F.1 ESCLUSIVO Mattia Binotto con Audi unica opzione per vincere anche contro la Ferrari

TESTO E FOTO DI PAOLO CICCARONE

In griglia ad Abu Dhabi, ultima gara coi colori Sauber

Una data da segnare sul calendario: 9 gennaio 2026, comincia l’avventura Audi in F.1 coi primi giri di pista a Barcellona. Il progetto, iniziato qualche anno fa, con la supervisione di Mattia Binotto ha finalmente preso il via completando la transizione da Sauber ad Audi che ha preso il pieno controllo della squadra svizzera. Al comando di questa avventura a quattro cerchi è un ex Ferrari di peso come l’ingegner Binotto, uno che ha trascorso oltre metà della sua vita fra gli studi in ingegneria e le corse di F.1.

56 ANNI DI CUI 28 ALLA FERRARI

Mattia Binotto, 56 anni compiuti il 3 novembre, ne ha trascorsi 28 alla Ferrari, dove da responsabile dei motori all’epoca di Michael Schumacher nel 1995, a team Principal, ruolo fortemente voluto da Sergio Marchionne, ha percorso tutti i gradini della carriera. Prima di essere estromesso da Maranello, nel 2023, a favore di Fred Vasseur, che era alla Sauber. Nel percorso di destini incrociati, è stato lo stesso Mattia Binotto a rilevare il posto del manager francese, conducendo per mano la Sauber verso la fine della propria storia agonistica, cominciata 55 anni fa dal fondatore Peter Sauber. E a guardare i risultati, la sfida a distanza è stata vinta da Binotto. Anche se in maniera diversa. Perché Vasseur ha ereditato una Ferrari che aveva fatto il record di vittorie negli ultimi anni grazie a Binotto e ha concluso il mondiale 2025 al quarto posto senza nemmeno una vittoria.

Sauber ha segnato il record di punti dal 2012

Mentre Mattia Binotto, nella Sauber ereditata da Vasseur, è riuscito nell’impresa di risalire la classifica iridata, lasciando l’ultimo posto portando pure sul podio Nico Hulkenberg, il pilota tedesco che mai, prima di Silverstone 2025, su quel podio ci era mai salito. Chiude la Sauber, apre Audi, un marchio storico, importante nel mondo dell’auto, che dal 2026 affronta la sfida della F.1 con tante incognite, partendo proprio da quella squadra Sauber, unica in Svizzera, capace di attirare l’attenzione di tanti

Binotto a destra di Schumacher nelle classiche partite dopo test (foto Di Mario)
  • Mattia Binotto, Abu Dhabi à stato l’ultimo atto della Sauber e dal lunedì successivo è cominciata l’avventura Audi in F.1: cosa significa per lei questo passaggio di consegne?

“Mi ha fatto piacere lavorare un anno e mezzo in Sauber, sono svizzero (è nato a Losanna il 3 novembre 1969, ndr) e ho vissuto in Svizzera, per cui c’era un legame con questa squadra. Finita l’università la prima domanda di assunzione l’ho fatta proprio alla Sauber, ma non ho mai avuto una risposta… Dopo 28 anni mi ci sono ritrovato a lavorarci con il ruolo di responsabile del team. In qualche modo mi ha fatto piacere lavorare in Sauber per un anno e mezzo, preparando il terreno al futuro, infatti sapevamo già che il progetto era più ampio e ambizioso come l’arrivo in F.1 di Audi. Dopo 28 anni di Ferrari, Audi era l’unico team con cui avrei accettato di lavorare per la sfida che rappresenta, perché è un marchio che nel motorsport ha sempre vinto in tutte le categorie in cui si è cimentata, per il marchio Audi che non ha mai partecipato in F.1. Per quello che rappresenta questa sfida direi epocale. Sono contento, sto molto bene oggi e sono molto curioso di vedere la prossima stagione e gli anni successivi come evolverà”

Ferrari rappresenta il passato di Binotto
  • Dal 2026 comincia tutto da capo, soprattutto per i nuovi regolamenti tecnici di cui mancano riferimenti: la vede come una cosa positiva o la notte è costellata da dubbi?

“E’ un grosso punto interrogativo per tutti perché il cambio regolamentare è il più grande degli ultimi 30 anni e non è solo un semplice cambio di norme tecniche: cambia il telaio, il motore, l’aerodinamica. Cambia radicalmente il modo in cui le vetture verranno utilizzate e il modo cui farle andare più veloci. Se fino ad oggi abbiamo sempre immaginato un circuito veloce come Monza, con pochi alettoni per andare forte in rettilineo, in futuro si avranno anche lì alettoni al massimo dell’incidenza per sfruttare al massimo l’aderenza in curva, ma con il sistema degli alettoni mobili delle nuove macchine, sarà come avere un DRS (il sistema che apre e chiude l’ala in vigore fino al 2025, ndr) che si attiva durante tutto il giro. Cambia completamente il modo di intendere la vettura. E’ un punto interrogativo per tutti, certo non da perderci il sonno, ma rappresenta una bella sfida per tutte le squadre, siamo tutti affascinati da questi nuovi regolamenti cercando di fare il meglio”

  • Sauber in Svizzera ha rappresentato la storia della F.1, resterà qualcosa a Hinwill, sede della squadra, o verrà tutto trasferito in Germania e in Inghilterra?

“Le storie non si concludono mai, come squadra Audi di F.1 manterremo il passato Sauber attraverso le macchine e chissà mai, attraverso un museo, la tradizione e la storia non si può e non si deve cancellare. Stiamo costruendo la nostra storia su quella che era la Sauber, con la sede e le persone, alcune infatti rimarranno. E’ importante costruire su qualche base solida e la Sauber in passato, oltre ad aver vinto anche delle gare, rappresenta un punto importante della storia della F.1, non solo in Svizzera ma nel panorama mondiale. E’ una bella storia che va mantenuta”

  • C’è poi l’aspetto sportivo del 2025, perché da Cenerentola della F.1, ultima in classifica nel 2024, c’è stato un passo in avanti con piazzamenti importanti, con un podio per Hulkenberg nel GP di Gran Bretagna..

“Siamo molto contenti dei nostri due piloti, di Nico Hulkenberg, il più esperto con 250 GP all’attivo, e di Gabriel Bortoleto, il brasiliano di origini italiane è stato un debuttante, ma molto sostanzioso durante l’anno, credo non sia più una sorpresa visto la sua crescita, ha vinto il titolo mondiale di F.3 e di F.2 al primo anno di partecipazione. Per noi è stata una stagione importante, era dal 2012 che la Sauber non faceva tutti questi punti, l’abbiamo fatto sviluppando la macchina e abbiamo fatto un grosso passo in avanti significativo”

  • Mattia Binotto, come uomo, guardando al passato Ferrari cosa ne dice?

“Guardare al passato Ferrari per me è molto difficile. Non sono più dentro la squadra, non conosco le dinamiche, non so cosa stia succedendo e non posso giudicare. Resto un tifoso della Ferrari, sono nato come tifoso e continuo ad essere un tifoso della rossa anche se lavoro con un altro progetto targato Audi. Mi spiace per i tifosi, per la situazione attuale, mi spiace soprattutto per tutte quelle persone che conosco, con le quali ho lavorato insieme negli anni, conosco il loro valore all’interno della squadra, poi mi auguro che la Ferrari sappia fare un passo in avanti e che possa tornare ad essere competitiva, soprattutto per le persone che vi lavorano e per i tifosi della Ferrari che trovi in giro per il mondo e sono tanti”

  • Quindi un saluto al passato, Ferrari o Sauber che siano, e uno sguardo al futuro

“Un grosso saluto al passato, ma più che un saluto al passato, uno sguardo al futuro che è quello cui più teniamo, un futuro Audi, un futuro ambizioso in cui vogliamo riuscire a vincere”.

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