ARIDATECI MAZZONI! Crolla la F.1 nella TV in chiaro, bene su Sky TV

Mai così in basso in TV! La F.1 nell’era dell’esclusiva satellitare di Sky in Italia ha toccato il punto più basso della sua storia. Per trovare dati così scadenti bisogna forse tornare agli anni 60, quando era considerata una attività di elite e non tutti i GP venivano trasmessi. I numeri parlano chiaro: a fronte di una crescita di Sky TV, che ha raggiunto il picco nel GP del Bahrain con oltre 1,4 milioni di spettatori (nelle varie repliche della gara) la trasmissione in chiaro e in differita su TV 8 è un bagno di sangue: 1,990 milioni per l’Australia, 2,099 per il Bahrain e appena 1,390 milioni per il GP di Cina.

 

La RAI nelle prime tre gare della scorsa stagione aveva totalizzato oltre 12 milioni di ascolto. In Italia il passaggio dalla TV in chiaro a quella a pagamento in esclusiva (come faceva la RAI fra dirette e differite) ha perso oltre 7,7 milioni di ascoltatori. Insomma, era meglio quando si stava peggio, si fa per dire. Perché le telecronache di Mazzoni, Capelli e Bruno avevano il grosso pregio di coinvolgere più spettatori possibile, anche quelli che non erano appassionati o interessati alla F.1.

 

E’ sempre stato il punto di forza della TV pubblica e sbaglia chi criticava le loro telecronache, perché dovevano parlare a un pubblico molto ampio e lo hanno fatto sempre al meglio con quello che avevano a disposizione. C’è da dire che il calo di ascolti non è colpa di TV8 o di Sky, le loro riprese sono fantastiche, i servizi stupendi con montaggi e immagini favolose, specie col 4K, come dire che mai prima d’ora la F.1 ha avuto una qualità così alta. Il paradosso è che nel momento del massimo splendore e degli sforzi delle varie redazioni, la conformazione del palinsesto ha ucciso la F.1, facendola diventare una attività clandestina. Si legge qualcosa, ci si informa, ma poi solo gli appassionati vanno a cercare il canale che trasmette le gare. Gli irriducibili hanno preso l’abbonamento a Sky, anche se la maggior parte si ritrova al bar o a casa da amici, ma perdere le dirette della Rai è stato un errore grosso per Liberty Media: “Hanno offerto una cifra bassa e ridicola, non siamo una agenzia di beneficenza” hanno detto.

 

E infatti Liberty ha il dovere e il diritto di trarre il meglio dal prodotto in sua gestione. Commercialmente non le si può imputare niente. Da parte della Rai si nota l’arroganza dei vertici, messi lì dalla politica e con dubbie capacità manageriali, al punto che la redazione di Rai Sport ha pure protestato, perché i colleghi il loro lavoro lo hanno sempre svolto al meglio. Le scelte politiche aziendali si sono ritorte contro la loro professionalità e capacità. Ma stavolta ci rimette la F.1, il pubblico che la seguiva e le aziende coinvolte nel circus, perché molte sono italiane, dalla componentistica come Brembo o Marelli, ai fornitori da Sparco a OZ, tanto per dire, senza dimenticare DHL e le altre che operano nel settore e che non hanno più la platea di una volta. E questo penalizza anche le scelte commerciali di FCA, perché di Alfa Romeo non se ne vede manco il logo, degli sponsor Ferrari in Italia se ne sa poco o niente, anche se la platea è mondiale, la F.1 in Italia meritava una migliore visibilità, un trattamento non da sport clandestino, un maggior impegno anche da parte delle squadre che dalle TV prendono i soldi come diritti televisivi e rilasciano interviste in primis a loro.

 

Se ci fosse stato Bernie Ecclestone avrebbe trovato un modo per non perdere una platea del genere (ripeto, oltre 7,7 milioni persi in tre gare, di cui due vinte dalla Ferrari!). Gli americani di Liberty pensano al mondo e non possono star lì a pensare alle beghe italiane, anche se si rendono conto che era il nostro era il secondo o il terzo mercato mondiale per la F.1 in TV. E poi non si capisce perché TV8 non spinga la programmazione e lo faccia solo sulla propria rete. Certo, devono portare abbonamenti a Sky di cui fa parte, ma far sapere in giro che si può vedere, seppure in orari astrusi e lontani dal clou dell’evento, sarebbe meglio. Sul prodotto non hanno nulla di cui vergognarsi, ottime riprese servizi e commenti (oltre a Trulli pure Fisichella, il massimo della F.1 made in Italy degli ultimi 20 anni, ma continuano a trattare la F.1 come se fosse una seconda scelta. E senza la F.1 che traina gli entusiasmi, da noi è a rischio anche il resto, leggi categorie minori, sponsor di piccoli team, attività di autodromi e altro ancora. Perché da noi la F.1 era un traino importante per tutto l’indotto mentre adesso è praticamente scomparsa.

 

Colpa della RAI, senza dubbio, colpa di Liberty che ha pensato solo al profitto, colpa di Sky che ha voluto l’esclusiva anche se poi a fine anno ci rimettono soldi ma li spalmano sul resto del gruppo. E colpa della Ferrari che ha assistito senza intervenire come avrebbe potuto e dovuto. La perdita delle loro vittorie in TV è troppo grossa per farla passare in silenzio. Gioire e soffrire con loro per i trionfi, le pole position e la loro battaglia era una cosa che univa l’Italia, che adesso ha una nazionale rossa quasi invisibile agli occhi dei più.

 

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