F.1 RED BULL Gli sviluppi costano 15 milioni di euro ma fatturati a Racing Bulls…

DI PAOLO CICCARONE FOTO F1

 

L’incidente di Tsunoda con la Red Bull al sabato a Imola, ha portato alla luce l’aspetto nascosto della F.1, quello relativo agli sviluppi e alle consegne dei pezzi di ricambio. Non è passato inosservato, domenica mattina, l’arrivo nel paddock del fondo nuovo per la riparazione della vettura.

I pezzi di ricambio sono infatti arrivati dall’Inghilterra con un volo cargo di SkyTaxi che ha usato un Boeing 767/200, sigla SPMRE, per la consegna all’aeroporto di Bologna. Il pacchetto sviluppi di Red Bull, con lo studio e la realizzazione, si è saputo viene a costare circa 15 milioni di euro durante la stagione e, cosa non trascurabile, la realizzazione viene demandata a Racing Bulls, un modo intelligente di far circolare i soldi, per cui da un lato la Red Bull spende, ma poi Racing Bulls intasca sui lavori commissionati dalla casa madre.

 

Un giro economico intelligente che fa capire come il budget cap in realtà sia qualcosa di molto difficile da controllare. E questo spiega anche perché Red Bull ha mantenuto la sinergia col team di Faenza, proprio perché verrebbe meno un asset importante per il gruppo, fra condivisione di gallerie del vento, strutture e altro ancora con un travaso di tecnologia e informazioni importanti. Imola ha solo messo in evidenza questo meccanismo e si capisce meglio perché Zak Brawn, boss McLaren, in inverno si è scagliato spesso e volentieri contro Red Bull e chi opera con certe sinergie, come quando Ferrari sviluppava qualcosa per Haas per esempi o Mercedes con Williams. Come dire che dietro l’apparenza si cela molto altro…

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