GT WORLD CHALLENGE, TEST BAGNATI, TEST FORTUNATI?

Testo e foto MARCO FERRERO

 

Per quanto relativo ai test ufficiali del GT World Challenge Europe in svolgimento presso il tracciato francese del Paul Ricard a Le Castellet, la parafrasi di un vecchio detto popolare non vuole essere una battuta di spirito, ma un più che ragionevole dubbio.

Dopo un inverno trascorso a lavorare sulle vetture, sugli assetti, sui motori e quant’altro, certamente i test rappresentano la cartina di tornasole di tutto il lavoro svolto, il primo momento di confronto tra i team nei quali valutare la condizione propria e quella della concorrenza, e l’ideale (o quasi) sarebbe di poterli svolgere in condizioni ottimali o, quanto meno, in quelle che consentano valutazioni affidabili e consistenti in vista della stagione.

E’ vero che le “banche dati” raccolte dai team negli anni precedenti sono un patrimonio sul quale poter fare affidamento, e che buona parte dei parametri utilizzati in passato sono la base sulla quale eseguire le verifiche, ma è altrettanto vero che alcune modifiche sono state apportate, ed alla fine il giudice ultimo è il cronometro, ed il suo riscontro suona come un giudizio inappellabile sul lavoro svolto.

Purtroppo, i test pre campionato quest’anno si svolgono con condizioni sia meteo che stradali tutt’altro che ottimali, con scrosci di pioggia più o meno consistente intervallati da qualche schiarita, ed i riscontri cronometrici ne risulteranno inevitabilmente influenzati; per carità, è pur vero che tra un mese, quando su questo stesso circuito si svolgerà la prima prova del campionato, le condizioni potrebbero essere le stesse (il clima primaverile della Provenza è una vera e propria incognita), ma il dubbio di fondo in merito al fatto che questo clima per i test possa essere una “fortuna” persiste.

A questo punto il riscontro vero si avrà solo tra un mese, al primo appuntamento della serie “Endurance” della stagione, nel weekend del 12-13 aprile, apertura dell’edizione 2025 del GT World Challenge Europe.

Quasi certo, poste queste premesse, che in questa sessione di test il record del tracciato resterà imbattuto (i tempi “meno peggiori”, in una fase senza pioggia, sono stati superiori ai 2 minuti), ma in fondo non è un problema reale; la gara di aprile sarà una Endurance, per cui, più che le velocità pura, ad essere fondamentali saranno le strategie, che dovranno essere valutate con attenzione, posta l’imprevedibilità di eventuali “safety cars” o, chissà, di condizioni meteo altrettanto pazze.

Strategie che potrebbero essere adottate anche in questa “due giorni”; anche se di solito tutti cercano di essere competitivi al massimo, nulla esclude che qualcuno possa cercare di “nascondersi” per non palesare tutto il proprio reale potenziale.

 

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