WEC: A Lusail si testano i bolidi del Mondiale Endurance

ALESSIO GAROFOLI   foto  ALESSANDRO SALA

 

ANALISI DAY 1:

La prima giornata del Prologo del FIA WEC è terminata con una

doppietta Cadillac portate in pista da Jota Sport, nuova squadra

ufficiale del costruttore americano.  Il tempo più veloce fatto

segnare la scorsa stagione è stato di 1:39.154 nella sessione di

qualificazione all’Hyperpole, dove il crono si è alzato a 1:39.347,

registrato sempre dalla medesima vettura, la Porsche 963 #5 di Matt

Campbell.

Le due V-Series.R hanno effettuato il giro veloce rispettivamente a

1:39.575 e a 1:39.788, con la #12 leggermente più rapida della #38.

A scendere sotto il “40 sono state anche la Ferrari AF Corse #50 e

la Porsche Penske #5, rispettivamente con 1:39.801 e  1:39.873.

Nonostante i tempi della seconda sessione del Prologo siano

particolarmente poco indicativi, sono comunque molto veloci, il che fa

presagire una Qualifica rapidissima giovedì.

 

Completano le prime dieci posizioni la 499P privata di AF Corse,

l’altra Ferrari ufficiale #51, la Porsche Penske #6, la Toyota #7 e

le due Peugeot #93 e #94.  Se i tempi sul giro secco sono poco

indicativi, andiamo ad analizzare quelli del passo gara, sempre molto

interessante nelle sessioni di test.

 

Prendendoli sempre con le giuste precauzioni, come le incognite su

gomme, pneumatici, mappature motore ed approccio dei piloti, si può

dire che ad aver sorpreso sono state le tre Ferrari 499P, ognuna in

una maniera diversa dell’altra; restando sulla seconda sessione, la

più indicativa delle due, la #50 e la #51 hanno svolto un programma

simile, andando nella prima parte a provare il passo gara con un

approccio se vogliamo più cauto, per poi spingere tirando fuori dei

tempi molto buoni ed interessanti.

La prima serie di stint è stata piuttosto travagliata per le

hypercars italiane, verosimilmente con dei test in corso a livello di

bilanciamento e di assetto.  Inoltre sembra che il traffico abbia

giocato un ruolo fondamentale nella risoluzione dei tempi sul giro,

facendoli alzare di molto qualora le vetture più lente si trovassero

in zone della pista scomode; nella seconda parte, i crono sono stati

molto buoni, con passaggi ripetuti tra l’1:41 alto e l’1:42 basso.

Ha sorpreso anche un passaggio della #83, effettuato in 1:40 a fine

sessione, il che dimostra il potenziale della 499P.

Anche Toyota ha mostrato delle prestazioni molto convincenti, puntando

sulla costanza di rendimento della GR010 Hybrid.  Il prototipo

giapponese a metà sessione girava comodamente sull’1:43, per poi

scendere in certe occasioni a 1:42 o salire a 1:44, comunque non

male.  In TGR sono consapevoli della validità della vettura, capace

tramite l’elevato indice di downforce generato di gestire gli

svantaggi causati dal BoP, probabilmente la vera chiave di lettura per

i loro successi.

Nonostante la macchina si presenti come una delle più pesanti la

velocità c’è, con le due nippo #7 e #8 che hanno superato le 100

tornate nella seconda sessione del Day 1.  Apparentemente in

sottotono Porsche, che con la #6 ha accusato problemi a livello del

propulsore, sostituuito poi dai tecnici del Team Penske, mentre la #5

si è fermata a circa +0.8 dalla testa della classifica. Sicuramente i

tempi del Prologo sono poco indicativi, ma ci danno un assaggio di

quello che potremo vedere nei prossimi giorni.

Interessanti anche le parole di Nakajima, membro del gruppo Toyota

Gazoo Racing, che non crede più nella formazione di due gruppi

prestazionali nella classe regina, con tutti i costruttori che a suo

dire, saranno molto vicini e la differenza starà nei dettagli.

Probabilmente sarà vero, visti anche i tempi fatti segnare dalle due

Cadillac di Jota Sport, con la #12 che ha preceduto la #38 in

1:39.575, non lontano dalla Pole Position di Matt Campbell 2024.

La V-Series.R viene da una stagione mediocre, priva dei risultati

sperati, e da un inizio di 2025 non ottimale con la nuova partnership

USA con Wayne Taylor Racing.  Il Joker speso sull’elettronica

dovrà aiutare molto i tecnici americani, che vorranno una stagione da

protagonisti.

Più indietro Alpine e BMW, con dei passaggi interessanti soprattutto

nella sessione del primo pomeriggio, ma comunque non con un’ottimale

costanza.  Proprio questi due costruttori sono chiamati ad un

ulteriore step quest’anno, dopo le prestazioni convincenti di fine

2024.

Nonostante ciò saranno probabilmente della partita assieme al trio di

testa: non bisogna però dimenticarsi di Peugeot; il marchio francese

ha speso quest’inverno un Joker per le sospensioni, zona di grande

interesse su queste Hypercars.

Il marchio di Stellantis ha svolto anche delle sessioni di test a

gennaio sulla pista di Lusail, provando per la prima volta in Qatar la

9X8 Evo, dotata di ala posteriore, visto che lo scorso anno aveva

debuttato alla 6 Ore di Imola.

La vettura transalpina preserva un buon peso abbinato ad un’ottima

potenza sia nella V1 che nella V2; la #93 e la #94 hanno effettuato

molti passaggi, confermando come sull’affidabilità ci siano stati

apparentemente passi in avanti, per scongiurare episodi visti proprio

alla passata edizione della 1812 Km del Qatar.

In casa Aston Martin sembra filare tutto liscio per quanto riguarda

l’affidabilità, con entrambe le 12 cilindri distanti all’incirca

3 secondi dalla vetta, situazione ovviamente comprensibile: far

debuttare una vettura nel WEC quest’anno è più complicato del

previsto, considerando anche che la Valkyrie non è dotata del sistema

ibrido.

ANALISI DAY 2:

Il secondo giorno del Prologo della stagione 2025 del FIA WEC conferma

gran parte delle cose viste nella giornata precedente, andando a

sottolineare la forza di una vettura sul gruppo di inseguitori, in

entrambe le classi.

Nelle prime 3 ore ha primeggiato la Porsche #6 Campione in carica, con

un crono di 1:40.420, lontano tuttavia dalle migliori prestazioni

della seconda sessione, il che rende molto complicato poter decifrare

le prestazioni del prototipo teutonico.

Situazione simile tra le LMGT3, dove la Corvette di TF Sport #33 ha

preceduto la Ferrari 296 GT3 #54, arrivando a fermare il cronometro

sull’1:55.200.

Passiamo ad analizzare ora la quarta ed ultima sessione di queste

prove pre-stagionali, che precedono le prime libere del 2025 in

calendario mercoledì: a comandare è stato Robin Frijns sulla BMW M8

Hybrid V8 #20 con un 1:38.971, di gran lunga più veloce della Pole

Position di Matt Campbell della passata stagione.

A seguire, sotto il muro dell’1:39.347 troviamo la Cadillac di Jota

Sport #38, con un 1:39.116, subito prima della #83 di AF Corse,

dell’altra BMW #15 e della gemella Cadillac #12, con un 1:39.296:

sono quindi ben 5 le vetture ad aver battuto il record della pista per

vetture Hypercar, ma soprattutto sono 3 costruttori a farlo.

Sembra che sul giro secco vedremo un bel gruppone dandosi battaglia,

composto verosimilmente da quasi tutte le vetture della classe regina,

ma la storia cambierà molto probabilmente in gara, che sarà di quasi

10 ore; le 499P si confermano su ottimi livelli, effettuando tornate

pressoché incredibili sul passo gara, girando stabilmente sull’1:42

basso e sull’1:41 medio/alto.

La costanza non è di certo mancata, il che rende le 3 italiane di

Maranello in pista tra le possibili protagoniste per la gara di

venerdì, BoP permettendo.  Infatti, FIA ed ACO molto probabilmente

effettueranno dei cambiamenti sui valori del Balance of Performance, e

non sarebbe una sorpresa vedere le Ferrari penalizzate in quanto a

peso o potenza disponibili.

Le Hypercar del Cavallino si sono dimostrate buone sia in simulazione

di Qualifica, relativamente importante ma non da trascurare con una

griglia così compatta, che in simulazione passo gara, il che pare

dimostrare la bontà del lavoro svolto durante l’inverno dal gruppo

di tecnici guidato da Ferdinando Cannizzo e Antonello Coletta,

impegnati a trovare nuove filosofie di assetto ed a testare i

differenti sets-up al simulatore.

Oltre a Ferrari, per ora in ottima forma, ha stupito, per quanto lo si

possa fare nel Prologo, il nuovo binomio Cadillac-Hertz Team Jota: la

squadra inglese, come dichiarato dal co-fondatore britannico, ci

impiegherà sicuramente un po’ di tempo ad entrare in completa

sinergia con il costruttore americano, e solamente allora potremo

veramente apprezzare il reale potenziale della vettura.

La #38 e la #12 hanno delle lines-up molto interessanti, il che le

pone di diritto tra le papabili protagoniste per la gara di

venerdì.  Assieme a loro troviamo BMW, che con WRT sembra essere in

gran forma, soprattutto sul giro secco;  sul passo gara ha mostrato

buoni tempi, come Alpine, un passo indietro rispetto a Ferrari.

Nonostante ciò potremo vedere qualsiasi scenario nel primo

appuntamento iridato, con un bel gruppone composto da quasi tutti i

marchi.

Porsche ha giocato probabilmente a nascondersi, completando però

quasi 120 tornate, sinonimo di come la squadra si sia concentrata,

come Toyota, sul passo gara.  Anche le vetture giapponesi non si sono

troppo scomodate nella simulazione di giro veloce, rimanendo

concentrate sull’effettuare degli stint lunghi e costanti.

Peugeot è un po’ l’incognita del momento, con dei buoni giri che,

abbinati al podio alla 8 Ore del Bahrain ed alla buona prestazione al

Fuji, possono renderle parte della lotta per il podio.

Piccoli problemi in casa Aston Martin con la nuova Valkyrie, che è

stata costretta ad una sosta prolungata ai box; nonostante ciò le

tornate completate dalle due verdone si avvicinano solamente alla

metà di quelle contabilizzate dalle 963, il che è esplicativo

dell’inesperienza del gruppo tecnico.

L’importante per loro ora è procedere senza errori o problemi di

affidabilità, che porteranno poi la vettura inglese a crescere molto

con il passare delle gare.

Per quanto concerne il BoP, molto probabilmente assisteremo a

variazioni sul tema prima di mercoledì, con verosimilmente le Ferrari

499P a rischio “penalizzazione”.

Tra le LMGT3 è ancora Ferrari a dettare il passo, il che dimostra

ancora una volta la bontà del progetto 296: la vettura col motore a

120° vive un momento molto buono a livello di prestazioni, con le due

vetture italiane piazzate prima e seconda, a 20 millesimi l’una

dall’altra.

Vedremo anche qua il BoP come agirà, anche se le macchine del

Cavallino hanno già probabilmente i valori peggiori, assieme ad Aston

Martin.  Molto bene anche le Corvette di TF Sport, con la #33 che

promette di stare là davanti nella classe GT3; Juncadella, Keating e

Edgar saranno probabilmente tra i protagonisti venerdì, con la

partnership tra il team inglese ed il costruttore americano che è

sempre più stretta.

Juncadella ha parlato di come “sinergia ed amalgama stiano ben

funzionando”, il che è esplicativo della fiducia che il pilota

spagnolo nutre nel programma TF Sport.  Anche Lexus è veloce, in

quinta piazza con la #78, mentre la Aston Martin di Heart of Racing

chiude i test negli scarichi delle Ferrari, distante pochi millesimi

dalla #54.

Le McLaren di United Autosport si confermano in Top-10, assieme alla

Corvette #81; per ora in sordina BMW e Porsche, che molto

probabilmente scopriranno le proprie carte solamente dalle sessioni di

prove Libere.

In fase di apprendistato sono le Mercedes di Iron Lynx, ancora con del

lavoro da fare verosimilmente sui sensori di coppia, in IMSA non hanno

mostrato alcun problema le AMG GT3 nell’esordio stagionale di

Daytona.

 

Ora non dobbiamo fare altro che aspettare mercoledì per conoscere

eventuali variazioni al BoP, sia tra le Hypercar che per le LMGT3.

Condividi su: