FERRARI CHALLENGE, L’INTERVISTA A ELISEO DONNO, IL NUOVO TALENTO ITALIANO DELLE GRAN TURISMO

Testo e foto MARCO FERRERO

 

 

Il diciottenne pugliese Eliseo Donno già dallo scorso anno si è imposto nel Ferrari Challenge come pilota veloce e di talento, tanto da ottenere quest’anno la vittoria nel Campionato Europeo e la piazza d’onore nella Finale Mondiale; un pilota per cui il prossimo anno si potrebbero (ma pare sia anche più che una possibilità) aprire le porte dei campionati per vetture GT3 con quella AF Corse che lo sta seguendo e che ne cura la crescita.

Lo abbiamo incontrato al Mugello il sabato, dopo la conquista dell’alloro continentale e prima della gara valida per l’alloro iridato, ed approfittando della sua cortesia abbiamo raccolto le sue impressioni in merito ad un mondo che lo sta vedendo come protagonista.

 

D: Innanzitutto congratulazioni per il titolo europeo appena conquistato; quali sono le tue sensazioni a mente più fredda dopo questo titolo che hai conquistato ieri sera?

R: Si, come hai detto tu, non posso essere che emozionato perché la stagione è partita benissimo con le due vittorie a Valencia, e così è andata bene in seguito, l’obbiettivo dal 2022 era quello di vincere il campionato con AF Corse nel 2023, ci siamo riusciti, quindi non posso essere che felice. Ringrazio tutto il mio team, Dado l’infermiere, Pietro il meccanico, Luigi, tutte le persone che mi sono state vicino in questo percorso, la mia famiglia, gli sponsor, e tutti i miei amici che mi seguono da casa. Adesso, a testa bassa, pensiamo a domani alle qualifiche e domenica al mondiale.

D: vedendo questo campionato europeo a posteriori, è stato più facile, più difficile rispetto a quanto ti aspettavi oppure è stato come te lo attendevi?

R: La prima gara a Valencia è stato molto facile, poi dopo che gli altri avversari sono riusciti a trovare il feeling con questa macchina si sono avvicinati con i tempi ed è stato un campionato bello e combattuto, quindi, dai, sono molto contento perché è stato in fondo come me lo aspettavo.

 

D: Una domanda di tipo tecnico: tu sei di una generazione giovanissima di piloti che provano meno in pista e lavorano di più con i simulatori. Quanto i simulatori sono un aiuto e quanto possono essere un limite? Per capirci, sul bagnato, un simulatore non darà mai le stesse sensazioni che puoi provare in guida in pista…

R: Si come hai detto tu, i simulatori servono tanto, io lo uso tanto per imparare le piste, le marce, a me è molto di aiuto, infatti mi sono fatto il simulatore a casa, me lo sono comprato, me lo sono allestito con un ingegnere apposta, perché a parer mio, e chi mi chiede questo perché sono in tanti che me lo chiedono, serve tanto il simulatore sia per imparare le piste che le marce e come feeling in generale.

D: Come nasce Eliseo Donno pilota, come nasce questa tua passione? In fondo tu vieni da una terra che non ha una grandissima tradizione in tema di grandi piloti…

R: Si, parte sin da bambino, quando avevo nove anni, mio padre correva con i kart a livello amatoriale, poi dopo qualche volta ha messo anche me su un kart e da lì è stato sempre un continuo proseguire, fino ad arrivare adesso ad essere campione europeo, quindi se ci ripenso anch’io mi emoziono perché la prima volta con i kart siamo andati io e mio papà, io davanti e lui dietro, quindi è stato bellissimo questo percorso, non cambierei niente di quanto ho fatto, quindi sono davvero molto molto felice.

D: Tu sei giovanissimo, cosa pensi che “ti manchi” della tua età rispetto ai tuoi coetanei che rispetto a te hanno una vita molto diversa, tu sei di fatto già un professionista…

R: Si, è vero, per come sono io mentalmente preferisco sempre non uscire il sabato o la domenica ma andare a girare in pista con il kart come facevo quando ero piccolo, sono magari sacrifici ma li faccio volentieri; sono partito con un team privato, quindi andavo già al giovedì a montarmi la tenda insieme ad un altro meccanico e questo per tutto il weekend di gara. Vicino al paese mio ci sta una pista di kart, e mi ricordo il sabato quando il meccanico era libero dal suo turno di lavoro mi chiedeva “andiamo a girare domani?”, ed io non uscivo nè il sabato nè la domenica per andare a girare, quindi, diciamo, la mentalità in confronto ai miei amici è molto diversa perché sin da piccolo ho capito che questa era la mia passione, sentivo qualcosa dentro che mi dava la grinta.

 

D: Per le qualifiche e la gara mondiale, chi vedi, tra tutti I tuoi avversari, come il più temibile per la corsa al titolo iridato?

R: Mah, quando abbassi la visiera, non c’è avversario temibile o non temibile, ci sta l’avversario un po’ più bravo, ma non tieni paura; l’avversario più bravo è Fleming (che infatti vincerà – n.d.r.), però io darò il massimo, il 101%, per fare bene , quindi testa bassa e si lavora.

D: Tu hai lottato sia ieri che oggi con Adrian Sutil, che sai che ha dei trascorsi importanti; guardandolo, c’era qualcosa che ti colpiva nel suo modo di guidare?

R: No, sinceramente no. Ero concentrato sulla mia guida. Quando abbasso la visiera non c’è campione di Formula 1 che tenga, sono tutti uguali, non regalo niente a nessuno, testa bassa e vado avanti.

 

D: un’ultimissima cosa: per il prossimo anno hai già qualche programma in mente o in corso, oppure c’è qualcosa che ti piacerebbe affrontare, qualche campionato in cui ti vorresti misurare o ti potrai misurare?

R: Si, qualche idea ci sta riguardo il 2024, speriamo con il GT3, però adesso sono solo concentrato su come fare bene la gara mondiale, poi a novembre e dicembre che si sarà la pausa pensiamo al 2024.

 

Un ragazzo dotato di grande determinazione e con le idee chiare, quanto necessario ad un giovane come lui per proseguire il suo percorso di crescita, che gli auguriamo sia pieno di soddisfazioni.

Condividi su: