F1 GP MONACO il caro biglietti è niente rispetto ad altri costi nel Principato

Testo e foto BEPPE MAGNI

 

Eccoci a Monte Carlo nelle vesti di spettatore. Si arriva presto al mattino, dove si vedono gli ultimi romantici già aggrappati sulla Pelouse Rocher, non sappiamo quanti di loro siano rimasti lassù durante la notte, come si faceva negli anni ’80, fatto sta che di mattino prestissimo hanno già preso le posizioni migliori. Da lassù si gode una vista bellissima, un po’ di fatica e sacrificio vale ancora la pena, Monte Carlo non è solo glamour e paillettes, ci sono anche loro, ai quali va un applauso commosso. Anche perché di biglietti di tribuna abbordabili qui non ne esistono, fatta esclusione, forse, per il settore Z, non numerato, proprio sopra la curva del Tabaccaio, da cui si gode uno spettacolo magnifico ad un prezzo, diciamo così, ragionevole. Ma bisogna portarsi avanti ad acquistarli, perché sono i primi che si esauriscono non appena aprono le prevendite. Neppure nella tribuna più costosa, però, tutto risulta rose e fiori: di tribune coperte non ce ne sono, se piove bisogna prenderla, ma anche quando c’è il sole fastidiose scottature sono dietro l’angolo, se non si è previdenti con la crema solare. Accidenti! L’ho dimenticata a casa! Ecco però disponibile la vicina farmacia, dove, per la modica cifra di 50-60 euro si trovano le creme che servono. Oltre a ciò, per quanto riguarda le tribune A e K, sono stati distribuiti in maniera poco pratica i bagni, creando lunghe file e disagi, che, per i prezzi di quelle postazioni, dovrebbero essere accuratamente evitati.

 

E per gli alloggi, come la mettiamo? Rimanere qui è ovviamente improponibile, ma nemmeno a Mentone scherzano, pretendendo settimana obbligatoria a prezzi per notte davvero esosi. Allora si opta per l’Italia, Ventimiglia o anche prima, oppure si rimane a Nizza. E si viene preferibilmente in treno, la stazione è proprio dietro la chiesetta di Santa Devota ed è comodissima, anche se i parcheggi del Principato costano mediamente meno che non quelli di Bergamo Alta.

Siamo andati poi a recuperare qualcosa per il pranzo. Se non volete spendere 50 euro per pizza e birra, potete optare per degli ottimi sandwich. Ma cercate bene, perché ci sono differenze davvero grandi tra un punto vendita e l’altro. Del resto, qui è tutto così: è un conto cenare al Louis XV o da Cipriani, un conto al Bella Vita o al Botticelli, dove si trovano prezzi equiparabili a quelli italiani. Se vi va un buon sandwich, vi segnalo U Picin Tocu, in Rue Notari, prezzi davvero super onesti, trattandosi di punto vendita a pochissimi metri dal circuito.

E il merchandising? Ce n’è davvero di tutti I colori, cappellini a 100 euro, anche quelli che dovrebbero costare 80, e polo ufficiali al loro prezzo, ma anche sopra i 150 euro. Fortuna che rimane il Tabaccaio, immutabile per storia e tradizione, in cui si possono spendere cifre ragionevoli per articoli non ufficiali, ma che hanno una loro propria dignità. Vi segnalo anche la t-shirt ufficiale, a 25 euro, non è poco, ma è un bel ricordo.

 

Di molto bello, a Monte Carlo, è che sono gli unici nel panorama mondiale, ad aver mantenuto la tradizione della guida al GP stampata su carta patinata, una chicca imperdibile, a 15 euro.

 

Eccoci alla fine del nostro giro nel Principato: se volete venire, siete ancora in tempo: l’atmosfera è unica e, se riusciste a trovare un posticino sulla Pelouse, lo spettacolo rimane di prim’ordine, soprattutto di sabato. Vedere almeno una volta Monte Carlo è bagaglio irrinunciabile per un appassionato. Fateci un pensiero!

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