AL LINGOTTO DI TORINO “AUTO MOTO TURIN SHOW”

Testo e foto MARCO FERRERO

 

Presso le strutture del “Lingotto” di Torino, storico ex stabilimento produttivo della FIAT ora riconvertito a centro commerciale ed area espositiva, si è aperta, e lo sarà sino a domenica 6, la seconda edizione di “Auto Moto Turin Show”, evento che ha raccolto l’eredità di Automotoretrò, che per oltre trenta anni ha accolto decine di migliaia di spettatori ed appassionati, nel quale le aree una volta sede delle linee produttive hanno ospitato non solo un’esposizione di vetture ma anche ricambistica, memorabilia ed altro ancora relativo al mondo delle due e quattro ruote.

Non solo, ma all’esterno dell’area dell’Oval (una delle sedi delle Olimpiadi Invernali del 2006) una parte “dinamica” con esibizioni di drift e spettacoli in tema attireranno l’attenzione di chi vuole assistere a qualcosa più adrenalinico, mentre all’interno una mostra di tuning capterà gli interessi di chi vuole personalizzare la propria vettura ed ammirare quanto realizzato da altri.

La premessa, doverosa e necessaria, per chi assista all’evento, è di evitare il paragone, inevitabile per chi ha atteso per anni l’evento, tra Automotoretrò ed Auto Moto Turin Show, in quanto eventi dal taglio, peraltro anche espresso dalle denominazioni stesse, decisamente diverso, dove il primo aveva il suo focus sulle auto d’epoca, mentre il secondo è incentrato sullo spettacolo che si può proporre, con un programma dinamico più corposo e forse più mirato verso un pubblico più giovane.

Non molte per la verità le vetture sportive d’epoca esposte, ancor meno quelle “stradali”, anche se lo spazio dedicato alle “600” ha suscitato tenerezza ed ammirazione, su uno spazio al coperto della parte “statica” stimabile in un 10-15% di quello dell’evento “progenitore”; al contrario, la parte della mostra dedicata al tuning è la più ricca della kermesse, qualitativamente e quantitativamente, dove c’è veramente da perdersi tra centinaia di personalizzazioni “estreme” operate su vetture moderne piuttosto che più “datate”.

In merito alla parte dinamica, dove per la verità nel corso delle ultime edizioni Automotoretrò aveva suscitato qualche perplessità in merito alla gestione degli spazi interni dedicati agli addetti media, poco facilitati nel dare risalto alla parte competitiva, la stessa, più coerentemente alla definizione della kermesse, è apparsa più focalizzata sullo “spettacolo”, non presentando una parte più “agonistica” che di solito trova riscontro positivo negli appassionati; la tribuna per gli spettatori , un po’ lontana, non genera poi quella sensazione di “contatto” con chi si esibisce, ed anche in AMTS gli spazi per i fotografi non si vedono.

Pur nel rispetto delle scelte, la mostra fotografica “Donne e Motori? Gioie e basta”, che ritrae, a bordo di automobili, donne che si sono distinte in ambito istituzionale, professionale, personale, sociale, culturale, appare come una forzatura a favore di tematiche di genere fuori luogo e per nulla pertinenti con il contesto dell’evento, nonché poco coerenti con la dichiarazione “AMTS è un’esperienza immersiva che unisce innovazione, spettacolo e cultura motoristica” eseguita dall’AD dell’ente organizzatore.

Da apprezzare il connubio con l’Heritage Hub di Stellantis (forse da rafforzare ed estendere a tutta la durata dell’evento), nota verso quel passato dell’automobile che piace, soprattutto ad una città come Torino, tradizionalmente legata al suo passato ed alla sua denominazione di “capitale dell’auto”, ed utile per ampliare lo sguardo degli appassionati e degli spettatori su una “visione” temporale e tematica di più ampio respiro.

Un evento, globalmente considerato, da accogliere e giudicare comunque positivamente e di cui una città come Torino, tradizionalmente legata al suo passato ed alla sua denominazione di “capitale dell’auto”, ha comunque bisogno, sia per mantenere un legame forte con la propria storia sia per dare continuità con quanto altri (ad esempio Fiat Heritage, Salone dell’Auto, MAUTO) hanno realizzato e realizzano per mantenere viva la tradizione automobilistica.

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