Testo e foto MARCO FERRERO
Terminato, di fatto, il campionato, con la vittoria anticipata di Marc Reiner Schmidt, ora i pensieri di tutti i protagonisti della Supermoto sono rivolti all’evento a squadre più importante della stagione, il “Supermoto per Nazioni”, l’unico evento di squadra in questo sport individuale, un campionato del mondo a squadre dove ogni team schiera tre componenti che si misurano ciascuno contro gli avversari delle altre nazionali.
Una manifestazione dove sussiste anche una certa dose di tattica; ciascuno dei tre centauri è inserito, scelta del “capitano” della nazione, in una delle tre fasce chiamate S1, S2 ed Open, laddove la tattica consiste nel cercare di inserire il proprio pilota di punta in quella dove lo stesso possa ottenere il risultato migliore, stante che i risultati ottenuti generano punti a favore della nazione di appartenenza.
Si giunge a questo appuntamento, manco a dirlo, con la Francia, vincitrice della scorsa edizione, con il ruolo di grande favorita per la vittoria finale; non ci sarà più Thomas Chareyre, che ha appeso, purtroppo per gli appassionati della disciplina, il casco al chiodo, ma i transalpini dispongono comunque di uno squadrone, composto da Steve Bonnal, Sylvain Bidart e Nicolas Cousin, in grado di confermare il predominio transalpino.
A conferma di ciò basta una rapida scorsa all’albo d’oro della manifestazione per poter realizzare la supremazia della formazione francese: se nelle ventuno edizioni del “Nazioni” la Francia ne ha conquistate la bellezza di quattordici, le ultime dieci sono state consecutive, mentre a seguire troviamo l’Italia, con sei successi, l’ultimo dei quali nel 2013 (e dato che ci siamo ricordiamo il secondo posto conquistato nell’edizione del 2023 disputatasi a Castelletto di Branduzzo), ed a chiudere la Germania, con la sola vittoria del lontano 2009.
Per quanto riguarda la squadra italiana oggettivamente ci sono poche speranze che la stessa possa puntare alla vittoria, stante come il solo Elia Sammartin disputi il campionato mondiale, e come tale pilota in grado di giocarsela più o meno alla pari con gli specialisti stranieri della disciplina; Mattia D’Addato e Fabrizio Bartolini garantiscono, sempre utile in questi eventi, esperienza, ma non la stessa velocità.
Da tenere d’occhio l’Austria, che vanta una squadra davvero temibile, con Lukas Hollbacher, Rudolf Bauer e Andreas Buschberger, e la Germania, con il pluri campione Marc Reiner Schmidt, Markus Class e Jan Dietenbach; la sorpresa è l’assenza della Spagna, che poteva vantare due centauri che si sono già distinti nel corso del campionato mondiale come Julen Avila Cortes e Francisco Gomez Requena e che sarebbe stata un cliente davvero difficile.
Poiché ciascuna nazione che punta al titolo può vantare un pilota di vertice (Schmidt per la Germania, Hollbacher per l’Austria, Sammartin per l’Italia, Bonnal per la Francia) non difficile ipotizzare che saranno proprio i singoli “migliori” che faranno la differenza ai fini del risultato finale.
Altra incognita ai fini del risultato finale il tracciato, quello di Vysoké Mýto nella Repubblica Ceca, un anello di 1.500 metri di lunghezza suddiviso tra 1,150 metri in asfalto ed una “sky section” di 350 metri, che non appare particolarmente largo e che presenta alcuni allunghi molto veloci e delle staccate decisamente impegnative, il che dovrebbe favorire i centauri più veloci o quelli dotati delle moto con migliori prestazioni.
Una gara, in ogni caso, che regalerà emozioni e duelli nei due giorni del weekend che andrà a regalare il successo di questa 22^ edizione del Supermoto per Nazioni.
(foto di archivio)














