MINARDI DAY La storia del motorsport in passerella a Imola

TESTO E FOTO DI BEPPE MAGNI

C’è davvero tutto: oggi al Minardi Day in corso di svolgimento ad Imola è intervenuta una bella folla di appassionati che, per una volta, può sforare fin all’interno dei box, c’è una bella giornata di sole di fine estate, ci sono soprattutto un gruppo eterogeneo di macchine da corsa davvero notevole, dalle GT, dalla Alfa Romeo GT Junior anni ’70 alle Lotus anni ’60, dalle barchette, dove spicca la Lancia Martini LC1, alle numerose Formula 3, dove fa colpo una meravigliosa Chevron anni ’60, alle Formula 2.

 

 

Poi c’è lei: la Ferrari 412 T1B, sorella maggiore di quella 412 T2 che abbiamo ammirato a Monza la scorsa settimana. Ci sono anche le altre, intendiamoci. A partire da una stupenda Lotus 72 ex Emerson Fittipaldi, alle incommensurabili Tyrrell P34/2, comunemente dette Tyrrell sei ruote di Pierluigi Martini, ad un paio di Arrows A2 e A3 notevolissime, con quel color oro che le contraddistingue e le fa brillare al sole. Poi abbiamo due meravigliose Williams FW 33 e perfino una Monteverdi ORE-2, il sogno svizzero della Formula 1. Ma lei, lei appena la vedi ti porta via. Letteralmente. Si tratta della Ferrari 412 T1B, quella modificata a metà 1994 da Jean Claude Migeot, che le tagliò a metà le elegantissime prese d’aria delle pance laterali ad ogiva, per farne la monoposto che vinse il Gran Premio di Germania ad Hockenheim, grazie ad un Gerhard Berger in stato di grazia.

Spinta dal poderoso V12 di Maranello, fa già reinnamorare a vederla nel box, dopo tanti anni. Con quella sua presa d’aria tagliata sul dorso, imposta dalla Federazione dopo l’incidente di Imola del 1994, e quel suo aspetto poderoso, ma, nello stesso tempo soavemente, sensualmente aggraziato. Poi, appena Cleto Zini provvede ad accendere il magico propulsore a 12 cilindri del Cavallino Rampante, l’apoteosi. I muri tremano e gli occhi si inumidiscono di quella emozione inarrestabile che ti pervade il torace e l’addome, che ti prende le gambe e la testa, che parte dal cuore. Non c’è nulla da fare, i servizi di sicurezza non riescono ad arginare l’enorme folla di innamorati che le si è fatta intorno.

Così la Regina esce dal box letteralmente tra due ali di folla, facendo subito salire di giri il V12 e anche i battiti del cuore dei presenti. Quando sfreccia per la prima volta sul rettilineo par di vedere il Maestro Riccardo Muti dirigere l’orchestra dei 750 e passa cavalli sprigionati dal propulsore di Maranello. Una musica altissima, che si erge regale sopra tutte le altre, tornando a riempire il cielo di Imola, ben lieta di riaccoglierne le sublimi sonorità.

Perdonatemi la commozione, ma veramente siamo di fronte ad un’opera d’arte irripetibile, anche se non di grandissimo blasone, ma sicuramente una monoposto che rappresenta una pietra miliare nella storia delle corse. Girerà più tardi e girerà anche domani, se volete venire ad ammirarla e, soprattutto, a sentirla. Girerà con le Tyrrell P34/2 e con la Minardi dell’Ingegnere Gabriele Tredozi, anche lui qui oggi a girare in pista con mille altri grandissimi campioni, uno su tutti Arturo Merzario. Davvero una grandissima giornata per gli appassionati, qui al Minardi Day a Imola. Secondo me sarebbe davvero un peccato perderla. Approfittatene: domani si replica!

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