Testo e foto MARCO FERRERO
Il campionato del mondo di Formula E del 2025 celebra la vittoria, meritata, di Oliver Rowland, che con il quarto posto di gara 2 di Berlino si aggiudica matematicamente il titolo con due manches di anticipo, potendo pensare di prendersi una meritata passerella nell’ultimo round della stagione di fronte ai propri tifosi e connazionali.
Ne è passata di strada soprattutto dal debutto, nel 2015, per sostituire Nick Heidfeld in una gara, ma anche dal suo lancio definitivo nella categoria, stagione 2018-2019, nel team Nissan, lo stesso che oggi lo ha portato al successo, a fianco di un “maestro” come Sebastien Buemi dal quale ha certamente appreso molto.
Tante stagioni da gregario di apprendistato, magari neppure troppo fortunate o di grandi soddisfazioni, ma da un paio d’anni il pilota britannico ha fatto, soprattutto mentalmente, un salto di qualità e si è imposto come uno dei più veloci, dei più intelligenti, dei più consistenti della categoria; già la scorsa stagione si era intuito che Rowland potesse puntare al titolo, ma lo strapotere di Jaguar e Porsche e dei loro piloti aveva stoppato le sue ambizioni, mentre quest’anno Rowland ha espresso tutto il proprio potenziale.
Quattro vittorie e tre secondi posti su quattordici gare disputate, ma soprattutto una costanza di rendimento, elemento fondamentale per primeggiare in questa serie, abbinata ad una capacità di gestire l’annata evitando di strafare, lo hanno portato al suo primo alloro iridato, in una stagione che lo vedeva come uno dei protagonisti annunciati e nella quale pertanto la pressione e le aspettative erano elevate.
Una vittoria, giusto evidenziarlo, dal valore doppio, in quanto Rowland ha di fatto corso da solo, stante l’apporto nullo del compagno di squadra Nato alla stagione sua e di quella della Nissan, contro squadre che vantavano due piloti capaci di andare a punti “pesanti”, di puntare al titolo, e, soprattutto, quando necessario, di toglierne ai diretti avversari.
Rowland è stato bravo anche ad adattarsi subito anche ai nuovi regolamenti, in particolare al punto che prevedeva un “rifornimento” di energia in corso di gara, laddove le strategie sono state gestite in concerto con il team nel modo migliore (si ricordi a tal fine la vittoria di Montecarlo).
Il pilota britannico si è trovato pertanto nella condizione di non poter contare su alcun aiuto e di dover fare, come si suol dire, “il boia e l’impiccato”; la conquista dell’alloro iridato 2025 è certamente la vittoria della maturità sportiva di un pilota che entra di diritto nel novero dei grandi di questa disciplina.
Salutiamo pertanto con piacere la vittoria di Oliver Rowland ed il suo meritato ingresso nell’albo d’oro di una serie nella quale il prossimo anno sarà chiamato a difendere il numero “1” conquistato, un numero “pesante” che lo pone come obbiettivo degli avversari; obbiettivo del pilota inglese sarà quello di cercare di confermare il titolo, atto riuscito sinora al solo Jean Eric Vergne (2018 – 2019), in una serie, e forse è proprio questo il bello della Formula E, che non ha mai espresso un pilota capace di imporsi con continuità come dominatore.











