F.1 GP UNGHERIA Norris guida la doppietta McLaren Leclerc quarto delusione Ferrari

DI PAOLO CICCARONE

BUDAPEST – Una pole da sogno e una gara da incubo. Le 24 ore di Charles Leclerc sono passate dall’incredulità di una prima posizione in qualifica, alla delusione di un quarto posto in gara dopo aver condotto per una quarantina di giri, facendo sognare i tanti tifosi Ferrari. Invece alla fine è stata l’ennesima doppietta McLaren, con Norris capace con un solo pit stop di battere per 7 decimi il compagno Piastri che con due soste aveva un ritmo maggiore ma non sufficiente per vincere.

Anche se la delusione è forte, di fatto è stata la miglior Ferrari dell’anno, perché in qualifica c’era tutto e il ritmo era adeguato. Il via con Leclerc rapido alla prima curva, capace di allungare su Piastri, aveva fatto balenare il sogno di una vittoria in rosso visto che la McLaren, a parità di strategia, perdeva costantemente qualche decimo. Per 40 giri è sembrata la Ferrari del passato, capace di battere una McLaren che dopo la partenza disastrosa di Norris, decideva modificare le strategie: una sosta l’inglese, due l’australiano.

Un sabato da leoni alla Ferrari e una domenica deludente

Alla fine il risultato non è cambiato, avrebbero vinto comunque. Ammesso che la Ferrari non avesse avuto quel calo improvviso, da tre secondi al giro, che ha permesso al rimontante Russell di salire sul podio a danno proprio di Leclerc. Un Charles incavolato via radio col box e scorretto in pista nel duello con Russell, al punto da beccarsi 5 secondi di penalizzazione. Cosa che non è da Leclerc, normalmente sempre corretto e rispettoso per cui il nervosismo per una occasione persa, dove in condizioni normali la Ferrari era superiore alla McLaren, si è fatta sentire.

E parlando di Ferrari c’è il caso Hamilton, perché Lewis partito 12. È arrivato 12 ma a un giro. E qui circolano alcune voci preoccupanti sul futuro dell’inglese che secondo alcuni potrebbe annunciare il ritiro a fine anno, aprendo un altro problema per la Ferrari in tempi brevi. La cronaca della gara dice ben poco: partiti tutti in fila, alla prima curva Leclerc aveva abbastanza margine da controllare Piastri, Alonso (poi quinto alla fine) provava a dare fastidio superando Norris, partito male, ma pochi giri e tutto rientrava nella norma.

Da dietro il solo Antonelli, partito quasi dal centro di Budapest (eufemismo per dire che era attardato) è riuscito a risalire fino al 10 posto e a prendere punti importanti per il morale. Ma davanti per 40 giri, nonostante il primo pit anticipato per Piastri, la Ferrari reagiva benissimo. Record al cambio gomme, Leclerc sempre davanti e poi il crollo: “Questo è incredibilmente frustrante – ha detto via radio – Abbiamo perso tutta la competitività. Voi dovete ascoltarmi, volevo trovare un modo diverso per gestire questo problema. Adesso è inguidabile, inguidabile. Un miracolo se si finisce sul podio”. Dopo la gara Leclerc ha detto che c’era un problema al telaio, Vasseur alla TV che forse era un problema di pressione gomme…Va bene che non possono dire la verità, ma almeno mettersi d’accordo prima eviterebbe figuracce dopo. Secondo nostre informazioni il problema risiederebbe nella gestione delle temperature dei cestelli dei cerchioni, che contribuiscono al riscaldamento delle gomme e alla loro usura.

Anzi, da questa gara è ritornato alla gestione gomme lo spagnolo Carlos Gabally Herrero, che già occupava questo ruolo nel 2022 prima che Vasseur lo spostasse alla dinamica del veicolo. Viste le temperature, alla Ferrari hanno deciso per una certa scelta che evidentemente non ha convinto Leclerc che aveva una opinione diversa. E lo ha ribadito in gara al momento del crollo. Intanto davanti il duo McLaren comanda la classifica piloti e Andrea Stella, il Team Principal, ha commentato serafico il momento clou, quando Piastri a ruote bloccate per poco non centrava Norris: “Beh la gara era monotona, l’abbiamo vivacizzata”. Contento lui, come si dice. E intanto congratulazioni per la vittoria n.200.

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