Testo e foto MARCO FERRERO:

La prossima edizione del “Monza Rally Show” rappresenta per certi versi una sorta di nuovo “punto zero” dell’evento, in quanto sarà, dopo tanti anni, la prima nella quale Valentino Rossi non sarà ai nastri di partenza; oltre a lui assenti anche le WRC Plus, che lo scorso anno fecero discutere e generarono più di una polemica per la differenza prestazionale con le consorelle WRC “normali”, che di fatto fece sì che le quattro WRC Plus facessero gara a sé e conquistassero le prime quattro posizioni della classifica.
Sicuramente sarà meno “show” e più “rally”, con l’assenza del centauro di Tavullia che, stante a quanto sostengono le malelingue ed i pessimisti, porterà un minor afflusso di pubblico sulle tribune del tracciato brianzolo; oggettivamente, potrebbe non essere così: una competizione più serrata potrebbe, al contrario, essere uno stimolo in più, anche per il pubblico, per vedere in azione “alla pari” piloti, che pellegrini non sono di certo, in lotta per la vittoria finale.
Proprio per questo motivo si potrebbe assistere ad una starting list ricca di nomi altisonanti; già solo a livello di italiani, i nomi non mancano, non vi sono gare in sovrapposizione e, magari, una competizione più equa potrebbe anche portare qualche nome illustre (paradossalmente l’assenza di Rossi potrebbe far arrivare qualche pilota “importante”). A livello di rumors, si vocifera che Dani Sordo potrebbe presenziare, e ci si augura che sia così, e che con lui ci siano anche altri.
Sarà compito degli organizzatori giocarsi al meglio questa opportunità ed operare affinché questa edizione della gara si riverberi in un maggior interesse da parte di piloti e pubblico; per la verità, per dare un segnale “forte” sarebbe necessario dare una “rinfrescata” anche al format della gara ed alle prove speciali, da troppi anni ormai uguali. Posto che si sia all’interno di un parco, pur con tutti i vincoli del caso sarebbe tuttavia importante “uscire” dal puro tracciato monzese.
Forse è questa la sfida più difficile da affrontare e vincere, un passo da preparare con cura ed attenzione e condividere con tutti gli enti che sovraintendono alla tutela del parco; certamente non si tratta di impresa facile, ma poter, almeno per una sola prova speciale, uscire dal nastro di asfalto del circuito, sarebbe una ventata di novità di sicuro appeal.
Si permetta a tal fine, pensando da appassionato e cercando di utilizzare il buon senso del caso, uno spunto di riflessione: la zona dei parcheggi compresa tra i paddock e la parabolica potrebbe tornare utile, senza impattare troppo sul comprensorio, a tal fine per una prova di un paio di chilometri su un misto di terra ed asfalto, magari come prima prova speciale. Certamente nulla di che, ma potrebbe configurare quella novità che darebbe alla gara una nuova immagine.
Venendo ad altri aspetti della gara, confermato lo Hyundai I20 R5 Trophy, lanciato per la scorsa edizione del Monza Rally Show e dedicato a tutti i clienti iscritti con le vetture di classe R5, evento che prevede una sua classifica a parte con relative premiazioni dedicate ed un montepremi interessante, con un gettone di € 10.000 per il vincitore, ed € 5.000 ed € 3.000 rispettivamente per il secondo e terzo classificato. Altresì parallelamente confermata l’assistenza da parte della casa madre con ricambi ufficiali a disposizione per tutte le I20 R5 in gara.
Tra poco meno di un mese vedremo chi, tra gli ottimisti ed i pessimisti, avrà avuto ragione; in ogni caso, ci si attende che le otto prove speciali della kermesse monzese regalino comunque spettacolo ed emozioni, a prescindere dall’assenza di Valentino Rossi.
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