FERRARI CHALLENGE, UN VIAGGIO LUNGO 30 ANNI

Testo e foto MARCO FERRERO

 

 

Nel 1993 nasceva, anche per rispondere allo spirito che caratterizzava anche gli acquirenti delle gran turismo di Maranello che volevano cimentarsi nelle competizioni, il Challenge Ferrari, a seguito della proposta di Hans Hugenholtz, fondatore e presidente del Ferrari Club d’Olanda, a Carlo Tazzioli e Michele Sofisti allora responsabili di Ferrari Deutschland.

A titolo storico, Hugenholtz scrisse le regole sportive della manifestazione mentre Vaglietti fu responsabile di quelle tecniche; ci si basò sul modello di quei tempi, la 348 Berlinetta, dotata di un kit, fornito a pagamento dalla casa madre, che comprendeva scarichi diretti, sedili in carbonio, roll-bar, assetto ribassato, cerchi da 18 pollici in magnesio, estintore di bordo e altri elementi utili ad incrementare le prestazioni del motore, oltre al supporto tecnico in pista per la partecipazione al campionato.

Al termine delle gare le vetture, essendo stradali, potevano essere tranquillamente utilizzate sulle strade per la guida di tutti I giorni ripristinando gli elementi coerenti alla normale circolazione.

Da quel giorno sono trascorsi trenta anni, il campionato si è allargato con le serie continentali Stati Uniti, Asia -Pacific e UK, i campionati sono divenuti quattro (Trofeo Pirelli PRO e PRO-AM, Coppa Shell PRO e PRO-AM);ed i modelli utilizzati sono stati via via sempre più performanti, sino a giungere alla 488 Challenge EVO di questi giorni, un bolide turbocompresso da 700 cavalli la cui guida ormai è, necessariamente, per piloti veri e propri e non solo più per semplici appassionati.

La trentesima edizione della serie, svoltasi sul circuito “Enzo e Dino Ferrari” di Imola  lo scorso fine settimana, non può che aver riportato alla memoria un cammino importante, caratterizzato, in tutti i suoi aspetti, dall’evoluzione sia tecnica, espressa nelle vetture che vi hanno partecipato, che manageriale della serie monomarca più longeva della storia.

Un viaggio che, per quanto il Challenge sappia esprimere e per l’ampio consenso che sa sempre riscuotere, certamente ha davanti a se un orizzonte ancora lunghissimo, e che potrà essere fucina di nuovi talenti, quali quel diciassettenne Eliseo Donno vincitore del titolo iridato sul circuito del Santerno; un Challenge che, da qualche anno a questa parte, sempre di più evidenzia una tendenza al rinnovamento e che non è più solo l’archetipo di una competizione per facoltosi “gentlemen drivers”.

Anche la carrellata fotografica allegata non può che ripercorrere questo viaggio, nelle sue vetture, nell’entusiasmo della gente che lo ha sempre vissuto con intensità, con la presenza costante e non solo simbolica dei suoi vertici sportivi e dirigenziali, un piccolo omaggio ad una grande serie che saprà, si può esserne certi, regalarci emozioni ancora per tanto tempo.

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