F.1 GP AZERBAIJAN Hamilton e Leclerc in un venerdì che ricorda Monza e McLaren KO

DI PAOLO CICCARONE

Forse non durerà fino a domenica pomeriggio, intanto c’è da sottolineare che da tempo non si vedeva un Lewis Hamilton davanti a tutti e per giunta con la Ferrari. Certo, c’è stata la parentesi cinese, con la gara sprint vinta, ma poi il buio totale. E che forse la rossa stavolta possa riservare una sorpresa, lo dimostra anche Leclerc, che su questa pista è sempre andato forte, dai tempi della GP2, fino a ottenere 4 pole position senza mai riuscire a vincere.

Foto F1.TV

Sembra quasi la prima giornata di Monza, con le rosse veloci e Hamilton in palla. La speranza è che su un tracciato senza curve d’appoggio, senza l’assillo delle altezze da terra ma solo pancia a terra di potenza, qui la Sf25 possa rompere il digiuno di vittorie che segna questa sfortunata monoposto. Ma è venerdì, vissuti come altri venerdì, anche se qualcosa di nuovo si è visto che le due Mercedes di Russell e Antonelli a ridosso, 9 millesimi il divario del bolognese dal compagno di squadra, ma entrambi a quasi cinque decimi dalle rosse.

Norris ha fatto il… pieno di muretti centrati

E poi il tonfo McLaren. Piastri sotto investigazione per non aver rispettato una bandiera gialla, Norris che giocava al “ce l’ho, ce l’ho, manca…” in quanto a muretti, presi in successione fino a piegare una sospensione. Un decimo posto per l’inglese, dodicesimo per Oscar, nel week end che potrebbe assegnare il titolo mondiale costruttori alla McLaren con diverse gare di anticipo. E nell’era delle 24 corse per stagione, farlo con tale anticipo vuol dire proprio che non ce ne è stato per nessuno. Strana la situazione, quasi come se una longa manus volesse tirare di lungo una stagione che ha poco da dire ma tanto ancora da consegnare, vedi una vittoria Ferrari, che prima o poi deve arrivare. Così come la rinascita di Hamilton, alle prese con una stagione deludente.

Ma già dall’Olanda si era visto un passo diverso, una confidenza migliore (incidente a parte in gara) che a Monza ha mostrato altro spessore e che nel venerdì di Baku ha preso sostanza. “Non credo sia la pista per battere McLaren e Red Bull” aveva detto alla vigilia. Intanto i rivali sono dietro, e di parecchio anche. Strana F.1 a dire il vero, dove sull’autostrada Azera i difetti di una stagione sembrano i pregi di una gara. E volendo guardare lontano, stessa storia a Singapore, tracciato fotocopia di quello di Baku. Vabbè, i sogni svaniscono all’alba, per cui c’è ancora tempo per rivedere due rosse davanti a tutti…

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