WEC LE FERRARI FIRMANO UNA TRIPLETTA STORICA

ALESSIO GAROFOLI   foto  ALESSANDRO SALA

Le tre Ferrari 499P presenti in griglia seminano il panico e firmano una tripletta storica per il gruppo guidato da Antonello Coletta. Le tre vetture italiane hanno confermato le sensazioni precedenti, dominando la gara inaugurale del FIA WEC 2025. La #50 di Molina-Nielsen-Fuoco conquista la prima vittoria delle Ferrari ufficiali al di fuori di Le Mans, con la #83 che giunge seconda e la #51 terza, staccata di pochissimo dalla 499P giallo modena. Questa prestazione assume molti significati, sia a livello sportivo che a livello tecnico, che va di fatto a confermare i progressi compiuti dai tecnici di Maranello durante l’inverno. Coletta, a capo del reparto endurance, il 14 febbraio in occasione della presentazione della nuova livrea delle due Ferrari AF Corse, aveva parlato molto di come a Maranello si sia lavorato molto al simulatore, sperimentando molte filosofie di assetto. L’obiettivo del gruppo tecnico infatti era quello di sbloccare il potenziale della 499P, per ora concentratasi sulla 24 Ore di Le Mans. Dopo le due vittorie consecutive, però, il Campionato assume un valore diverso, l’ultimo pezzo del puzzle, per consacrare il progetto vincente, quale è, della 499P. Nell’inverno sono stati apportati degli aggiornamenti, incentrati su affidabilità e prestazione, ma non tali da necessitare l’utilizzo di un Joker. Il potenziale della vettura era molto alto, come dimostrato nella serata qatariota, con le tre rosse (e una gialla) davanti a tutti.

A livello sportivo, questo risultato mette di fatto la Ferrari tra i protagonisti della stagione, finalmente finalizzando il potenziale della vettura. Le gare di Imola o a Bahrain dell’anno scorso avevano mostrato una macchina molto buona e molto migliorata nella gestione gomma, e ora, finalmente, il gruppo Ferrari può raccogliere i frutti del duro lavoro svolto. La pista di Lusail rappresentava un bel test per la 499P, richiedendo un buon livello di carico, bilanciamento e un’ottima gestione gomma, visto che le velocissime curve del secondo/terzo settore mettono molta energia nelle gomme, maggiormente in quelle sinistre. La possibilità di fare doppi-stint ha sicuramente aiutato, mostrando degli ottimi intertempi.

Dopo la sosta, inoltre, la #50 e la #51 in una fase di metà gara hanno spinto, firmando dei passaggi in 1:41.5, visti nel Prologo e irraggiungibili per tutti. Il BoP era abbastanza “neutro” se così vogliamo dire, mentre pendeva più a sfavore di Toyota e Porsche, in sottotono durante le ore di gara. Per concludere, le 499P hanno eccelso sulla pista qatariota, conosciuta per essere terreno di ciaccia della 963 con le sue curve veloci. La velocità sul dritto è rimasta, rendendo molto difficile il sorpasso per gli avversari. La velocità in qualifica è stata mantenuta, nonostante il lavoro svolto sugli assetti della vettura. Coletta aveva parlato molto dell’importanza di mantenere la velocità sul giro secco, con una griglia così folta e ravvicinata.

Il secondo costruttore che troviamo nell’ordine di arrivo è BMW. La M Hybird V8, aggiornata ai freni questo inverno, mostra quello che ci si aspettava. Era della partita con Toyota e Cadillac, con quest’ultima vittima di episodi senza un senso logico. La casa bavarese ha portato in pista delle vetture che hanno mostrato un buon passo, più indietro delle Ferrari, ma alla portata dei giapponesi. In qualifica la vettura si conferma molto veloce, vedendosi sfumare la pole position dalla #51 di Giovinazzi. I tecnici WRT possono ritenersi soddisfatti, anche se vedersi finire davanti una vettura privata, che quindi non fa punti per il costruttori, non è il massimo. Il podio non era utopia, e magari con una gestione migliore delle strategia ci si poteva pensare. La #15 giunge quarta, ai piedi del podio, e la #20 finisce settima, alle spalle delle due Toyota. Le due GR010 Hybrid, soprattutto nelle prime fasi di buio, avevano mostrato un buon passo, che poteva impensierire le 499P. Non sappiamo, però, se le vetture di Maranello erano in gestione, a conoscenza della loro superiorità nelle condizioni di fresco. La #7 e la #8 hanno concluso nella top-10, in quinta e sesta posizione, facendosi sopravanzare da una BMW. Le impressioni della vigilia sono state confermate, con le vetture giapponesi un passo indietro rispetto alle Ferrari, come anche previsto da piloti e tecnici delle vetture TGR. La mancanza evidenziata nel giro veloce potrebbe giocare un ruolo fondamentale in futuro qualora le GR010 fossero in grado di giocarsi la vittoria, imponendo così ai tecnici un lavoro da svolgere su come estrarre il massimo potenziale da gomme e macchina. Il peso molto elevato imposto dal BoP ha obbliato le vetture giapponesi ad una gara in difesa, con l’obiettivo di limitare i danni, in un campionato che vedrà molti mescolamenti dei valori in tavola. Inoltre da applausi ancora una volta il muretto Toyota: in qualche modo si ritrovano sempre lì davanti, qualità valorizzata dall’esperienza che la squadra può vantare.

In ottava piazza troviamo la Cadillac di Hertz Team Jota, deludendo le aspettative. A livello di passo gara, la vettura si piazzava assieme al gruppo di BMW e Toyota, mostrando una buona velocità. Le possibilità c’erano, ma a mancare è stata la sostanza. Il tamponamento tra le due V-Series.R ha dell’incredibile, buttando via una possibilità che era da cogliere. La squadra inglese può, tuttavia, ritenersi parzialmente soddisfatta. La vettura si comportava bene, soprattutto sul giro secco, ed è solo questione di tempo prima che si potranno giocare qualcosa di importante. Il BoP tende ancora ampiamente a favore delle vetture americane, che si dimostra come la LMDh forse più complicata da gestire, con un potenziale difficile da estrarre. I riferimenti in gara sono parzialmente mancati, per questo ci tocca aspettare la gara di Imola per avere dei riferimenti migliori sul progetto anglo-americano.

Totalmente assente è stata Porsche. La 963, su un tracciato che doveva aiutarla ad esprimerne il massimo potenziale, è stata totalmente assente, con le due Penske ufficiali in decima e 11esima posizione. Le prestazioni dell’anno scorso se messe a confronto con quella attuale sono molto distanti, complice anche la crescita effettuata da altri team e il BoP non di certo favorevole. Il peso eccessivo ha sicuramente avuto il suo effetto sulla vita delle gomme, generando un degrado eccessivo nei curvoni velocissimi dei settori 2 e 3. Nella giornata di giovedì 27, in occasione delle qualifiche, Kevin Estre aveva si mostrato la sua delusione per la velocità carente nel giro secco, ma si era detto fiducioso in vista della gara, con i tempi del Prologo che promettevano di essere nella mischia. I tempi, infatti, non erano molto distanti, verosimilmente simili a quelli di Cadillac. Probabilmente non avranno aiutato le condizioni particolarmente fresche, assenti 12 mesi fa. Fa specie, comunque, vedere come BoP e fattori esterni possono influenzare il comportamento di una vettura. Inoltre, non si tratta solamente di BoP. Infatti, se aumenti eccessivamente il peso, vai a modificare il bilanciamento della vettura, e se esso era stato costruito su un particolare range di valori, andando ad aumentarlo di elevate quantità può portare a degli scompensi che vanno oltre agli effetti primari dei tale penalizzazione. Vedremo a Imola, pista dove la 963 faticava, visti anche i cordoli alti e gli avvallamenti, messi insieme alle staccate forti del Tamburello o della Rivazza, punti critici la scorsa stagione, componendo così un bel banco di prova. Probabilmente non ha aiutato anche l’approccio conservativo degli organizzatori adottato nel sviluppare il BoP. Per le vetture che hanno introdotto Joker, come, appunto Porsche, è stato scelto un approccio conservativo, per evitare exploit come quello della scorsa 1812 Km del Qatar. Attendiamo altre piste per giudicare la situazione nella casa tedesca, non delle migliori, per ora.

Peugeot si conferma distante dalle vetture di testa, pur concludendo la gara al nono posto, in top-10. La 9X8 conferma le lacune viste in passato, con le modifiche alla sospensione che dovranno aiutare tecnici e piloti a salvare un progetto che, fino ad ora, ha solamente deluso. Anche Alpine, dopo delle parti di gara passate a centro classifica, ha concluso fuori dai punti, in delle anonime 13esima e 14esima posizione. Le A424 erano attese ai piani alti del WEC, assieme a BMW, ma apparentemente la vettura presenta ancora delle lacune passate, come quelle evidenziate da Lapierre in occasione dei test a Monza di inizio febbraio. L’aggiornamento al propulsore vuole migliorare in primo luogo l’affidabilità della vettura, ma con degli interventi sulla prestazione pura di essa. Il gruppo tecnico francese è chiamato ad una ripresa, aspettando dei nuovi riferimenti per valutare al meglio le vetture. Aston Martin stava svolgendo una buona gara, senza problemi tecnici, prima di ritirare la #009 a causa di dei problemi che l’hanno obbligata alla conclusione anticipata della gara. La #007 ha concluso a 27 giri dal leader, che dimostra la mole di lavoro che aspetta i tecnici inglesi. L’importante per loro attualmente è quello di fare molti chilometri, comprendendo al meglio la vettura.

Il Qatar ci ha dato molti spunti interessanti, ma meglio aspettare la prossima 6 Ore di Imola per dare dei giudizi più precisi alle singole vetture, molto condizionate anche dal BoP.

 

In collaborazione con SALA STAMPA RACING

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