DI HERIBERT STOHR

“Warning bumps !” Attenzione dossi, recita il cartello che i piloti hanno trovato entrando in pista al venerdì mattina.
Prove ufficiali strambe con i primi sei posti in griglia , dei tre top team, disallineati rispetto al solito.
Gara. Pronti via e Vettel (in ritardo su Halloween) si traveste da Gambero Rosso facendosi passare subito da Verstappen, poi da un intuitivo e famelico Hamilton, poi da Leclerc che non ha indugiato neanche un po’, poi da un “non ci posso credere” Norris, indi (Indy ?) da Ricciardo cangurante in salita. Intanto Bottas si gode una bella vista davanti a tutti trovando un asfalto che più liscio di così non si può nemmeno in Romagna. Più tardi scopriremo che partire ultimi (Perez dai box e Albon pit stop alla fine del primo giro per toccata con Sainz ripartendo 20°) non sarà poi tanto male, anzi, diventerà una strategia ?
Al 9° giro si conclude la scarsa prestazione di Sebastian al quale si frattura la tibia di carbonio della sospensione posteriore destra. Il tedesco parcheggerà, da supersportivo, in un punto così sicuro da non fare entrare la safety car.
Al 14° giro Verstappen prova l’underBottas facendo il cambio gomme ma il finlandese ha la polizza “non ci Kasko” e fa il pit gommato bianco pure lui. Toh, chi c’è in testa ? Hamilton. Niente pit stop per lui. Dico a mia moglie : faranno vincere Bottas.
A centro classifica ci sono dei bei duelli che ravvivano la gara e quasi tutti cambiano le gomme prima del previsto, sembra. Bottas torna in testa superando Lewis che rientra ai box con un giro di ritardo (24°) rispetto alla chiamata. Perderà la gara per questo o la vincerà ?
Di Leclerc troviamo tracce non entusiasmanti cementato in quarta posizione.
Come spesso accade, ci vengono propinate le comunicazioni via radio del ciacarone di colore inglese (o inglese di colore?) che viene poi tranquillizzato sulla doppia sosta dei suoi avversari diretti. Ci fanno godere le rimontone di Albon e Perez.
Suona la sveglia olandese e al 35° giro Max irrompe ai box “Ik wil gele banden” e gli montano proprio le gomme gialle in ossequio alla Honda. “Halvan myös heidat” grida Bottas pittando il giro dopo e ripartendo con gomme pitturate di giallo. Hamilton sembra gongolare con le sue gomme USAte dolcemente ma mancano ben 19 giri al termine e la sua tranquillità scema in breve tempo perché il suo compagno di squadra lo agguanterà. Leclerc fa una seconda sosta montando gomme arrossite di vergogna con lo scopo di prendere il punto di consolazione del giro più veloce. Dopo un primo tentativo con spintarella cortese, Bottas sfrombola Hamilton a 4 giri dalla fine anche perché una Red Bull si fa sempre più grande negli specchietti delle Mercedes e non è una lattina !
Allora chi arriverà 2° ? Lo decide Magnussen il quale si inghiaia in fondo al dritto. “Jeg fortalte dig at bremserne sugede”, praticamente marcisono i freni al danese. A questo punto Lewis intona il ritornello della canzone più famosa di Gianni Pettenati “Finché vedrai sventolar bandiera gialla tu saprai che qui non si sorpassa……” e a Max, ingrugnito, non resta che arrivare 3°.
Hamilton parcheggia nel posto riservato al campione del mondo e ci inchiniamo davanti al suo sesto titolo.
Ascoltiamo l’inno finlandese anche se il festeggiato non è Bottas ma Hamilton. Keine podio per Leclerc 4°, 5° Albon (era ultimo), 6° Ricciardo (merito del casco nuovo), 7° Norris, 8° Sainz, 9°Hulkenberg 10° Perez (era penultimo).
Interviste a Toto Wolff, moderatamente soddisfatto, e a Binotto che sembra Birotto più che altro.
Infine Federica Masolin che, per non sfigurare, si è fatta prestare la camicia da Morticia e la gonna scozzese da Sean Connery.
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