LA FORMULA E 2026 VERSO IL SUO ATTO FINALE

Testo e foto MARCO FERRERO

 

Il campionato del mondo di Formula E edizione 2026 si avvia verso il suo atto finale, con la doppia gara a Londra, su un tracciato angusto, dove superare diventa quasi un’impresa, certamente poco spettacolare e che per nulla valorizza i piloti, ma che mai come quest’anno appare decisivo ai fini del suo finale; peraltro, dando un’occhiata all’andamento della stagione, dal momento in cui il circus si è spostato in oriente sembra quasi che i protagonisti sino a quel momento in lotta per il titolo, stanti i risultati che si sono visti, abbiano fatto gara a chi voleva non vincere questo campionato.

Se sino a Montecarlo Mitch Evans appariva infatti come il principale favorito per la vittoria finale, i risultati negativi (non solo suoi) successivi hanno consentito a Jake Dennis, che appariva tagliato fuori dai giochi, di rientrare nella lotta per il vertice, tant’è che ora è proprio il campione 2023 a guidare la classifica assoluta provvisoria.

In dettaglio, la classifica prima delle due decisive gare londinesi recita la seguente situazione:

1^ Jake Dennis – Andretti – pt. 146,

2^ Mitch Evans – Jaguar – pt. 144,

3^ Pascal Wehrlein – Porsche – pt. 141,

4^ Oliver Rowland – Nissan – pt. 132,

5^ Edoardo Mortara – Mahindra – pt. 116,

6^ Antonio Felix Da Costa – Porsche – pt. 113,

con gli ultimi due da tenersi in considerazione, oggettivamente, unicamente per una questione matematica, in quanto, a meno di eventi imponderabili, appare alquanto improbabile che i primi quattro non vadano tutti a punti nelle due gare finali e che uno dei due inseguitori faccia bottino pieno o quasi.

Due considerazioni si impongono: la prima è che, tra i primi quattro della graduatoria, solo Mitch Evans non ha ancora vinto un titolo, che peraltro ha in passato dimostrato di meritare, e questo ne fa il principale protagonista da tenere d’occhio; se da un canto il pilota neozelandese è uno dei più veloci in assoluto, dall’altra va considerato che però ogni tanto incorre in eccessi di foga, per cui gli si augura che sappia avere un autocontrollo maggiore di quello palesato sinora nella sua carriera.

La seconda è evidente guardando la classifica: per la prima volta, dopo molti anni, il vincitore conquisterà il titolo avendo acquisito meno di duecento punti, una soglia sinora considerata, anche alla luce dell’aumento del numero delle gare, quasi necessaria per ambire al titolo; in un campionato che ha sempre premiato la regolarità, i quattro “zero” di Dennis, I cinque di Evans ed i sei di Wehrlein e Rowland indicano che tutti i principali protagonisti non hanno fatto punti, sinora, da un minimo di un quarto ad un massimo di un terzo delle gare della stagione, decisamente un fenomeno anomalo se raffrontato con l’andamento degli ultimi anni.

L’esito dell’edizione 2026 del campionato appare quindi quanto mai incerto ed imprevedibile; il fatto che si corra a Londra poi concentra l’attenzione si chi partirà nelle prime file, in quanto il tracciato non premia i piloti migliori, quelli più veloci o quelli i cui team sapranno predisporre le tattiche migliori. Chi parte in testa a Londra, se non vuole concedere il passo, ha ottime possibilità di rimanerci (basti ricordare quanto successo un paio di anni fa quando la lotta fratricida tra Cassidy ed Evans andò a regalare la vittoria della gara a Rowland ed il titolo a Wehrlein…).

Senza cattiveria, ma un tracciato diverso avrebbe regalato emozioni, sorpassi, ed avrebbe premiato le strategie migliori… ma tant’è, in ogni caso il finale di stagione premierà comunque un pilota che meriterà il titolo per quanto fatto vedere nella sua straordinaria carriera.

 

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