TESTO E FOTO DI PAOLO CICCARONE

Il contratto firmato nel 2022 dice che nel 2028 si disputerà l’ultima edizione del GP di Singapore, ma ci sono degli elementi molto importanti che fanno presagire altri scenari. Il governo locale, tramite agenzie di rating internazionale, ha diffuso una serie di dati alla stampa asiatica, in cui i numeri fanno capire come la corsa, per quanto incida per ogni edizione con un costo di 100 milioni di dollari Singapore (circa 60 milioni di euro), la crescita economica generata dalla presenza di turisti è decisamente enorme.
100 MILIONI SPESI, 2,2 MILIARDI INCASSATI
Nelle ultime edizioni della gara, che si è disputata per la prima volta nel 2008 (è stata la prima gara notturna) ha generato visite di 720 mila turisti che hanno occupato per diversi giorni hotel, ristoranti, locali notturni e generato vendite nei tantissimi negozi e centri commerciali, stimato in un gettito di 2,2 miliardi di dollari (oltre 1,5 miliardi di euro). A rendere importante la F.1 a Singapore è soprattutto il ritorno commerciale, dovuto ad accordi fra aziende e investimenti in vari settori, dall’economia ai servizi.

La cosa ha un aspetto negativo per i locali, perché i prezzi degli affitti e dei servizi sono cresciuti anche del 50 per cento rispetto ai primi tempi. Per esempio, un affitto di una casa, con una camera da letto, adesso viaggia fra i 2000 euro al mese con un minimo di 1400 in periferia, mentre prima del GP i costi erano decisamente inferiori. Per organizzare la gara fino al 2028 il governo prevede costi di gestione che saliranno fino a 100 milioni di euro all’anno, di cui il 60 per cento approvato a livello governativo.
IL GOVERNO CI METTE IL 60 PER CENTO IL RESTO I PRIVATI
Tanto per fare un esempio, oltre ai soldi dello stato, gli hotel possono aumentare i prezzi, il 30 per cento di questo aumento ritorna allo stato sotto forma di tassazione pagata soprattutto dai turisti (da qui i costi delle camere di hotel alle stelle: una stanza a meno di 250 euro a notte non si trova nel raggio di 10 km dal circuito. Nonostante queste cifre, grazie alla F.1 oltre 700 aziende basate a Singapore hanno aumentato i loro fatturati in maniera diretta con l’organizzazione della gara, con assunzione di personale anche dall’estero. In questo l’italiana DZ Impianti, che per prima ha installato l’impianto di illuminazione del circuito, riveste un ruolo leader sul territorio, facendo da apripista ad altre realtà tricolori.

A questo punto, però, una nota del governo ha sancito che la F.1 a Singapore fa da traino al turismo dei paesi limitrofi, con un aumento di presenze turistiche per Malesia, Thailandia, Indonesia e Cina. Ovvero, si viene al GP (con una maggior parte di pubblico proveniente dall’Australia e dall’UK), ma poi si va altrove. E qui che nasce il prossimo problema. Perché grazie al traino della F.1, il governo Thailandese ha messo sul piatto 1,2 miliardi di euro per la realizzazione e disputa di un GP, mentre a Mandalika, Indonesia, su un nuovissimo impianto si è appena disputata la gara di MotoGP ma il tracciato è idoneo a ospitare anche la F.1.

THAILANDIA E INDONESIA PRONTI A SUBENTRARE
Singapore come porta d’oriente e come alternativa economica al Medio Oriente e Paesi arabi se nella regione la situazione politica dovesse precipitare. Un ultimo appunto riguarda la Malesia. Oltre al classico circuito di Sepang, a Johor Bahru è in costruzione un moderno impianto, ricalcando il tracciato che in passato ha ospitato anche gare iridate. La città è la prima sul confine con la Malesia (il confine terrestre è attraversabile solo da tre ponti con lunghe file ai controlli) ed è la meta preferita dei ricchi singaporegni. Semplicemente perché hanno supercar, come Ferrari, Lamborghini, Porsche, Bugatti etc, ma non possono andare oltre 80 km/h, limite autostradale. Ed ecco che appena passato il confine, il circuito di Johor è l’ideale per sfogare la passione e portare investimenti in Malesia.






