MINARDI DAY, UN APPUNTAMENTO ORMAI IMPERDIBILE

Testo e foto MARCO FERRERO

 

Il Minardi Day, giunto quest’anno alla sua ottava edizione, può essere ormai considerato, senza timore di essere smentiti, uno degli avvenimenti “imperdibili” del panorama sportivo italiano, una kermesse non agonistica che riesce a raccogliere nel meraviglioso scenario dell’Autodromo Internazionale “Enzo e Dino Ferrari” di Imola migliaia di appassionati ben disposti a rinunciare all’ultimo weekend di agosto di ferie per toccare con mano (e non è un eufemismo)  momenti di storia dell’automobilismo italiano.

Grandi vetture del passato, grandi piloti che hanno corso ed entusiasmato gli appassionati, spesso e volentieri personaggi famosi anche non necessariamente appartenenti al mondo del motorsport, tutti insieme per due giorni nei quali si ha la possibilità di avvicinarsi ad un mondo talora quasi irraggiungibile; una kermesse nata con la durata di un giorno, e quasi obbligatoriamente cresciuta a due per poter offrire un programma completo e non costringere gli appassionati ad accalcarsi per godere dello spettacolo che patron Giancarlo Minardi ed il suo staff offrono.

Un lavoro, doveroso ricordarlo, che parte il giorno dopo dal termine dell’evento e che impegna tutta l’organizzazione per un anno intero, un lavoro di cui si vedono gli effetti nel weekend e che, ad uno sguardo poco attento e superficiale, può non rendere l’idea ci cosa ci sia dietro, tanta è la semplicità e la familiarità con le quali si vive la manifestazione.

Senza voler esagerare, il Minardi Day si configura e può essere preso ad esempio, perlomeno a modesto parere del vostro cronista, come modello di evento sportivo per famiglie, nel quale persone ambosessi di tutte le età possono trovare senza sforzo spunti di divertimento; il circuito di Imola poi, cuore pulsante di una terra di appassionati, parimenti per un weekend diviene accessibile senza limiti (o quasi) per uno sguardo con un punto di vista più disincantato e meno focalizzato su un evento strettamente sportivo.

Anche dal lato degli addetti ai lavori dell’informazione, un evento sempre simile ma sempre differente, che comunque si attende sempre volentieri, che si aspetta per un anno intero con la voglia di trascorrere un weekend sì di motorsport, ma senza l’assillo di classifiche o di cronache, improntato al puro divertimento, ed a cui in cuor proprio ci si promette di ripresentarsi l’anno successivo.

Un evento cronologicamente “giovane” (la prima edizione data il 2016), che però ha saputo crescere tanto, forse più delle aspettative che lo stesso Giancarlo Minardi aveva immaginato; tra l’atro, quella del 2026 sarà quella del decennale, un compleanno importante nel quale il suo fondatore, si può esserne certi,  saprà regalarci qualche sorpresa inattesa.

Basta guardarsi attorno per realizzare come il Minardi Day sia ormai divenuto un evento di grande rilievo e, come tale, per gli appassionati, imperdibile.

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