TESTO E FOTO DI PAOLO CICCARONE

LOSAIL – L’occasione del GP del Qatar è di quelle importanti dal punto di vista commerciale, grazie alle prospettive che lo stato, ma anche tutta la regione medio orientale, può offrire a livello di investimenti. Non deve stupire se a Doha si sono dati appuntamento alcuni dei top manager italiani, a partire proprio da Piero Ferrari, figlio del fondatore. Presente ai box della rossa per tutto il week end, il dopo gara è stato affrontato con poche battute come nello stile della persona.
Il risultato deludente di Leclerc ed Hamilton non lo hanno certamente reso felice, anzi. L’amarezza traspare sul suo volto e non ne fa mistero: “Dopo una gara del genere c’è poco da dire. Una mazzata e un pugno nello stomaco. Fa male vedere una Ferrari così, mi consolo pensando che c’è ancora una gara, l’ultima della stagione, e poi archiviamo questo campionato”. La delusione traspare dal cuore di tifoso prima che di titolare di un nome storico: “Nella storia della Ferrari abbiamo avuto alti e bassi, nelle corse succede. Non mi consola, ma abbiamo avuto momenti peggiori e sempre siamo riusciti a risalire la china. Ricordo il 1973 e i mondiali del 75 dopo una stagione 74 in crescita, la crisi degli anni 90 e i trionfi successivi.

Fa parte delle corse, per cui sono fiducioso che ci riprenderemo, abbiamo delle cose che non hanno funzionato, ma posso garantire che a Maranello abbiamo anche tante altre cose che funzionano. La fatica sta nel metterle tutte insieme per ottenere il massimo possibile e sono sicuro che lo faremo. Ho fiducia in quanto di buono abbiamo a casa e da tifoso mi auguro che possiamo mettere tutti i pezzi del puzzle in fila. La Ferrari tornerà a vincere, non molliamo di sicuro, conosco le eccellenze che abbiamo a disposizione”.
In una F.1 dove il valore dei team è cresciuto in maniera esponenziale, tutti si chiedono quanto vale la squadra di F.1: “Avrebbe un valore se fosse in vendita come gli altri team. Siamo presenti in F.1 da 75 anni, abbiamo partecipato a tutte le edizioni del mondiale, unico team e non siamo in vendita, per cui attribuire un valore alla squadra è del tutto inutile”. Nonostante la delusione e le amarezze, finalmente un discorso positivo, di incoraggiamento e difesa delle eccellenze presenti alla Ferrari. Solo Piero Ferrari poteva farlo e catalizzare la passione e l’amore per il cavallino rampante.






