6 Hours of Barcelona – Le 499P in scena a Barcellona

Comunicato FERRARI

 

Il FIA WEC torna sotto i riflettori con il penultimo appuntamento della stagione 2026, in programma al Circuit of Barcelona-Catalunya, che per la prima volta nella storia ospita un appuntamento del Mondiale Endurance. La gara è in programma domenica 18 ottobre dalle 12.00 (orario locale).

Il tracciato spagnolo ospita il settimo evento della stagione 2026, sostituendo la gara in origine prevista in Qatar. La 6 Ore di Barcellona vede in azione le due 499P numero 50 e 51 iscritte dalla squadra ufficiale Ferrari – AF Corse, e la 83 del team privato AF Corse.

I Campioni del Mondo Piloti in carica Alessandro Pier Guidi, James Calado e Antonio Giovinazzi si presenteranno al via con la vettura numero 51, dopo il decimo posto ottenuto alla 6 Ore del Fuji, con l’obiettivo di conquistare il maggior numero di punti per le classifiche iridate, mentre la 499P gemella numero 50 vedrà alternarsi al volante Antonio Fuoco, Miguel Molina e Nicklas Nielsen, ritiratisi prima della bandiera a scacchi in Giappone. Sulla Ferrari numero 83, infine, vi saranno i piloti ufficiali del Cavallino Rampante Yifei Ye e Phil Hanson, insieme a Robert Kubica, fuori dalla top-10 al Fuji.

Il circuito. Situato a Montmeló, circa 20 chilometri a nord est di Barcellona, il circuito – che ospiterà le Finali Mondiali Ferrari 2026 a novembre – è stato inaugurato nel 1991 in vista dei Giochi Olimpici dell’anno successivo. Con una lunghezza di 4,657 chilometri, il tracciato, composto da 14 curve – 8 a destra e 6 a sinistra – è considerato estremamente bilanciato ed è uno degli impianti maggiormente utilizzati sia per i test, sia per le competizioni di differenti campionati, sprint ed endurance.

La situazione. Ferrari occupa la terza posizione nel Campionato del Mondo Costruttori a quota 115 punti, 54 in meno dei leader. Nella graduatoria del Mondiale Piloti Pier Guidi-Calado-Giovinazzi sono settimi a 59 lunghezze, con un gap di 30 punti dalla prima posizione; Fuoco-Molina-Nielsen sono noni, Ye-Hanson-Kubica 16esimi con un gap dai leader rispettivamente di 35 e 58 punti.

Il programma. Venerdì 16 ottobre sono in programma le prime due sessioni di prove libere ciascuna da 90 minuti, a partire dalle 11.30 e dalle 16.30; sabato 17, dopo le Prove Libere 3 (12.40-13.40), si disputeranno Qualifica (dalle 15.40) e Hyperpole (dalle 16.00) della classe Hypercar. La gara sulla distanza delle sei ore scatterà domenica 18 ottobre alle 12.00 (orari locali).

 

L’arrivo delle 499P in pista rappresenta una parte del percorso di avvicinamento alla gara del team Ferrari – AF Corse. L’attività di preparazione a ogni round del FIA WEC, infatti, inizia ben prima a Maranello, con una serie di attività propedeutiche alla corsa. “La preparazione di una gara include tre fasi principali: quelle chiamate ‘Build’ e ‘Pre-Event’, che avvengono a Maranello nelle settimane precedenti, anticipano il ritrovo in pista alla vigilia delle prove libere e l’avvio delle attività in pista” spiega Giuliano Salvi, Ferrari Endurance Race Team & Track Operations Manager

La prima fase “Build” consiste in una costruzione virtuale della vettura quando “si raccolgono tutte le necessità e si riuniscono i membri del team tecnico per condividere i contributi e raccogliere gli input da ogni dipartimento” prosegue Salvi.

La squadra stabilisce quindi le strategie per la gara in occasione dell’incontro “Pre-Event”: inizialmente “facciamo alcune simulazioni off-line che consistono in calcoli legati alla fisica della vettura, senza considerare i piloti” analizza Salvi. “A seguire inseriamo questi dati all’interno del Simulatore in una passaggio chiamato ‘Driver-in-the-loop’ perché ovviamente il pilota è un elemento-chiave di questo processo”.

Per ciascuna 499P i tecnici Ferrari organizzano delle sessioni dedicate al Simulatore durante le quali il pilota coinvolto si prepara alla guida sul circuito sede della successiva gara. “Si definisce l’assetto della vettura personalizzandolo in base alle richieste e allo stile di guida del pilota, anche se bisogna considerare un aspetto fondamentale: la prestazione ottimale della vettura dovrà essere un compromesso tra i tre piloti che costituiscono l’equipaggio” analizza Salvi.

Dopo la costruzione virtuale della vettura s’inviano i dati in officina e “s’inizia l’operazione d’inserimento fisico delle parti componenti sulla vettura in modo tale che la vettura possa essere spedita in pista per la gara – prosegue Salvi –. “Per raggiungere un buon risultato in termini di prestazione ci deve essere un ottimo rapporto all’interno del team, tra squadra stessa e il pilota. La parola per spiegare tutto questo è ‘fiducia’, che deve unire entrambe le parti, affinché si fidino ciecamente e reciprocamente”.

 

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