DI PAOLO CICCARONE FOTO BEPPE MAGNI

MONZA – Il copione è stato rispettato. Vedere una Ferrari competitiva a Monza è il sogno dei tifosi e puntualmente nella prima sessione del mattino Hamilton davanti a Leclerc ha fatto sognare come da programma. Poi nel pomeriggio si è fatto sul serio ed è spuntata la solita McLaren di Lando Norris, ma con Leclerc secondo ad appena 83 millesimi di secondo, poi Sainz, Piastri e la seconda Ferrari di Hamilton.
Come dire che anche a Monza le McLaren le si guarda da dietro… Sognare che la livrea ricordo del 1975 abbia portato bene, forse è prematuro. Di sicuro su un tracciato dove i difetti della SF25 sono meno evidenti, il risultato in qualche modo fa sperare. Non certo in una vittoria, anche se ci starebbe bene, quanto in una corsa almeno da protagonisti invece che da comprimari. Il dubbio viene guardando l’esito delle FP2, dove sì Leclerc è a 83 millesimi dalla McLaren, ma fra lunghi, uscite di pista, sbandate controllate o meno, il monegasco ha fatto i numeri per tenere in pista una Ferrari col passo gara.

E questo fa capire come dietro le apparenze ci sia altro da sistemare. Lo dimostra il terzo tempo di Carlos Sainz, un pilota amato dalla folla locale con una Williams che non è sembrata irresistibile. Indecifrabile la giornata Red Bull con Verstappen che si lamenta di una macchina nervosa sui saltelli e una Mercedes che chiude con Antonelli in p19 (era sesto al mattino) e un Russell alle prese con una trasmissione birichina. Come dire che il primo giorno è servito solo a sgrossare le macchine e che il meglio debba ancora venire. Di sicuro i tifosi vogliono una Ferrari vincente e una vittoria su questa pista serve a salvare una stagione intera, anche se non è che consoli poi molto.

A ricordare i momenti epici di 50 anni fa, non solo i colori (a dire il vero la rossa del 75 era piu…rossa) ma il ricordo di Piero Ferrari che ha ricordato con un lungo articolo sul magazine Ferrari quel momento: “Mi ricordo che abbracciai Niki perché il mondiale tornò a Maranello dopo tanti anni di assenza (erano 11, dai tempi di Surtees mondiale nel 64, ndr) e da quel momento cominciò l’epica Ferrari. Ero ai box, ricordo la vittoria di Clay Regazzoni che aveva consigliato Niki a mio padre. Era davanti alla TV e Lauda lottava nel 73 per la sesta o settima posizione, chiese consiglio a Regazzoni che gli disse che quel ragazzo andava forte. Lo prese di istinto ed ebbe ragione”. Ricordi di una Ferrari del tempo che fu e di un presidente padre padrone sempre presente. Rivedere le due rosse nelle posizioni alte della classifica, fa solo piacere. Si spera che duri almeno fino a domenica…






