Testo e foto MARCO FERRERO
Chi abbia avuto l’opportunità (e la fortuna) di assistere alle gare di Formula 1 degli anni ’70 ed ’80, forse il periodo d’oro della serie, ricorderà come vi fosse una certa rivalità tra Enzo Ferrari, che a ragione si considerava uno dei pochi veri “costruttori” di vetture, contro le scuderie inglesi, i cosiddetti “assemblatori”, in quanto non produttori delle parti componenti le vetture, che lo stesso Ferrari definiva, con una certa dose di scherno, “garagisti”.
Queste squadre inglesi riuscirono, tra gli anni Sessanta e Ottanta, a mettere in discussione il dominio della Ferrari, fino ad allora dominatrice quasi assoluta della Formula 1, sfruttando per le proprie vettura strutture leggere, telai rivoluzionari e una straordinaria rapidità di sperimentazione, nel contempo potendo godere dei minori costi generati dall’intero processo che andava dalla progettazione alla realizzazione.
Il risultato finale fu che queste squadre, spesso piccole (se pur perfettamente organizzate) officine, riuscirono a diventare protagoniste ed a conquistare nel tempo un numero sempre crescente di titoli iridati.
In questa ottica appare di grande interesse la mostra in programma dal 2 aprile al 11 ottobre 2026 presso il Museo Nazionale dell’Automobile di Torino, a cura di Carlo Cavicchi e Mario Donnini con Maurizio Cilli; saranno ben 23 le vetture esposte, una selezione di vetture-simbolo delle squadre note come le “sette sorelle”, Cooper, Lotus, March, Brabham, Tyrrell, McLaren e Williams, cui si aggiungono quelle di altri costruttori quali Arrows, Shadow, Theodore e Surtees, e 2 italiane, il tutto in un’area di 2.000 metri quadrati al piano terra della struttura torinese appositamente approntata.
Come corollario alle vetture, le vere protagoniste della rassegna, anche tutta una serie di documenti, memorabilia e fotografie che raccontano la rivoluzione inglese del motorsport e che consentono di contestualizzare al meglio quel periodo, caratterizzato tra l’altro da un’incredibile creatività nella musica, nella moda, nella fotografia, nel cinema e, naturalmente, nello sport.
L’esposizione fotografica di Rainer W. Schlegelmilch, noto come “RWS”, uno dei più noti fotografi della Formula 1, contribuisce in questo a ricreare l’atmosfera di quell’epoca ed a cogliere i momenti emotivi che le competizioni di Formula 1 di quegli anni riuscivano a dare.
Previsti altresì appuntamenti dedicati a conversazioni, presentazioni editoriali, proiezioni e incontri con piloti, giornalisti e progettisti, con grandi protagonisti di quell’epoca che raccontano le storie, le emozioni e le sfide cui si è potuto assistere in quell’epoca che ha rappresentato, nell’evoluzione della Formula 1, la sua massima espressione.
Una mostra, che si inquadra nel percorso scelto dal Museo Nazionale dell’Automobile di Torino, che si pone come proposta attiva affinchè non si perda la conoscenza storica del mondo dell’automobile e che sia in grado di attirare, oltre agli appassionati ed alle generazioni che hanno vissuto da spettatori agli eventi, anche le nuove generazioni.














