SUPERMOTO LA ”SKY SECTION” DI BUSCA

Testo e foto MARCO FERRERO

 

Chi segue il Campionato Mondiale Supermoto ben conosce il tracciato di Busca, dove si corre ormai tradizionalmente da anni una delle prove della serie, ormai un classico nel panorama del campionato iridato e sede di altre gare importanti; un circuito per la verità poco convenzionale, laddove la pista dovrebbe presentare una parte in terra di almeno il 30% della lunghezza totale del percorso, mentre la superficie del tracciato cuneese è di fatto tutta asfaltata.

Il kartodromo “Kart Planet” della cittadina cuneese è un bel tracciato di oltre 1,5 chilometri, tanto veloce quanto altrettanto tecnico, che sa esaltare le capacità di guida e che , storicamente, ha sempre premiato i rider migliori, un circuito sul quale vi sono un paio di “allunghi” importanti, non tanto fondamentali perché favoriscono i sorpassi ma perché guidano a curve la cui staccata può far assistere a duelli in frenata e sorpassi mozzafiato e dove le curve sono di tutti i tipi, da stretti tornanti a curve veloci, oppure più lente in entrata e più veloci in uscita e viceversa.

A Busca la parte parte in terra è sostituita da una “sky section” decisamente tortuosa ed impegnativa (evidenziata in giallo sulla mappa), dove i sorpassi sono impossibili ma dove certamente i migliori sanno fare la differenza in termini anche di decimi di secondo, quanto mai basilari nell’economia del giro; questa parte del circuito può essere descritta come segue.

L’ingresso della sezione è di fatto un imbuto, dove si arriva in velocità, dopo la partenza e due curve veloci, la prima a sinistra e la seconda a destra, con una staccata violentissima che vede tutti o quasi in controsterzo (e dove non mancano contatti e sorpassi) per un doppio stretto tornante, il primo a sinistra ed il secondo a destra, a seguito del quale una rampa porta allo spettacolare (lungo ed alto) salto al termine del quale i riders affrontano una frenata insidiosa in quanto eseguita su due gobbe, dove scegliere la giusta traiettoria ed il punto di frenata è determinante.

Si affrontano quindi due tornanti, il primo a destra ed il secondo a sinistra, altamente spettacolari in quanto presi in accelerazione piena e con la moto che ha un’inclinazione che di fatto risulta perpendicolare rispetto al punto di passaggio e parallela rispetto al suolo (sarebbe interessante una valutazione sulle forze che il centauro deve subire).

Di qui una serie di tre impegnative gobbe da superare in accelerazione scegliendo accuratamente i punti di atterraggio, e qui le scelte di come affrontarle sono multiple, porta all’uscita della “sky section”, dove un veloce e lungo curvone a sinistra si raccorda con la parte asfaltata del tracciato, più larga e veloce dello stretto passaggio appena terminato; in tutto una decina di secondi, nei quali ciascun centauro si “gioca” il tempo e da affrontare con estrema attenzione, in quanto ance il minimo errore può valere una perdita di tempo importante, quando non anche una caduta.

Una parte da ammirare in loco, ed alla quale nessuna descrizione, per quanto accurata, può rendere l’idea, un tratto dove si possono ammirare le differenze tra i vari riders, un punto altamente tecnico dove tra i campioni della disciplina e gli “altri” la differenza è palpabile anche ad un occhio non esperto, un punto sul quale è sempre interessante soffermarsi per valutare i comportamenti dei piloti in gara.

Nel round del campionato di questo fine settimana si vedrà, ancora una volta, chi saranno i migliori interpreti di questa parte del tracciato.

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