MITCH EVANS, SETTIMO RE A ROMA

 

Sette gare disputate, sette vincitori diversi, questo il verdetto dell’E-Prix svoltosi a Roma lo scorso fine settimana, che ha visto trionfare il ventiquattrenne pilota neozelandese Mitch Evans, davanti ad Andrè Lotterer e Stoffel Vandoorne; un successo particolarmente significativo e carico di grande emozione al termine della gara, in quanto prima vittoria in assoluto in questo campionato sia per il giovane driver che per la casa inglese, il cui ultimo primo gradino del podio in competizioni ufficiali risaliva al 1991. 

Per questa prima gara europea il settimo “re” di questo campionato ha, simbolicamente, ottenuto il successo in un luogo, Roma, dove il numero sette riporta alla memoria i suoi celeberrimi sette colli, i suoi sette re, dove la storia è principe (il detto Roma caput mundi ne è un’attestazione), dove l’atmosfera è particolare, quasi magica, e dove il giovane pilota, con questo successo, potrà vantare di essere entrato nella storia dell’automobilismo. 

 

 
La Formula E si conferma un campionato di assoluto livello, con ventidue grandi piloti al via, svariati tra loro con trascorsi in Formula 1 e tutti con un palmares invidiabile, e di grande equilibrio, se si considerano i risultati sinora verificati ed il fatto che la classifica vede i primi quattro piloti racchiusi in soli quattro punti, con un andamento che, per chi ha reminescenze del passato, riporta alla memoria il campionato del mondo di Formula 1 del 1974, con quattro piloti a battagliare per tutto l’anno per la vittoria (alla fine la spuntò Emerson Fittipaldi). 

Mitch Evans ha vinto il gran premio, attestando una maturità come pilota non indifferente, superando tutti gli ostacoli, a partire dalle condizioni meteo, che sabato per un paio d’ore prima della partenza hanno scaricato sulla capitale un copioso temporale, rendendo inizialmente la pista infida e scivolosa, per poi lasciar posto a condizioni di sereno che hanno consentito ai drivers allo start di trovare via via un fondo stradale sempre più guidabile. 

 

 
Altro elemento che poteva essere di disturbo l’incidente al secondo giro, che ha visto coinvolte alcune vetture con ostruzione della carreggiata percorribile, con conseguente stop per recuperare le vetture danneggiate e rimettere il punto in condizioni di sicurezza, ed il successivo restart dopo quasi un’ora, fatto che poteva di certo influire sul mantenere il giusto livello di concentrazione, e che il giovane vincitore ha gestito con grande intelligenza. 

Ultimo, ma non meno importante, il trovarsi a duellare contro un avversario esperto e coriaceo come Lotterer, prima seguito e “studiato”, poi superato con un sorpasso eseguito con una staccata “chirurgica” che non ha lasciato scampo al pilota tedesco, ed infine rintuzzando i tentativi dello stesso di recuperare la posizione di vertice. 

La gara è risultata avvincente e combattuta per tutte le posizioni della classifica, con un pubblico folto ed entusiasta assiepato sulle tribune che ha seguito con trepidazione le azioni salienti non mancando di tributare ai partecipanti il proprio apprezzamento; piace altresì la modalità “all’americana” di dare al pubblico la possibilità di incontrare i propri beniamini nelle sessioni di articoli (e qualche selfie), di certo un modo accattivante di avvicinare a questa disciplina sportiva sì recente ma già di grande appeal. 

Per tutto il “circus” neppure il tempo di godersi questi momenti che è ora di ricominciare; tra due settimane sarà Parigi, un’altra città iconica, la “ville lumière”, il teatro della seconda prova europea, occasione, all’ombra della tour Eiffel o dei gargoyles di una cattedrale di Notre Dame pesantemente ferita da un evento disgraziato, per confermarsi o per prendersi la rivincita, con una domanda: chissà se vi sarà un ottavo vincitore o un pilota per primo potrà bissare il successo in questa stagione.

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