DI PAOLO CICCARONE

SPA – Inutile girarci attorno: le attese per le prove del GP del Belgio in casa Ferrari erano ad altissimo livello. La nuova sospensione posteriore, il can can delle prove private al Mugello, la speranza di risalita e di poter lottare per la vittoria fin da Spa, era nell’aria. Poi la realtà ha detto che il primo giorno di prove con la qualifica per la gara sprint (partenza alle 12 ora italiana di sabato) è svanita di colpo.

Il divario fra McLaren, con Oscar Piastri autore del nuovo record del circuito in 1.40’’510, con Verstappen subito dietro e poi Norris, vede Leclerc quarto ma staccato di quasi otto decimi, mentre Hamilton è finito in testacoda all’ultima curva della Q1 ed è classificato in 18.posizione: “non cambia niente fra nuova e vecchia sospensione” avrebbe detto l’inglese. Di sicuro non cambia la classifica che vede sempre davanti una McLaren che nel duello interno con Norris vede Piastri primeggiare anche a livello politico: “Non ho voluto la nuova sospensione anteriore – ha detto – intanto perché non è nuova del tutto ma ha delle modifiche che peggiorano alcune cose e ne migliorano altre. Non voglio complicarmi la vita con troppe cose e quindi preferisco gestire la vettura come dico io”.

E infatti, nel confronto con Norris il giovane australiano ha dato una bella botta con un record che fa capire come ci sia ancora margine. Su questa pista, al venerdì, hanno stupito anche Ocon e Bearman che usano una Haas con motore Ferrari, uno quinto e l’altro settimo su una pista di potenza, come dire che a Maranello gli unici che possono sorridere sono i motoristi che hanno sfornato una unità di altissimo livello. Nel venerdì belga sorride anche Gasly, ottavo con la Alpine, mentre Sainz si mette dietro il compagno Albon con un sesto posto davvero di pregio. Il tutto, però, rischia di essere smentito dalla gara sprint e dalla qualifica successiva, che determinerà lo schieramento della gara di domenica.

Su questo format le discussioni sono ancora aperte, visto che fra garetta e qualifica passa poco tempo e che quanto fatto al mattino viene poi smentito nel pomeriggio. Poco male, di certo quello che appare certo è che nonostante i proclami di Hamilton del giovedì “Ho fatto una lista di cose da cambiare, ho parlato coi vertici, non voglio fare la fine di Alonso, Vettel e Raikkonen, se fai le stesse cose avrai sempre gli stessi risultati” è sembrata una bocciatura solenne della Ferrari, come dire che Leclerc non ha cambiato niente in questi anni e che adesso ci pensa Hamilton a sistemare le cose. Fra i tanti problemi Ferrari, ci manca solo di aggiungerne altri… Infine note negative per Antonelli, ultimo, uscito di pista nella Q1 perché non aveva assolutamente aderenza al posteriore. Si consoli, è successo pure ad Hamilton e in griglia si ritroveranno vicini vicini…






