F.1 GP MONACO Norris fa pole e record a casa di Leclerc ma Ferrari risorge grazie a un segreto

DI PAOLO CICCARONE FOTO BEPPE MAGNI

Le tre mescole di gomme Pirelli portate a Monaco hanno caratteristiche diverse con una spalla più morbida ed elastica che compensa eventuali problemi delle sospensioni e la Ferrari ne ha approfittato

MONACO –  Centonove millesimi, tanti sono bastati a Lando Norris per rovinare la festa a Charles Leclerc nella gara di casa. In una due giorni in cui il pilota della Ferrari ha dominato tre sessioni su quattro, è mancata proprio la pole position, ottenuta dal pilota della McLaren che ha beffato alla bandiera a scacchi Charles e la sua rossa. Una rossa che a Monaco ha ritrovato vitalità e competitività su una pista che sulla carta era la peggiore. Perché serviva avere carico aerodinamico, un assetto morbido e gestione delle gomme.

Cose che fino a Imola la Ferrari ha mostrato non avere. Invece l’aria di casa per Leclerc ha favorito anche Hamilton, per la prima volta, Cina a parte, in palla e positivo al volante della Ferrari, tanto che davanti è duello McLaren Ferrari, perché se Norris e Leclerc si dividono la prima fila, Piastri ed Hamilton si dividono la seconda a pochi decimi.

Hamilton penalizzato di 3 posizioni per avere ostacolato Verstappen.

Piastri per pochi millesimi è finito dietro Leclerc, ma la spiegazione sta tutta in un sistema di gestione delle gomme della McLaren. Infatti, mentre nell’ultimo tentativo tutti sono usciti all’ultimo momento per fare un giro buono, i due Papaya sono usciti prima, avevano pista libera, dopo il primo giro veloce ne hanno fatto un altro lento e poi hanno piazzato il colpo all’ultimo passaggio.

Piastri fuori nelle FP2

Quindi è già andata bene che in prima fila non ci fossero due McLaren invece che alternarsi così. Monaco quest’anno avrà la novità di due pit stop obbligatori, e fra bandiere rosse, giochi di squadra e condizioni varie, potrà succedere di tutto. Per cui la speranza è di una gara regolare, anche se in qualifica non sono mancati i colpi di scena, l’uscita alla chicane di Antonelli con la Mercedes, al primo errore stagionale. La freccia d’argento di Russell fuori col motore ammutolito e poi la sorpresa di vedere due Racing Bulls, squadra di Faenza con licenza italiana, succursale Red Bull fare meglio dei titolari coi due esordienti Hadjar e Lawson, col primo che parte a ridosso di Verstappen.

Incredibile, ma segno che a Faenza hanno lavorato meglio che a Milton Keynes e questa la dice lunga su cosa serve ai team: fantasia e voglia di inventarsi qualcosa senza strafare. Un altro segreto che però circola nel paddock si chiama Pirelli. Per questa gara il gommista italiano ha portato tre mescole tenere, C6 C5 e C4, ma tutte, visto l’uso su un tracciato cittadino, avevano lo “Spring Stint” come lo chiamano gli inglesi, più alto. Cioè la spalla della gomma è più elastica rispetto al solito e sui cerchi da 18 pollici, ammortizzano meglio le asperità.

Tradotto per chi di tecnica ne capisce poco, grazie alla spalla più morbida (diciamo così) la Ferrari ha compensato i problemi delle sospensioni ed è stata più competitiva. Idem per le altezze da terra: sulle piste tradizionali la rossa viaggia più alta da terra e perde carico aerodinamico, a Monaco tutti devono alzare da terra per non spanciare, quindi sono tutti allo stesso livello. Sperando che basti per un bis 2024 con Leclerc decisamente incavolato per aver perso la pole a casa sua.

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