Testo e foto
La decima edizione del Minardi Day si è conclusa, un evento dinamico non agonistico capace di riunire insieme piloti, ex piloti e pubblico, tanto pubblico, al quale non si possono negare peculiarità che certamente altri eventi non presentano; in dieci anni la manifestazione è cresciuta quantitativamente in modo significativo in una cornice, quella dell’Autodromo Internazionale “Enzo e Dino Ferrari” di Imola, ideale in quanto al centro di una terra di motori e di passione.
Innegabile la capacità della kermesse di raccogliere insieme piloti, vetture e storie appartenenti a epoche diverse dove aneddoti e ricordi si mescolano dando vita ad un racconto sportivo che si rinnova di anno in anno e che viene condiviso sulla pista con gli appassionati che a migliaia si assiepano sulle tribune e nel paddock.
Un’opportunità forse unica per poter avvicinare campioni del passato e del presente potendo scambiare con loro qualche parola, fare insieme qualche foto od ottenere qualche prezioso autografo, ricordo indelebile della giornata, scoprire il loro lato personale lontano dalle tensioni delle competizioni, un mix di emozioni che poche altre manifestazioni al mondo possono offrire.
Emozionante, per chi ha vissuto le loro gesta, rivedere tanti campioni ritornare al volante, magari di quelle stesse vetture che hanno portato al successo o con le quali hanno condiviso tanti momenti della propria carriera, seppur solo per qualche giro senza velleità agonistiche.
Per i protagonisti, od ex protagonisti, anche un modo per ricordare chi tra i loro colleghi od ex colleghi non sia più con loro a ritrovarsi per rivivere insieme emozioni condivise sui tracciati di gara e per ripercorrere con un sorriso tanti anni di attività sportiva.
Un’opportunità certamente unica, quella del Minardi Day, per avvicinare al motorsport quelle nuove generazioni che meno di quanto era concesso ai loro genitori hanno modo di entrare in contatto con un mondo che appare loro distaccato e poco recettivo, uno stimolo per far si che riescano ad appassionarsi ed interessarsi (verbi che appaiono sempre più lontani dalla loro mentalità) a discipline che hanno una storia e che, pur se l’attuale visione è sempre più rivolta agli aspetti economici e meno a quelli sportivi, meritano attenzione ed interesse.
Un’edizione che, stante a quanto comunicato dagli organizzatori, quest’anno vedeva la presenza, solo per citare qualche nome tra quelli più noti e famosi, di piloti, team manager, progettisti ed altri addetti ai lavori come Aldo Costa, Gabriele Tredozi, Luca Baldisserri, Daniele Audetto, Giorgio Piola, Mario Isola, Fabio Babini, Fulvio Maria Ballabio, Thierry Boutsen, Roberto Farneti, Beppe Gabbiani, Bruno Giacomelli, Raffaele Giammaria, Pierluigi Martini, Arturo Merzario , Miguel Angel Guerra, Gabriele Lancieri, Giovanni Lavaggi, Andrea Levy, Riccardo Patrese, Gabriele Tarquini, Luis Perez Sala, Siegfried Stohr e Tamara Vidali, un parterre di personaggi che ha a 360° dato il suo contributo al motorsport.
Per questo grazie a Giancarlo Minardi, a suo tempo pioniere insieme ad altri nel contribuire alla crescita del motorsport sia nel lancio di tanti talenti sia nell’impegno personale con la sua squadra, ed ora infaticabile organizzatore nella sua eterna passione di un evento che ogni anno riporta sul tracciato del Santerno pezzi di storia del motorsport e regala attimi di emozione a tutti.
L’appuntamento è, ancora una volta, al prossimo anno, per un’undicesima edizione sempre capace di regalare un weekend di motori senza pretese agonistiche ma con tanta passione.









