Testo e foto MARCO FERRERO
Con già definita la data dell’evento per il 2025 (sarà da 4 al 9 novembre), si chiude l’edizione 2024 dell’EICMA (Esposizione Internazionale Ciclo, Motociclo ed Accessori); a monte delle rituali celebrazioni dei numeri ufficiali, che è giusto siano gli organi ufficiali a sciorinare, si può realmente parlare di un’edizione da record, sia a livello di affluenza che per quanto la kermesse ha saputo presentare.
A monte della retorica di rito, è un dato di fatto che da dopo il 2020, il disgraziato anno del COVID che aveva fatto segnare il passo anche a questo evento, la manifestazione non solo è tornata ai livelli degli anni precedenti ma ha registrato di anno in anno una crescita impressionante che ha consolidato l’EICMA come la manifestazione più importante forse al mondo del settore delle due ruote.
Una crescita alla quale gli organizzatori hanno saputo far fronte con un lavoro professionalmente ineccepibile ed un’organizzazione che ha operato per far fronte alle crescenti richieste di partecipazione da parte di espositori, case, marchi e quant’altro impegnati in un mondo, quello delle due ruote, che appare comunque globalmente e costantemente in crescita in termini di interesse e di mercato.
E’ dato di fatto come non solo il traffico sempre crescente, le limitazioni allo stesso, le “follie” degli amministratori locali che sembrano divertirsi a cercare pretesti per limitare la mobilità (per referenze chiedere, tanto per rimanere in ambiente, agli amici milanesi) sia urbana che extraurbana, i vaneggiamenti di chi vorrebbe imporre una mobilità diversa in ossequio a non è chiaro quale risultato effettivamente concreto, ma anche una ritrovata voglia di viaggiare “in libertà”, in modo più “snello”, stiano spingendo sempre più persone a guardare verso le due ruote, in tutte le loro accezioni.
Rispetto a 50 anni fa, ci sarebbe da recuperare quella fetta di popolazione rappresentata dagli adolescenti (allora non si vedeva l’ora di compiere 14 anni per avere, chi non lo ricorda, il “vespino” o il Ciao) che ad oggi appaiono asettici e distaccati al tema rispetto alla generazione di allora e che sarebbero invece da sensibilizzare, distaccandoli da quella modalità isolatrice dei cellulari che ne inibisce la fantasia e la voglia di guardarsi intorno.
Certo, forse per certi versi un tempo c’erano meno problematiche di traffico, ma tuttavia varrebbe la pena tornare a “lavorare” su un settore della popolazione che in tempi passati rappresentava una fetta di mercato non indifferente.
La nuova sfida del mercato è, a parere del vostro cronista, rappresentata dalla capacità di chi è demandato, a partire a livello Comunitario, a trovare soluzioni di fare scelte che non siano esclusivamente “di pancia” ed estemporanee, ma vadano a tenere in considerazione tutte le successive implicazioni e non vadano a generare eccessivi contraccolpi sull’attuale struttura produttiva.
In questa ottica, il mercato delle due ruote può diventare una valida opportunità alternativa, a monte delle “mode” passeggere, specie per quanto relativo al traffico urbano, ma si tratta di un discorso che deve essere integrato in una valutazione ben più di ampia portata e che riveda sostanzialmente quegli approcci che generano più disagi che benefici.
La sfida dell’EICMA 2025 potrebbe essere incentrata, da parte dei produttori, anche sulla possibilità e sulla capacità di proporre soluzioni che possano essere implementate in un breve – medio periodo; in tema di motori, ad esempio, quanto sta facendo Toyota con lo sviluppo di un motore ad idrogeno potrebbe essere una valida ipotesi anche nel campo delle due ruote… staremo a vedere, in fondo il prossimo EICMA è solo tra un anno.

























