F.1 GP USA Antonelli nono sigillo batte Leclerc e Verstappen col mondiale a un soffio

DI PAOLO CICCARONE

AUSTIN – Nove vittoria in una stagione, per Antonelli un altro record, perché 9 non ne ha vinte Leclerc in tutta la sua carriera dal 2019 ad oggi e sul podio del GP Usa, il monegasco della Ferrari deve accontentarsi di vedere dal basso una vittoria dell’italiano maturata fin dalla prima curva quando con le gomme medie, invece che morbide dei rivali, Kimi ha imposto il proprio passo e dopo l’unico pit stop della Mercedes contro le due di Leclerc e Verstappen, sul terzo gradino del podio, ha avuto ragione sia per il ritmo sia per la gestione di una gara intelligente in cui è mancato solo la matematica di un titolo mondiale che verrà assegnato alla prossima gara, visto che Russell, con la seconda Mercedes, non è andato oltre l’ottavo posto quando la matematica diceva che serviva un nono posto per dare ad Antonelli la certezza matematica di un titolo costruito gara su gara, giro per giro, senza una sbavatura e con tanta accortezza che un ragazzo di 20 anni non si pensava potesse avere.

La gara Usa è stata un capolavoro di intelligenza da parte di Kimi, perché con una gomma meno performante dei rivali, doveva gestire e portare in fondo con un ritmo alto, altrimenti la splendida pole del sabato, tirata fuori con un colpo di genio, sarebbe stata vanificata. Invece no, tutto è filato liscio, al contrario di Verstappen che dalla prima fila non è mai riuscito a trovare né il ritmo né la strategia giusta, al punto che sul finale ha dovuto cedere anche a Leclerc che da quarto è risalito fino al secondo posto, ma staccato di 15 secondi da Antonelli.

E che dire di Hamilton? L’inglese ha patito la fase iniziale ma anche lui con la doppia sosta e la gomma più veloce sul finale, si è avvicinato a Verstappen cercando di portare due Ferrari sul podio, ma una virtual safety car sul finire di gara, per rimuovere la Cadillac di Bottas, ha di fatto neutralizzato la rincorsa e quando la gara è ripartita, ormai il divario era insuperabile. Per Antonelli la vittoria negli Usa, rappresenta un filo conduttore con Michele Alboreto, perché è stato solo Michele l’italiano vincente sul suolo americano (Detroit e Las Vegas) prima che Antonelli riportasse il tricolore al vertice in una gara di F.1. Adesso si va in Messico e lì basta davvero poco a Kimi per coronare matematicamente quel titolo mondiale che manca all’Italia da 73 anni con Ascari. Questione di sette giorni e poi si potrà stappare lo spumante per una celebrazione importante e unica.

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