WRC 21 KENYA Ogier vince il Safari con la Toyota

DI PIERO BATINI PER AUTOMOTO.IT

Nairobi, Kenya, 27 Giugno. Da dove cominciamo, dal colpo di scena inammissibile dell’ultimo giorno o dalla pacifica conseguenza che ha determinato? Iniziamo dal plus: Ogier e Ingrassia, Toyota Yaris WRC Gazoo Racing, hanno vinto il Rally Safari Kenya, 69ma edizione e del ritorno al Mondiale dopo quasi vent’anni. Erano terzi alla vigilia, possibilmente secondi nell’inevitabile assalto al bravissimo Takamoto Katsuta, compagno di Squadra in ascesa, e improvvisamente di nuovo padroni assoluti di una situazione che avevano voluto sin dall’inizio. Vi ricordo che l’avevamo detto: se c’è qualcuno che ha tutto l’”interesse” (o uno stimolo cruciale) a vincere il 69° Safari Rally Kenya, l’edizione che sancisce il ritorno della leggenda africana nel circuito mondiale del WRC, questo tipo così “quadrato” e adatto a un evento in tutti i modi eccezionale è Sébastien Ogier.

La seconda cosa che vogliamo chiarire immediatamente è che Ogier non è fortunato, è più bravo anche della sfortuna. Questo va sottolineato perché c’è già qualcuno che affida la sua vittoria alla propria disavventura tecnica, reindirizzando tutto all’eterea interpretazione di un destino avverso. Questo va affermato con decisione perché ha un riscontro “statistico” inconfutabile. Tutti, dico tutti i protagonisti del Mondiale in Kenya hanno avuto la loro dose massiccia di contrarietà, di negatività, tranne forse il solo Katsuta, ma solo Ogier e Tanak hanno saputo “vaccinarsi” preventivamente. L’estone in un guizzo inedito di cui percepirà molto chiaramente il significato, il fuoriclasse francese perché è abituato a gestire un parametro così importante che gli vale la “residenza” nell’Olimpo dello Sport.

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