nelle ultime posizioni, in questo facilitato da una vettura (GEOX) oltre i limiti della mancanza di competitività. Quasi ovvio che il prossimo anno non sia più della partita. Per sue notizie, rivolgersi a “chi l’ha visto?”.

Nico Muller – 4

Giudicare chi guida una Geox non è facile, perché la vettura è tra le peggiori, ma il ragazzo ha fatto vedere veramente pochino, non palesando elementi che possano confortare per un suo proseguimento nella serie; per capirci qualcosa in più sulle sue qualità bisognerebbe provarlo su una vettura meno indecente.

Oliver Turvey – 4

Chi sostenga che questo pilota sia adeguato alla serie necessita di una visita da un ottimo professionista, ne scelga lui la specializzazione… NIO a parte, anche lui non è un fenomeno, ed il connubio recita “zero punti”; un’osservazione: a meno che non venga pagato faraonicamente, dopo due stagioni “buttate via” qualche domanda non ha ancora pensato di farsela su cosa vuol fare da “grande”?…

Sergio Sette Camara – SV

Va bene che “chi non mostra non vende”, ma ritenere di potersi mettere in mostra e fare risultati con questa Geox è come credere di riuscire a scalare l’Everest in mutande e infradito… Il ragazzo ha talento, specie in prova ha fatto vedere di poter stare in questa serie, e merita un’opportunità (ma una seria!) per mostrare le sue qualità e non “bruciarsi”. Giudizio rinviato al prossimo anno.

Qing Hua Ma – 0

Ha confermato sin dai test a Valencia, dove prendeva tre secondi a giro, quanto fatto vedere in altre categorie, e cioè che un paio di valigie piene di soldi non fanno un pilota, riuscendo, ed è tutto dire, a far rimpiangere Dillmann… meno di zero non si può dare… non se ne sentirà la mancanza.

 

Per quanto concerne i team i giudizi possono essere così sintetizzati:

DS Techeetah – 10

Messi da parte alcuni errori dello scorso anno, e riusciti anche nell’impresa di convincere Vergne ad accettare di essere lo “scudiero” di Da Costa, la squadra ha espresso come meglio non poteva il suo straordinario potenziale. La squadra migliore, con la vettura migliore, per giunta quest’anno con il pilota migliore… non poteva finire diversamente! Chapeau!

Nissan E-Dams – 7

Non ha trovato subito l’alternativa al “doppio motore” utilizzato lo scorso anno (e vietato questa stagione) che le aveva dato qualche oggettivo vantaggio, e ha tribolato per metà campionato non poco, uscendone grazie soprattutto alla bravura dei suoi piloti, trovando la quadra nel finale di campionato, dove la vettura è apparsa competitiva, quando però ormai non serviva più; è comunque una squadra con organizzazione e mezzi di prim’ordine, e dalla prossima stagione tornerà, possiamo esserne certi, grande protagonista.

Mercedes EQ – 7

Non stupisca il giudizio non eccelso, ma il team, con quella coppia di piloti, aveva il dovere di fare molto di più, specie considerando quanto non ha fatto la concorrenza; la “new entry” tedesca ha, specie nella prima parte di stagione, stupito, sino a quando Vandoorne è tornato alla sua “normalità”, vincendo, a sorpresa, l’ultima gara. Se vuole puntare in alto dovrà trovare una “prima guida” di livello capace di lottare per la vittoria e di far crescere De Vries, gran finale di stagione il suo. Le potenzialità ci sono, dovranno essere sfruttate meglio.

Envision Virgin – 4,5

Un disastro! Al pari della sua consorella con cui condivide la tecnologia (Audi), il team è sembrata squadra di seconda linea, molto, ma molto, al di sotto di quanto realizzato la scorsa stagione, mortificando uno come Frijns che era, e rimane, uno dei pretendenti al titolo. Per il 2021 ha perso Bird, e potrebbe perdere anche l’olandese, uno dei pezzi pregiati del mercato piloti, se non definiranno in fretta strategie efficienti potrebbero aprirsi per il team periodi bui.

BMW Andretti Motorsport – 6,5

Poteva essere l’anno buono, tre vittorie ottenute, ma è mancata, ancora una volta, la continuità, laddove i piloti, a turno, non sono riusciti a fare un “filotto” di risultati che consentisse loro di stare in alto, per giunta con un Sims che, seppur “ripescato”, ha fatto forse meglio dello scorso anno. Hanno in casa un talento cristallino (Gunther) che in capo a tre anni, a mia previsione, vincerà il mondiale, sempre che lo mettano in condizione di farlo, la sensazione è che nella struttura ogni tanto qualcosa venga “perso”, così come i punti in gara.

Audi Sport Schaeffler – 4,5

Vogliamo essere sinceri? Forse la peggior stagione, dove la vettura è apparsa poco efficiente, con una gestione dei rapporti coi piloti (Abt) quanto meno rivedibile e senza una strategia chiara, con il solo Di Grassi, bravissimo, che ha fatto miracoli per mascherare la maggior parte delle magagne. Punto e a capo; c’è molto lavoro da fare, ma sicuramente sapranno tornare al vertice, almeno come risultati, sperando che i vertici della casa dei quattro anelli raddrizzino la rotta anche su come si gestiscono i rapporti con i terzi (Abt e DTM solo per fare un paio di esempi).

Panasonic Jaguar – 5

Abbastanza bene sino al lockdown, dove Evans aveva acciuffato il secondo posto assoluto dopo la vittoria in Messico, è crollata a Berlino, dove i punti (pochini) sono arrivati unicamente grazie alla tenacia del neozelandese ed alle sue rimonte; molto peggio della passata annata, per la prossima stagione necessario rimboccarsi le maniche e lavorare sodo per evitare un’altra stagione così negativa.

Porsche – 7,5

La casa tedesca, al suo debutto, ha fatto vedere, in prova ed in gara, cose egregie grazie al suo pilota André Lotterer; per il 2021 ha messo a segno il “colpo” Wehrlein, costruendo un team consistente e completo, in grado di andare a punti “pesanti” in tutte le gare. Possibile grande protagonista il prossimo anno.

Mahindra Racing – 4,5

Una squadra in fase calante, che solo Wehrlein ha salvato con qualche buona prestazione nella prima parte della stagione, e che nel finale dell’annata ha palesato, almeno in prova, una sorprendente competitività, cui la gara non ha dato continuità. Rifondazione sarà la parola d’ordine, se vorranno continuare ad avere ambizioni nella categoria. Da sperare che le prestazioni, specie in prova, mostrate in finale di stagione non siano solo un’illusione.

Venturi Formula E – 5,5

Una stagione tutto sommato simile a quella passata, con qualche (piccolo) acuto e tante battute a vuoto; è rimasta nei suoi standard (e forse nei suoi obbiettivi), fa simpatia, perché è una squadra “familiare” con un patron e due piloti che rispecchiano l’immagine del team e si fanno voler bene, e piacerebbe vederla salire un pochino di livello, glielo auguriamo di cuore, in attesa dell’annuncio di chi sarà il sostituto di Massa.

Geox Dragon – 2

Come facilmente immaginabile, perso Gunther la squadra è sprofondata negli abissi ed ha perennemente navigato nelle retrovie; ha pure sbagliato la scelta dei piloti 2020, se non altro peggio di così il prossimo anno non potrà fare. Se non vogliono mortificare il giovane Sette Camara, si mettano, come si suol dire, una mano sul cuore…

NIO Formula E – 0

Peggio, ed è tutto dire, dello scorso anno, che già era stato disastroso; non è chiaro se il team abbia una strategia e che cosa voglia fare, e la vettura è prestazionalmente inguardabile… per il bene della categoria, o decidono di cambiare passo o forse è meglio lasciare…

 

Per la stagione 2022 si è parlato tanto della possibilità di avere un team italiano in Formula E: la possibilità appare ad oggi abbastanza lontana, sia per via del limite al numero dei team partecipanti, attualmente 12, sia in quanto il tutto è legato al fatto che vengano trovati gli sponsor che possano sostenere una stagione… come si suol dire, se son rose… chiaro che per noi italiani, diciamolo chiaramente, sarebbe bello…

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