F.1. Villeneuve contro l'Halo: "Meglio la MotoGP, altro che cavalieri del rischio…"

Il fare finto trasandato, con barbetta incolta e il sorriso beffardo. Jacques Villeneuve è fedele a se stesso e non ci pensa due volte nel dire come la pensa su tutto. A partire dalla prossima stagione di F.1 che secondo lui ha toccato il fondo: “Ma hai visto l’Halo? Ma ti pare normale una schifezza del genere?“.

 

Non essendo un pilota, solo un giornalista, ci si limita all’aspetto estetico ma Jacques va oltre. “Io mi metto nei panni di quelli che stanno in tribuna o davanti alla TV. Cosa ha di speciale un pilota rispetto a uno normale quando vedi che lo ingabbiano sempre più? Va bene la sicurezza ma qua si è esagerato nel senso opposto, hanno castrato l’essere pilota, l’affrontare anche il minimo rischio. Uno che sta in tribuna non ha il minimo rispetto di questi piloti, se uno vede la MotoGP e come fanno le curve, gli viene un colpo al cuore e si domanda: ma come fanno? E lo stesso quando vedi uno sciatore lanciarsi nella discesa libera più famosa al mondo. Tutti, in tribuna o davanti alla TV, sanno di non essere capaci a fare le stesse cose e da qui nasce il rispetto, il tifo e il seguito. Con la F.1 di quest’anno faremo fatica anche a vedere i caschi, non vedremo più se uno è in affanno o meno, perché c’è quella gabbia a dare fastidio.

 

Che poi dico io: ma quanti incidenti sono accaduti in passato da giustificare una schifezza simile? Se prendi Massa in Ungheria, l’Halo non avrebbe evitato l’impatto e nemmeno con Senna anni fa. Forse solo nel caso di Surtees con la F. e Justin Wilson a Indy avrebbe funzionato, ma temo che siano più le controindicazioni che i vantaggi”.

 

Veramente la sicurezza è un argomento importante, se si può fare qualcosa si deve farlo..”Sì, sono d’accordo e non contesto la sicurezza, anzi quella non è mai abbastanza, ma cavoli fai il pilota, rischi di tuo se non vuoi rischiare te ne stai a casa o lavori in ufficio davanti a un computer. Vuoi le stesse condizioni di sicurezza di un ufficio ma lo stipendio di uno che rischia, non va bene”.

 

Si poteva fare di meglio forse e magari senza fretta? “Qua il problema è che la FIA sta affrontando una causa da parte dei familiari di Jules Bianchi e quindi la federazione sta dimostrando di fare il possibile per la sicurezza nelle corse. Giusto e sacrosanto ma è anche vero che il povero Jules con l’Halo sarebbe morto lo stesso, non aveva subito traumi o contatti, è stata la violenta decelerazione a provocare i danni al cervello. E’ andato a sbattere contro un trattore che in pista non doveva esserci, questa è la verità. Ma per come la vedo io, ha sbagliato la famiglia Bianchi a fare causa. Si sa che quando corri affronti dei rischi, metti in gioco te stesso, se capita un dramma, tutti dovrebbero essere preparati. Io credo che il primo a non volere una causa sia proprio la vittima di un incidente di corsa e posso dire che nella mia famiglia siamo stati toccati da vicino da questo aspetto, per cui posso parlare…”.

 

Polemica a parte, tanto non cambierà niente visto che l’Halo ce lo porteremo in altre categorie, per questa stagione solo i microfoni di Sky come commentatore F.1? “Per niente, ho una gran voglia di tornare a correre. Sto cercando un volante nel WEC, il mondiale prototipi, sto trattando con alcune squadre. Anche se non è la Toyota con le LMP1, le altre categorie sono validissime, per cui il rischio è di vincere qualche cosa. Spero di farcela, ho ancora voglia di correre e darci dentro”. Ma non ti senti vecchio per certe cose? “lascia perdere, per correre in auto e per correre dietro alle donne mi sento ancora un ragazzino…”.

 

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