TESTO E FOTO DI PAOLO CICCARONE

Si fa fatica a chiamarla Grande Panda, perché di Panda, come la mamma, ce ne è una sola. E forse proprio per questo la nomenclatura affettuosa richiama i fasti del passato che con quella linea squadrata, a tratti brutale come un coltello che affonda in un tataki di tonno, fa ricordare la Panda di una quarantina di anni fa. Quella squadrata ma simpatica, quella innovativa con quei sedili che diventavano un letto, fatta con intelligenza, cura del dettaglio con una Fiat che faceva scuola per stile e contenuti, idee e innovazione, coprendo tutti i segmenti allora presenti.
GRANDE PANDA O NUOVA PUNTO?
Forse più che Grande Panda sarebbe stato più giusto chiamarla Nuova Punto, le dimensioni e il segmento infatti sono quelli. Meno di 4 metri, cittadina per eccellenza ma che all’occorrenza sa uscire dai soliti schemi. Quella che in pratica era l’auto di famiglia, piccola, operaia, che doveva usare un mezzo per tutte le occasioni. Dal lavoro al viaggio al mare in estate, caricando di tutto sul tetto. Oggi Grande Panda offre gli spazi necessari, la praticità occorrente, e una motorizzazione ibrida che è al passo coi tempi. Pandastic è lo slogan usato per presentarla, con Shaggy a fare da testimone. E mentre la voce del singer americano si diffonde, vedi Grande Panda sotto altri occhi. Quelli della sostenibilità con materiali riciclati, praticità, senso di libertà.

PANDASTIC LO SLOGAN AZZECCATO
Con un motore, il solito Puretech rivisto e corretto, tre cilindri 1200 cc con cambio automatico 6 rapporti al cui interno è presente il motore elettrico, frutto di un elaborato sistema di ingegneria che consente riduzione di spazi, motori che vanno appunto dall’ibrido al tradizionale aspirato, con cambio manuale. Meglio dal vivo che in foto, a dire il vero, con colori che a volte ne esaltano le forme, altri che l’annegano. Per cui anche l’occhio vuole la sua parte.
DENTRO C’E’ SPAZIO
Spazioso in rapporto alle dimensioni esterne, l’abitacolo della Grande Panda è pratico e tecnologico, almeno nelle versioni più accessoriate, in cui al cruscotto digitale di 10” si abbina uno schermo centrale di 10,3”, facilmente personalizzabile. Restano, per fortuna manuali, i comandi del “clima” nella consolle, dove si trova anche il tasto per disattivare l’avviso di superamento dei limiti di velocità. Un po’ scomodo invece l’accesso al divano posteriore, a causa di portiere corte e con un angolo di apertura un po’ limitato. I sedili sono confortevoli: dietro ci stanno tre persone senza particolari sacrifici.

PREZZI DA 18.900 EURO
Le forme squadrate di Grande Panda hanno però avuto il pregio di poter avere un bagagliaio con una buona capienza, la soglia è piuttosto alta e c’è un bel gradino: i carichi pesanti vanno sollevati parecchio, non proprio comodo a dire il vero. Mancano le maniglie in alto e sulle portiere anteriori servirebbe uno spazio portaoggetti un po’ più ampio, per dire un eufemismo. Capitolo prezzi: senza promozioni, il listino prezzi parte da 18.900 euro nell’allestimento Pop, da 20.400 euro nell’allestimento Icon, da 22.900 euro nell’allestimento La Prima. La Pop è davvero ai minimi termini, ma essenziale per un uso pratico senza fronzoli. La Prima, ovviamente, ha tutto o quasi, con fari a Led tanto per dirne una. Al volante la vettura è senza sorprese negative, facile da guidare, onesta nel comportamento in curva e in frenata.
GRANDE PANDA 4X4 IL FUTURO INTEGRALE

La base, comune ad altri modelli Stellantis, non offre spunti negativi sotto questo aspetto, così come le motorizzazioni già conosciute. Interessante e intrigante, invece, la proposta della 4 X 4 che arriverà in seguito. Qui il ricordo delle epiche gesta della Dakra col Pandino vecchia serie, salta all’occhio. Intrigante come stile, rifiniture, sportivo e giovane, se la differenza di prezzo non sarà elevata, facile prevedere un successo per questa versione che nella Panda old style, chiamiamola così, aveva tanto da offrire e divertire. Questione di tempo e la vedremo in strada.










