DI PAOLO CICCARONE

MONZA – Tre millesimi possono bastare a Lewis Hamilton per firmare il primo giorno di prove del GP d’Italia. Il dubbio è se è l’ultimo GP come pilota Mercedes sul nostro suolo o il primo come pilota Ferrari in vista del 2025. In ogni caso la sua prestazione è stata accolta con applausi a scena aperta, come dire che prima ancora di salire sulla rossa (lo farà l’anno prossimo perché nei test invernali di Abu Dhabi per contratto non lo faranno salire sulla Ferrari) Hamilton ha già aumentato il numero di tifosi a disposizione. La sua è stata una giornata strana, perché al mattino, nelle FP1, al suo fianco si è trovato Kimi Antonelli, 18 anni appena compiuti, che con la macchina di Russell ci stava dando dentro.

Peccato che al 5 giro il bolognese sia finito in testacoda alla Alboreto (ex parabolica) e abbia stampato la macchina di Russell che aveva il fondo estrattore nuovo. E questo ha pregiudicato il lavoro di Russell con la seconda Mercedes che ha segnato il sesto tempo dietro a Leclerc. E qui parlando di Ferrari, la terza piazza di Sainz, all’ultima presenza in rosso davanti al pubblico italiano, è il frutto del lavoro di affinamento dell’enorme pacchetto di aggiornamento, in pratica una versione B della SF-24 che cambia dal muso al fondo, dagli specchietti ai fianchi. Un lavoro enorme che nel primo giorno non è stato messo a punto a dovere, anche se come primo giorno era importante raccogliere informazioni, quindi su una pista con l’asfalto nuovo, ancora da gommare come si deve (e che sarà più veloce nei prossimi giorni) il lavoro era solo di raccolta dati.

Con questo il decimo di distacco di Sainz e i 154 di Leclerc, sono nella norma per questo tipo di lavoro. Chi invece è in ritardo è Verstappen, rapido al mattino, in crisi nel pomeriggio con temperature più alte e asfalto scivoloso che lo hanno relegato al 14 posto, cosa del tutto inusuale per lui che a 8 decimi dal vertice fa capire come ci sia tanto lavoro. A Monza, ovviamente, una sola sosta è preferibile, per cui il lavoro va nella direzione del non consumare troppo le gomme. E a vedere come va la Red Bull, sembra che sia questa la direzione presa.
A Monza è stato inaugurato un monumento a Michele Alboreto, una scultura finto cartapesta opinabile per ricordare il campionissimo italiano, mentre al mattino i piloti hanno piantato degli alberi alla curva Ascari per rimpiazzare parte di quelli che sono andati distrutti nei fortunali dei mesi scorsi. Intanto, la McLaren con Norris e Piastri è partita col piede giusto e dopo la vittoria in Olanda di domenica scorsa, il rischio che una Monza rossa diventi arancio papaya è molto forte.






