Testo e foto MARCO FERRERO
A Imola è giovedì, per il “circus” del World Endurance Championship è giornata di “ambientamento”, i team hanno preso posto nei box, il tempo trascorre tranquillamente, non ci sono urgenze impellenti, solo le rituali verifiche tecniche distolgono la mente dei team da una giornata assolutamente calma e ricordano loro che domenica avrà luogo una gara, già importantissima nonostante si sia solo alla seconda delle otto prove programmate a calendario.
In qualche box i meccanici procedono a qualche verifica di routine o eseguono qualche regolazione in vista delle due sessioni di prove libere del giorno dopo (da sfruttare al massimo in quanto al mattino è prevista pioggia ed al pomeriggio bel tempo); qua e là, ma alla fine lo faranno tutti, si provano, cronometro alla mano, i cambi gomme, non tanto per la ricerca di qualche decimo ma giusto per mantenere alta la concentrazione, piuttosto che i cambi guida, operazioni fondamentali se eseguite con efficacia e velocità.
Soprattutto per i piloti, una giornata principalmente “istituzionale”, con foto, interviste, incontri, il tutto contornato da larghi sorrisi, strette di mano, pacche sulle spalle, quel tocco di “pubbliche relazioni” che non fa mai male, anzi, un contesto che a partire dal mattino successivo lascerà il posto agli aspetti sportivi.
Per chi segua l’evento lato “media”, diciamolo in tutta onestà, il momento ideale per fare quattro passi nella pit lane, ovviamente rispettando il lavoro dei meccanici e dei team, giusto per scattare qualche istantanea, per incrociare persone conosciute, per ammirare da vicino i dettagli di queste vetture edizione 2025, per cogliere qualche “curiosità” magari mai notata prima e di certo non captabile nella frenesia dei momenti agonistici.
Un esempio per tutti sta nei pupazzetti visti sui tetti delle vetture, una nota allegra e scanzonata che ci ricorda come, in fondo, non ci si trovi di fronte a degli automi o delle macchine ma a ragazzi e ragazze che vogliono, pur se professionisti, essere allegri come la loro età richiede.
Una passeggiata tranquilla, un “aperitivo” di un weekend sportivo che non mancherà di regalare emozioni, un immergersi in un ambiente disteso seguendo i suoi ritmi, in attesa che la luce verde dello start dia il via a questo secondo, emozionante, appuntamento del World Endurance Championship.















