Testo e foto GIUSEPPE MAGNI
Si sono messi in fila dalle 18.30, ma solo perché prima c’erano ad attendere le persone che avrebbero assistito all’evento precedente, a La Filarmonica, bellissima sala nel centro di Trento, una delle sedi degli eventi de Il Festival dello Sport, organizzato dalla Gazzetta, in corso, come è ormai tradizione, nella città trentina. Parliamo con dei ragazzi di Verona, anche loro lì per Mario Andretti, il mito dei due mondi. Uno ha comprato apposta la Ferrari 126 C2 del 1982 scala 1/43, da una nota e rinomata casa di modellismo. L’attesa e l’emozione sono palpabili. Mario Andretti, il fuoriclasse di Montona d’Istria, rappresenta una di quelle leggende senza età, che coinvolgono trasversalmente generazioni di appassionati, da chi lo ha vissuto, nel suo lunghissimo periodo di attività agonistica, alle giovanissime generazioni, che ne apprezzano l’intraprendenza nel coinvolgimento diretto nella avventura Cadillac in Formula 1, dove debutterà il prossimo anno. “È un team pieno di gente che ha passione”, avrà modo di dire Mario stesso nella lunga intervista che gli ha proposto in diretta dal palco Daniele Dallera del Corriere della Sera.
“Ogni singolo componente della squadra Cadillac è totalmente, personalmente coinvolto nel lavoro con la squadra e nella totale collaborazione con gli altri colleghi. Sento grande entusiasmo in ciascuno di loro”, ha proseguito il grande campione friulano. Che ha più volte citato la passione come molla imprescindibile della sua infinita carriera di corse in automobile. “Io correrei anche adesso”, ha avuto modo di sottolineare. “Per me la pista è tutto, ha sempre rappresentato la mia vera vita, in pista sono stato sempre bene”. Si è percepito chiaramente, si è quasi toccato con mano il grande amore di Mario Andretti per le corse.
Non sono mancati attimi di pura simpatia: “Sapete, quando vincevo con la Lotus, un po’ mi dispiaceva stare davanti alla Ferrari” e poi ci strizza l’occhio e ride di gusto. Applausi scroscianti per il sincero tentativo di ruffianeria.
“Che ne pensa della Ferrari attuale?” “Della Ferrari bisogna avere fiducia, la Ferrari è forte, prima o poi tornerà!”
“Ha qualche consiglio da dare a Fred Vasseur?” Mario ci pensa un attimo… “No, non ho nessun consiglio per Fred Vasseur…” “Ma come? Ha detto che bisogna avere fiducia nella Ferrari… Sembra che lei non abbia fiducia in Fred Vasseur…” “No, non ho fiducia in Fred Vasseur…” Applausi convinti per la schiettezza e la sincerità.
Mario Andretti è uno di noi, un appassionato vero, uno di quelli il cui cuore cancella ogni carta d’identità e ti viene voglia di abbracciarlo ad ogni risposta, ad ogni battuta che butta lì, dall’alto di una sincerità disarmante e di una limpidezza che sono pari solo alla sua vastissima esperienza e competenza.
“Charles Leclerc sembra sul punto di lasciare la Ferrari. Lo prendereste voi in Cadillac?” “No, Charles è troppo forte per noi. Abbiamo preso Valtteri e Checo perché speriamo ci portino le esperienze di due top team e ci aiutino a migliorare velocemente nell’organizzazione e nei metodi di lavoro.”
Il tutto in un perfetto italiano, che lo fa ancor di più avvicinare ai nostri cuori.
“Nel 1982 mi chiamò il Commendatore per sostituire Pironi. Accorsi a Fiorano. Volevo fare qualche giro, per provare la macchina. Alla fine, ne feci 87, e battei il record della pista. Il Commendatore era contento, sorridente, quasi commosso. Poi andai a Monza, e feci la pole.”
Cosa gli vuoi dire, a uno così? 85 anni suonati ed è ancora lì, con lo spirito di un ragazzino, pronto a rientrare in macchina.
Peccato che, alla fine, complice un aereo che doveva prendere di lì a poco, ce lo abbiano concesso pochissimo per autografi e foto, mandando via parecchi ragazze e ragazzi delusi. Ecco, questa è stata l’unica nota stonata: Mario è nostro, ce lo dovevate lasciar godere un po’ di più. Per una volta che viene a trovarci, avremmo voluto davvero fargli sentire tutto il nostro grande affetto per lui. Non ci è stato concesso. Speriamo vada meglio la prossima volta, quando il Ragazzo di Montona d’Istria tornerà a trovarci.
Intanto un grande abbraccio, Campione! Ti vogliamo un mondo di bene!
















