F.1 GP MADE IN ITALY Verstappen piega le McLaren di Norris e Piastri Ferrari ci mette una pezza con Hamilton e Leclerc

DI PAOLO CICCARONE FOTO BEPPE MAGNI

IMOLA – C’è davvero poco da fare: quando arrivi alla prima curva e puoi passare per primo, stai certo che Max Verstappen in un modo o nell’altro ci prova. E a Imola c’è riuscito al contrario di quanto accaduto a Gedda. Infatti lì fu Piastri a passare per primo e vincere la gara, a Imola è stato Max che ha messo una seria ipoteca alla vittoria finale. Avvenuta nonostante due neutralizzazioni della gara: una virtual safety per rimuovere la Haas di Ocon e una safety per rimuovere la Mercedes di Antonelli, stesso punto (la salita dopo la Tosa) due modi di intervenire.

Andrea Stella spiega i motivi della gara

E in questo frangente il duo McLaren ha pagato pegno a Verstappen, che in entrambe le occasioni ha indovinato il momento per cambiare le gomme e mantenere il vantaggio costruito giro per giro. Piastri, beffato proprio nel secondo frangente, si è trovato con le gomme consumate e Norris lo ha superato. Serena l’analisi di Andrea Stella,  Team Principal McLaren: “Sapevamo che qui la prima curva era fondamentale – ha detto – e infatti abbiamo visto il contrario di Gedda con Verstappen che ha preso il largo. Chiaro che a quel punto non potevamo fare meglio perché come prestazioni eravamo equivalenti e con lui davanti diventava più difficile. Fra sette giorni si va a Monaco, nella classifica costruttori abbiamo aumentato il vantaggio ma per il campionato piloti speravamo fare meglio. Siamo sullo stesso livello, non possiamo vincere sempre, importante è capire il perché”.

Hamilton saluta il pubblico dopo la gara

E in effetti mentre in McLaren hanno capito i perché, alla Ferrari si chiedono invece cosa sia successo fra qualifica e gara. Un quarto posto per Hamilton, partito 12., un sesto per Leclerc con polemica finale. Non è il massimo ma sinceramente è andata meglio del previsto dopo aver visto le prove. E qui conviene aprire un piccolo capitolo sulle prestazioni Ferrari. Tattiche diverse per i due piloti al via: Leclerc medie, Hamilton gomme dure. Antonelli, Mercedes, dure come la Ferrari. Solo che il bolognese, sfortunato e costretto al ritiro quando era in sesta posizione dopo una bella rimonta, ha fatto imparare a memoria gli scarichi Mercedes ad Hamilton, incapace di passare.

Leclerc dice che le gomme vanno meglio del previsto, solo che si ferma dopo 7 giri per le dure. E qui conviene aprire un altro capitolo: perché mentre Hamilton marciava dietro la Mercedes, Leclerc dopo i 28 secondi persi al pit, riusciva a recuperare su Lewis portandosi a meno di due secondi. Ergo, se Hamilton avesse fatto il suo pit in condizioni normali, sarebbe finito indietro in classifica, magari anche fuori dai punti. Invece il ritiro di Antonelli, la safety car in pista (troppi giri per sgombrare una macchina) ha messo Lewis nella condizioni di fare un pit e cambiare le gomme, Leclerc invece non ha potuto perché non ne aveva più.

Williams arrembante con una gara incisiva per Albon ed errore per Sainz

E così il duello con Albon, la botta al Tamburello e il richiamo dal suo box di rendere la posizione, perché se avesse preso i 5 secondi (e potevano essere 10) di penalità, Leclerc sarebbe finito fuori dai punti. Nel dubbio il box ha agito bene e fatto la scelta migliore. Alla fine sul podio applausi per tutti, con 242 mila spettatori presenti nel week end, il plauso del ministro dello Sport, Abodi, la festa a Imola c’è stata lo stesso, anche se resta l’amaro in bocca su quello che avrebbe potuto essere e invece è stata la gara per la Ferrari. Consoliamoci, poteva andare peggio…

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