Contromano: Il potenziale del potenziale

RODOLFO INTELISANO foto PAOLO CICCARONE

 

Tirare fuori il potenziale della macchina, lo avete mai sentito da un’altra squadra? Io mai, se qualcuno lo ha mai sentito dire da un pilota o da un team manager di un altro team per favore mi illumini. Perché lo sentite dalla Ferrari? Perché, parafrasando la pubblicità di una nota acqua minerale: perché Ferrari è Ferrari e ammettere che il progetto è sbagliato in Ferrari non si può.

Così siamo passati dal oramai macchiettistico “dobbiamo capire” alla scusa del potenziale, Non è che la macchina è sbagliata, no, c’è il potenziale ma non si riesce ad estrarlo…Io penso che una macchina è buona, un progetto è buono o non lo è e se il progetto è buono tirare fuori il maledetto potenziale viene da sé, altrimenti ti arrampichi sui vetri che è quello che stanno facendo oggi in Ferrari. Ha ragione Vettel quando dice che in Ferrari c’è troppa pressione tutti sentono questa pressione, questo obbligo di vincere che trasforma quella che dovrebbe essere una forza positiva in un handicap. Così si parte regolarmente alla presentazione con grandi proclami per essere regolarmente smentiti dalla pista e quando si è fatto qualcosa di buono lo si è fatto perché si è partiti umili, testa bassa e lavorare, senza troppe aspettative, senza pressione negativa addosso. Ma Ferrari è Ferrari: ci sono le attese di milioni da appassionati diffusi in tutto il mondo c’è l’amore a volte esagerato dei tifosi italiani. Non a caso “tifoso” è usato dagli inglesi in italiano, perché non esiste un termine corrispondente in inglese che renda il concetto e poi c’è la pressione della stampa, persino quella non specializzata, perché la Ferrari è un patrimonio dell’Italia e anche chi non è né appassionato, né tifoso sa che c’è la Ferrari: “ah c’era il Gran Premio di Formula Uno?

Cosa ha fatto la Ferrari?” E’ la classica domanda anche di chi non segue le corse. E poi c’è un problema al vertice di una dirigenza spesso distratta e a volte incompetente: sentir dire alla presentazione del 2023 “questa è la macchina più veloce che Ferrari abbia mai fatto” non si poteva ascoltare: spero bene che fosse la più veloce mai fatta, perché se all’ufficio tecnico avessero pensato di fare una macchina più lenta di quella del campionato precedente, forse qualcosa non tornava… E parlando dell’ufficio tecnico torniamo ad un altro problema che poi è sempre lo stesso da anni: chiamiamolo coperta troppo corta. Un anno la macchina è fortissima sui circuiti ad alto carico (2017) ma non va sui circuiti veloci da basso carico, allora per l’anno seguente si interviene su questo punto debole con il risultato di avere una macchina competitiva sul veloce ma lenta sui circuiti ad altro carico.

Un anno la vettura è troppo gentile con le gomme? Impiega troppo tempo per mandarle in temperatura? L’anno dopo sarà il contrario e così di anno in anno e quando il progetto è ottimo, come nel 2022, ci si mette di mezzo una gestione di squadra scellerata con strategie da mani nei capelli a rovinare tutto. Il povero Leclerc sta vedendo la sua promettente carriera imboccare un vicolo cieco, mi sembra il nuovo Alesi, tante promesse, grande potenziale (to’ chi si risente) per poi ritrovarsi con un pugno di mosche in mano, con la differenza che penso che Leclerc abbia più talento di quello mostrato all’epoca da Alesi. In precedenza, prima del predestinato, mai termine portò più …chiamiamola sfortuna, in questi anni del dopo Schumacher e del dopo Raikonnen, si sono bruciati i talenti di fior di campioni come Alonso e Vettel, ogni volta attesi come il nuovo messia che sana tutte le ferite.

Adesso c’è Hamilton già contestato perché non fa la differenza e anzi soffre il confronto con Leclerc, così come furono contestati Alonso e Vettel. In realtà Alonso un titolo mondiale a casa lo avrebbe portato nel 2010 ma qui torniamo al tema delle strategie scellerate. Hamilton soffre il confronto con Leclerc perché al contrario di Leclerc non è abituato a lottare contro la propria vettura, cosa che invece, gioco forza, Leclerc in questi anni ha appreso benissimo. E poi ultimo tema: macchina vincente non si cambia. La SF24 era una buona macchina capace di vincere cinque Gran Premi e di raccogliere più punti di tutti, fino a sfiorare il titolo costruttori, nella seconda parte della stagione, dopo la pausa estiva. Il 2024 aveva mostrato due buone cose una macchina al top, anche se non la migliore in assoluto e la capacità del team di centrare gli sviluppi nel corso della stagione, altro difetto sempre manifestato, quando si partiva competitivi e si finiva la stagione in affanno all’epoca all’inseguimento della Red Bull e poi della Mercedes. Perché stravolgere quel progetto per ripartire un’altra volta da zero, invece di una evoluzione?

Mistero. Intanto dopo cinque gare e oramai evidente che i proclami di inizio anno resteranno tali e sarà già buona cosa se occasionalmente si riuscirà a vincere un paio di Gran Premi. Intanto Leclerc invecchia aspettando Godot che probabilmente non arriverà mai, mentre Hamilton già carico di gloria, vecchio lo è già e non ha niente da aspettare, né da dimostrare e solo se ha in mano una macchina vincente può ancora tirare fuori l’Hammer dei momenti d’oro. Altrimenti alla Ferrari non resta che la generosità di Leclerc. Ma non può e non deve bastare. Aspettiamo l’anno prossimo?

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