Testo e foto MARCO FERRERO
Era il 2023, l’ultima volta in cui il World Endurance Championship vedeva il suo svolgimento sul “tempio della velocità” di Monza prima dei lavori di ristrutturazione che avrebbero tenuto impegnato per svariati mesi l’autodromo, impossibilitato ad accogliere eventi sportivi, con lo spostamento ad Imola per la successiva edizione; pur se non è passato molto tempo, era un WEC decisamente diverso da quello attuale e, visto con gli occhi di oggi, sembra un campionato decisamente diverso da quello odierno.
Solo per ricordare alcuni degli elementi di differenza più significativi, c’erano la Glickenhaus e l’Isotta Fraschini, che oggi non vi gareggiano più, c’era la rivoluzionaria Peugeot, con il suo progetto ardito che la vedeva senza alettone posteriore, c’era la Porsche, che da quest’anno ha lasciato la serie, c’erano le vetture di classe LMP2, poi confinate alla sola European Le Mans Series al momento in cui si ipotizzava un consistente aumento delle Hypercar in pista, e quel campionato vedeva lo svolgimento di sette gare in luogo delle otto di questa edizione.
Non c’era, soprattutto, l’attuale situazione geopolitica del medio oriente, che per effetto dei conflitti bellici in corso in quella parte del pianeta, che stanno mettendo in forse molti degli eventi sportivi programmati, ha riportato, insieme a Barcelona in sostituzione delle tappe del Qatar e del Bahrain, il circuito di Monza all’interno del campionato.
L’aspetto più interessante dell’intera situazione, e qualificante sotto l’aspetto sportivo, è che la gara monzese sarà l’ultima della stagione 2026, anche se con ormai già assegnati i titoli costruttori e piloti, e l’ovvia speranza sarebbe stata quella che il team Ferrari ed i suoi alfieri a quel momento fossero in lotta per poter bissare i successi conquistati nella scorsa stagione; con ancora un’ultima gara da disputare con tutto aperto a qualunque risultato.
Da ricordare a tal fine come, prima del round monzese, le situazioni di classifica vedano le seguenti graduatorie:
Classifica Costruttori:
1^ Toyota – pt. 212,
2^ BMW – pt. 154,
3^ Ferrari – pt. 130,
Classifica Piloti:
1^ Sebastien Buemi – Brendon Hartley – Ryo Hirakawa — Toyota – pt. 114,
2^ Mile Conway – Kamui Kobayashi – Nyck De Vries — Toyota – pt. 97,
3^ Raffaele Marciello – Kevin Magnussen — BMW – pt. 75,
4^ René Rast – Robin Frijns – BMW – pt. 75.
Una classifica di fatto ormai decisa in un’annata, purtroppo, povera di risultati, con la Toyota tornata ai vertici delle classifiche che, conquistata matematicamente la classifica costruttori, metterà in lotta i suoi due equipaggi per quella piloti, salutando Mike Conway che ha annunciato il suo ritiro a fine stagione.
Sull’appuntamento monzese pesa l’incognita meteo, che in una data come quella di inizio novembre non è tradizionalmente garanzia di condizioni favorevoli, e questo sarà un elemento aggiuntivo di incertezza; una gara bagnata di certo potrebbe rimescolare i valori in pista e portare a qualche sorpresa inattesa.
Un altro elemento che sarebbe stato da tenere in debita considerazione è che, contrariamente alla gara del Bahrain che avrebbe avuto coefficiente 1,5 ai fini dell’assegnazione dei punti, la tappa monzese, prevista sulla durata di sei ore, andrà ad assegnare punteggi con coefficiente 1, e il che avrebbe consentito meno margine a team e piloti che si fossero trovati ad inseguire ed a recuperare nel punteggio per lottare per la vittoria finale.
Ma questa sarebbe stata un’altra storia…










