ALFA ROMEO STELVIO QV/Il troppo che non guasta mai

 

 

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A ben guardare ce ne è anche troppa di roba attorno per essere un semplice suv. Dopo essere entrata nel settore con la Stelvio, Alfa Romeo si cimenta nella versione più spinta, quella che ha tutto per chi non deve chiedere altro. La versione Quadrifoglio rappresenta il top per Stelvio e per lanciarlo e farlo provare come si deve, la Casa di Arese ha scelto le strade degli Emirati, con una tappa a Jabel Jais, praticamente in mezzo al niente ma a quasi 2 mila metri di quota con una serie di tornanti e curvoni che mettono alla prova Stelvio per far esaltare le qualità dinamiche della vettura.

 

Video: Paolo Ciccarone intervista l’Ing. Roberto Fedeli, il “papà” della Stelvio Quadrifoglio Verde

 

 

 

Al Nurburgring ha realizzato il record per la categoria, in 7 minuti e 51 secondi e spiccioli, abbastanza per poterlo definire il suv più veloce al mondo, anche se ci sono in circolazione un paio di rivali che non scherzano niente (leggi Urus della Lamborghini). La piattaforma è quella conosciuta col nome Giorgio, la stessa usata per la Giulia e di questa ha conservato le doti di guidabilità e inserimento in curva, anche se il baricentro più alto di Stelvio fa perdere qualcosa rispetto alla berlina, ma è rimasto immutato il concetto base, per cui in curva con questo suv si fanno cose che gli altri se la sognano.

 

Ovvero si riesce ad uscire di traverso dando di gas, controllandola come se fosse una berlina o una GT, cosa che invece non è. Quindi dal punto di vista stabilità, percorrenza di curva e reazioni al volante, è qualcosa di davvero unico, ben riuscito, bilanciato ed equilibrato. Anche se non si è esperti si capisce cosa succede e si pone rimedio, cosa che con barconi della concorrenza (vado a braccio leggi Macan o Cayenne per non dire di peggio) non succede e li ritrovi spesso teneramente abbracciati a qualche palo della luce in atteggiamento troppo intimo. Con Stelvio questo pericolo dovrebbe essere escluso e se usiamo il condizionale è perché ci sono leggi della fisica oltre le quali non si può andare.

 

MOTORE 6 CILINDRI A V TURBO DA 515 CAVALLI

 

Il motore della Stelvio QV è un sei cilindri a V di 2900 cc con una potenza massima di 515 CV e doppio turbo. La erogazione della potenza è costante, lineare e la coppia consente di trarsi di impaccio in ogni situazione. Il bello di questo propulsore è che sfrutta le esperienze F.1 dei motoristi Ferrari (da cui proviene l’ingegner Roberto Fedeli, capo del power train Alfa Maserati). Infatti non tutti sanno che i motori di F.1 hanno un sistema di protezione che fa funzionare solo metà motore. Ovvero, su un 6 cilindri come quelli attuali, quando si gira al minimo funziona solo una bancata mentre l’altra è spenta.

 

Quando aumenta la temperatura della bancata attiva, si spegne e si riaccende l’altra. Ebbene, questo sistema in F1 serve a mantenere il motore acceso al minimo, quando si esce dai box o si fa il cambio gomme col limitatore di velocità acceso. Sulla Stelvio questo principio permette, quando si viaggia a velocità costante, di arrivare quasi fino a 150 km/h con metà motore! Ovvero, si consuma meno, si inquina meno e si viaggia lo stesso a velocità elevate, senza dover tirare fuori tutto il potenziale. Infatti i dati di consumo, nonostante il tipo di auto, sono da quasi 12 litri per 100 km (ovvero poco oltre gli 8 km al litro) in condizioni di traffico normale.

 

Ma Stelvio può battere la concorrenza? Dipende da cosa si cerca da un suv. I rivali hanno plance che sembrano una sala giochi di star wars, qua siamo di fronte alla tradizione di un doppio orologio per contagiri e contachilometri, di una pulsantiera centrale che ricorda molto Giulietta e di una plancia pulita, essenziale ed elegante. Se volete effetti scenografici, scordatevi di trovarli su Stelvio, qua siamo di fronte ai minimi termini di ciò che serve (anche se c’è tutto) senza effetti cinematografici. Insomma, i led, le lucine, i cruscotti multicolore con funzioni 3D delle Audi, servono per fare scena, ma non vi fanno andare di più.

 

Stelvio su questo dà la paga a tutti per prestazioni e meccanica, con qualità degli elementi identica alle rivali, anche se si presenta in maniera diversa, quasi spartana. Può sembrare un limite, forse lo è per quei clienti che vogliono apparire invece che essere, ma se poi gratti sotto la …facciata, quello che conta c’è. Motore potente e sofisticato, sistema di trazione integrale di ultima generazione che distribuisce la coppia motrice in meno di 20 millisecondi, impianto frenante disponibile anche in carboceramica. (In basso la Stelvio versione racing come l’abbiamo ipotizzata per un futuro impiego agonistico)

 

E qui apriremo una parentesi, perché abbiamo provato le due versioni, con impianto Brembo tradizionale e quello carbocercamico  e sinceramente nelle condizioni di uso stradale, difficile capire la differenza. In pista, di sicuro, dandoci dentro e per diversi giri si riesce a capire la differenza, da signor Rossi qualsiasi in guida normale diremmo solo fesserie per vantarci e non è il caso. Quello di base funziona benissimo, ha in byte, un attacco, perfetto e grintoso, se si vuole di più, ebbene c’è anche quello. Infine gli interni: le cinture di sicurezza forse sono un poco rigide al tatto, così come il punto di attacco, ma i sedili sono davvero eccezionali. Li fa su misura la Sparco a Volpiano, con la quale Alfa Romeo ha sviluppato le sedute che sono racing, contenitive ma anche comode, come devono essere quando si viaggia a lungo. Lo spazio a bordo è ottimo per 4 persone, buono per 5 così come il bagagliaio che con le slitte di ancoraggio permette di fissare armi (metaforiche) e bagagli come si deve.

 

In quanto alla silenziosità di marcia, nulla da dire. Si parla senza alzare la voce, seduti dietro si riesce a interloquire con chi sta davanti senza sgolarsi mentre si viaggia a 130 orari (vabbè nel deserto qualcosina in più l’abbiamo fatta ma fra capre e cammelli che attraversavano la strada poco da esagerare). Il percorso è stato stupendo da affrontare e scoprire, davvero una meraviglia della natura infatti lo chiamano lo Stelvio del deserto e merita davvero una visita turistica se capitate da quelle parti. Infatti, non c’è solo Dubai e la sua sala giochi permanente ad attrarre ma anche uno scenario naturalistico di primo ordine. Infine i prezzi: si parte da 95 mila euro, si può arrivare a 120 mila mettendoci dentro di tutto e di più. C’è in giro di meno e di più, dipende da cosa si cerca. Di sicuro Stelvio ha quel qualcosa in più rispetto ai rivali che giustifica l’acquisto. Se poi vi piacciono le sale giochi, le lucine, etc etc, allora lasciate perdere

 

 

 

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