L’ITALIA SUL PODIO PER LA PRESENZA DI AUTOVELOX

Comunicato COYOTE

Immagine generata da Intelligenza artificiale

111.000 sono i dispositivi di rilevazione della velocità fra semafori intelligenti, tutor e autovelox presenti nel mondo che una ricerca del Codacons ha messo in evidenza. In Italia presenti circa 11.171 apparecchi, solo la Russia si posiziona prima con 18.414 seguita dal Brasile con 17.614. Il nostro paese rimane comunque sul podio!

Abbiamo visto comunque quest’anno la questione della sentenza emanata dalla Corte di Cassazione che ha sollevato molte polemiche relativa al fatto che nel nostro paese molti autovelox non sono omologati. Ciò che la sentenza n. 10505 del 2024 dice è che non basta che gli autovelox vengano approvati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ma devono essere omologati. Ciò ha aperto molte incertezze sul fatto che le multe potessero quindi essere invalidate se collegate ad un apparecchio appunto non omologato. Il codice della strada con l’art. 142 richiede esplicitamente che gli strumenti di controllo della velocità siano omologati oltre al fatto che gli apparecchi devono essere tarati. Questo significa che i dispositivi di rilevamento della velocità devono essere sottoposti a controlli di funzionalità una volta all’anno o anche di più, se indicato nel libretto dell’apparecchio. La taratura deve riguardare sia gli autovelox fissi che quelli mobili utilizzati dalla polizia sui treppiedi.

Le conseguenze della sentenza della Cassazione hanno avuto un impatto importante sulle entrate dei Comuni che si sono basate sulle sanzioni stradali. Al contrario per i cittadini questa sentenza ha rappresentato una possibilità di impugnare le multe e farle invalidare. Il problema è sorto però per le multe retroattive. Per quelle già pagate si parla di una sanatoria implicita poiché i termini per il ricorso sono ormai scaduti.

Il nuovo decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale a Maggio di quest’anno ha posto una serie di regole rigide e ben definite per risolvere le varie problematiche attorno questi dispositivi. Le principali novità sono;

  • Il potere decisionale sull’installazione degli autovelox viene dato al prefetto al di fuori di autostrade e strade urbane.
  • Il prefetto potrà installare i dispositivi solo e unicamente in zone identificate come ad alto rischio di incidenti
  • Gli autovelox potranno essere installati in città solo nelle zone dove è previsto il limite di velocità a 50 km/h, escludendo le zone a traffico
  • Stop agli autovelox in movimento usati dalla polizia, ma saranno validi solo se l’infrazione può essere contestata immediatamente, diversamente saranno validi solo i dispositivi fissi o mobili ma chiaramente visibili.
  • Il cartello che segnala la presenza dell’autovelox deve stare ad almeno 1 km di distanza dalla presenza dell’apparecchio.
  • La regolamentazione prevede che fra due apparecchi ci sia una distanza minima di 500 mt fra l’uno e l’altro.

Questo argomento è perciò molto caro a COYOTE, che segue da sempre gli sviluppi e da indicazioni all’automobilista sulla presenza dei dispositivi sulle nostre strade. Grazie all’APPLI COYOTE e al suo dispositivo MINI, l’automobilista viene aggiornato in tempo reale sulle situazioni e condizioni stradali garantendo così più sicurezza alla guida.

Con le nuove regole imposte dal decreto autovelox e la crescente attenzione sulle sanzioni illegittime, affidarsi a un sistema come quello di Coyote diventa una scelta fondamentale per chi vuole viaggiare senza stress e in piena sicurezza. Alcune disposizioni sono state emanate proprio per permettere all’automobilista di adattare in tempo il proprio stile di guida ( avviso preventivo tramite cartello della presenza dei dispositivi di rilevamento della velocità ) che è proprio la funzione di Coyote. I comuni avranno tempo per adeguarsi ma intanto la segnalazione preventiva è già effettuata da Coyote da sempre.

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