Testo e foto MARCO FERRERO
Non è ancora terminata la stagione 2026 della MotoGP eppure gli occhi di molti sono già rivolti all’edizione 2027 della serie, la prima con le nuove moto da 850 cc, in un contesto dove i cambiamenti di sella saranno tali e tanti da stravolgere quello che sino ad oggi era un quadro consolidato; certamente con l’avvento delle nuove moto ci si attendeva anche che anche i team si sarebbero profondamente rinnovati, e tra conferme e sorprese si sta delineando un 2027 decisamente intrigante.
I team per il 2027, al netto di qualche ufficializzazione ancora da comunicare, sono infatti stati così definiti
Yamaha – Jorge Martin – Ai Ogura,
Ducati VR46 – Nicolò Bulega – Fermin Aldeguer,
Yamaha Pramac – Toprak Razgatlioglu – Izan Guevara,
Ducati – Marc Marquez – Pedro Acosta,
Aprilia – Marco Bezzecchi – Francesco Bagnaia,
Team Gresini – Joan Mir – Daniel Holgado,
Aprilia Trackhouse – Raul Fernandez – Enea Bastianini,
KTM – Fabio Di Giannantonio – Alex Marquez,
KTM Tech3 – Luca Marini – Senna Agius,
Honda – Fabio Quartararo – David Alonso / Diogo Moreira,
Honda LCR – Johann Zarco – David Alonso / Diogo Moreira.
In questo quadro da annotare l’assenza di nomi quali quelli di Franco Morbidelli, Jack Miller (per loro si vocifera di un approdo in SBK, nella quale è già certa la presenza di Brad Binder), Maverick Vinales e Alex Rins, tutti piloti comunque di valore ed esperienza ancora in grado di fornire un contributo tecnico e sportivo.
Se tutti o quasi i movimenti potevano, in qualche modo, essere prevedibili o comunque rientrare in qualche logica, l’unica “sorpresa” si può individuare, anche considerate le dichiarazioni fatte dal diretto interessato in tempi non lontani in merito, nel mancato approdo di Alex Marquez in Ducati a fianco del fratello; posto il talento del pilota, a giudizio personale superiore a quello di Acosta, non da escludersi a priori le ripercussioni che tale mossa, tecnicamente ineccepibile, avrebbe suscitato nella tifoseria ducatista, che non pone i due fratelli spagnoli al top delle proprie preferenze e, chissà, avere potenziali effetti successivi anche sul piano commerciale.
Difficile dire cosa attendersi per il prossimo campionato; posto che nell’ambito dei nuovi regolamenti ciascun team stia operando per poter fornire ai propri piloti il mezzo migliore il 2027 appare come un’incognita, e la discriminante sarà la capacità di ciascun pilota di mettere a punto a meglio la propria moto.
I motivi di interesse per la prossima stagione non mancano, a partire dalla voglia di riscattarsi di molti, al volersi confermare al vertice per altri, alle “scommesse” che taluni hanno accettato; come ogni volta che in MotoGP c’è stato un cambiamento significativo, “l’anno zero” è sempre stato quello più atteso, ed anche in questa occasione, c’è da esserne certi, la stagione inizierà con il massimo delle attenzioni da parte degli appassionati.










