Testo e foto MARCO FERRERO
Ogni volta che si assiste ad un evento di vetture storiche, in special modo se riguardante auto da competizione, ci si ritrova, inevitabilmente, o perlomeno questo è quanto accade al vostro cronista, a non riuscire a resistere alla tentazione di presentare una photo gallery nella quale proporre all’attenzione di chi non abbia potuto essere presente le immagini relative alle vetture più ammirate o di quelle che siano state riconosciute come le più rappresentative.
Sia chiaro, l’intento non è quello di redigere una graduatoria, il che non avrebbe senso, ma solo quello di condividere il “percepito” dei numerosissimi appassionati che si sono accalcati nel paddock e si sono soffermati ad ammirare le vetture pronte a prendere parte alle proprie sessioni in pista, indugiando su particolari rilevabili solo con uno sguardo attento ed a stretto contatto con I mezzi.
Come facilmente immaginabile, le “prime donne” che hanno catalizzato maggiormente gli sguardi e l’attenzione sono state le grandi protagoniste delle competizioni del Campionato Mondiale Prototipi degli anni ’60 e ’70, nella fattispecie la Ferrari 512 M, la Porsche 917 K, la Porsche 908/3 e l’eterna Ford GT40, simboli degli “anni ruggenti” delle competizioni e protagoniste di duelli epici.
Venendo a tempi più moderni sono state la Maserati MC12 e la BMW M1 Procar quelle che, per I loro “concept” e le loro linee, hanno colpito maggiormente gli appassionati; per motivi diversi poi sempre apprezzatissime la Jaguar E Type, modello mitico e la cui classe è rimasta immutata nel tempo, la Shelby Cobra, simbolo della potenza dei motori americani ad elevata cubatura, per terminare con due vetture di derivazione più stradale, la Mini Cooper, un “classico” della storia dell’auto, forse il desiderio di un’intera generazione di giovani degli anni ’60 e ’70, e la Austin Healey, quel modello che nella sua prima serie venne soprannominato “frog eyes” per la forma ed il bizzarro posizionamento dei fanali anteriori, una piccola spider inglese che ha saputo imporsi sia in strada che nelle competizioni in pista.
Tutto ciò, sia chiaro, senza nulla togliere a tutte le altre vetture che si sono viste in azione sul tracciato del Santerno; come anche per quanto riguarda le gare, perchè di gare vere e proprie si è trattato, poco importa, pur con tutto il rispetto a loro dovuto, dei vincitori, perchè in questo tipo di eventi alla fine escono tutti vincitori perchè, in fondo, il successo sta nell’ammirazione che ciascuno di loro riesce a raccogliere.
La photo gallery allegata vuole quindi tributare il giusto onore non solo alle dieci vetture su citate, ma anche a tutte le altre, ai loro possessori, agli organizzatori che hanno reso tutto questo possibile ed all’Autodromo Internazionale “Enzo e Dino Ferrari” di Imola che ha ospitato l’evento.
















